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Area Internazionale

Emergenze e Collette

 

 

 

Giovedì 27 e venerdì 28 luglio una delegazione della Caritas diocesana in visita nei luoghi del Centro Italia colpiti dal terremoto dell’anno scorso.
Riportiamo la cronaca dell’incontro pubblicata sul sito de “il Settimanale della Diocesi di Como” dalla giornalista Enrica Lattanzi, inviata sul luogo al seguito della delegazione.
Invitiamo anche a visionare l’interessante video proposto nel servizio.

 

Un segno concreto di vicinanza alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. In queste ore una delegazione della Caritas diocesana – guidata dal direttore Roberto Bernasconi – è in visita alla parrocchia di Campi di Norcia in Valnerina per porre le basi per un progetto di costruzione di un centro della comunità che sarà finanziato con i fondi raccolti dai fedeli della diocesi di Como.

Ad accogliere la delegazione è stato don Luciano Avenati, parroco di Campi, e il direttore della Caritas di Spoleto-Norcia, Giorgio Pallucco.

«Con la visita di oggi, a distanza di un anno dai tragici avvenimenti - ha spiegato il direttore Bernasconi - poniamo le basi per la realizzazione di questo importante progetto».

Il direttore Pallucco ha ringraziato la Caritas di Como e ha sottolineato che i lavori partiranno non appena saranno completati i passaggi burocratici con l’amministrazione comunale, proprietaria di un immobile che deve essere abbattuto. Si tratta della ex scuola del paese e sul terreno verrà costruito il centro della Comunità, che avrà una volumetria di circa 200 metri quadri.

«Ringraziamo la Caritas di Como - ha proseguito Pallucco - perché ci darà la possibilità di creare uno spazio che sarà un punto di riferimento per una comunità ancora fortemente segnata dal sisma».
La speranza - espressa nella giornata di oggi - è quella di poter inaugurare il centro prima della fine dell’anno. «Ci siamo appuntamento alla vigilia di Natale per l’inaugurazione», ha chiosato Bernasconi. Nel pomeriggio la delegazione della Diocesi di Como ha incontrato anche il vescovo di Spoleto Norcia, monsignor Renato Boccardo.
Il viaggio è proseguito nella giornata di venerdì 28 luglio con la visita ad Amatrice, un altro centro duramente colpito dal sisma.

(Nella foto, da sinistra Roberto Bernasconi, don Luciano Avenati, Giorgio Pallucco, Claudio De Santis)

(Fonte: www.settimanalediocesidicomo.it

 

Per ulteriori informazioni

In vista del primo anniversario del sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto 2016, al seguente link (riservato) sul sito di Caritas Italiana è possibile trovare una serie di materiali predisposti per l’occasione e liberamente utilizzabili a livello diocesano e regionale: 

http://www.caritas.it/pls/caritasitaliana/v3_s2ew_preview.mostra_pagina?id_pagina=7191

 

 

 

 

 

Sisma in centro italia: tre mesi di mobilitazione delle Caritas italiane
vicine alle popolazioni colpite

 

23 novembre 2016 - A tre mesi dalla prima scossa il pensiero va a tutte le persone coinvolte nella tragedia che ha devastato ampie zone dell'Italia centrale, dove la terra continua a tremare e dove la presenza e l’impegno Caritas restano costanti in tutti i paesi toccati, anche quelli spesso dimenticati.

Questo vuol dire anche avere e promuovere la consapevolezza che il cratere di questo terremoto è grande e si allarga anche verso le zone meno battute dai media, così come lo sono i danni che ha prodotto, accanto alla perdita di vite umane. I numeri e i dati non riescono a raccontare ‘il faccia a faccia’ con l’immane tragedia, la trama delle relazioni, la fatica di abitare l’emergenza con la delicatezza necessaria, la fede e la speranza di tanti. La responsabilità è grande.
Bisogna soprattutto “fare bene”, rispondendo a quattro criteri di fondo: un impegno di lungo periodo oltre le esigenze immediate dell’emergenza; l’accompagnarsi alle Chiese locali e alle Caritas diocesane per concordare gli interventi più opportuni; il partire dagli ultimi, ossia da chi è rimasto ai margini della stessa emergenza, esprimendo così la duplice fedeltà a Dio e alle persone; il mettersi alla scuola dei poveri per maturare relazioni di prossimità, di reciprocità, di speranza, di pace.

Per questo sono stati attivati i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord a Sud, con la Diocesi di Rieti, le sei Diocesi delle Marche colpite dal sisma - Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto - la Diocesi di Spoleto-Norcia, le Diocesi di L’Aquila e Teramo-Atri.

Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre scorso e alla generosa risposta solidale, sono finora pervenuti a Caritas Italiana 16 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana e prontamente trasferito alle Diocesi più colpite per i primi interventi. Caritas finora ha garantito ascolto delle persone presenti nei territori, con particolare attenzione alle fasce più deboli, accompagnamento pastorale, informazione, accanto a interventi diretti con risposte ai bisogni primari, contributi al reddito, fornitura diretta di beni e strumenti per favorire la ripresa delle attività economiche presenti, soprattutto nelle aree rurali. In alcune zone - come ad esempio Arquata, Acquasanta, Montegallo – sono state avviate attività strutturate di doposcuola e animazione giovanile.

Non è mancata l’attenzione alle famiglie delle vittime, sia in loco sia in altre province o all’estero, e ai bisogni di quanti vivono nelle frazioni e nelle case sparse, anche con la messa a disposizione, in accordo con Comuni e Regioni, di moduli abitativi provvisori destinati alle situazioni familiari particolarmente fragili, soprattutto nelle frazioni isolate di Amatrice.
Significativa è l’attività di animazione e prossimità negli alberghi della costa marchigiana e abruzzese e del Lago Trasimeno dove sono stati trasferiti i residenti dei centri maggiormente colpiti, con iniziative condivise tra le Diocesi ospitanti e quelle di provenienza.

In tutte le zone colpite si sta completando il monitoraggio dei bisogni a carattere sociale ed economico; si stanno avviando interventi mirati per la ripresa delle attività produttive e sono in via di realizzazione centri polifunzionali per riannodare relazioni e rapporti comunitari. La sala della comunità Sant’Agostino ad Amatrice è stata appena completata ed è operativa.
Sempre nella Diocesi di Rieti altri due centri di comunità sono in fase di attuazione, a Scai e a Sant’Angelo, e si sta valutando come allestirne un altro a Grisciano. Nella Diocesi di Spoleto-Norcia si sta verificando la possibilità di realizzarne tre: a Norcia, a Cascia e ad Avendita, mentre nella diocesi di Ascoli Piceno si è in attesa delle necessarie autorizzazioni per un Centro di comunità ad Arquata del Tronto e si sta valutando la fattibilità di altre strutture comunitarie nei paesi maggiormente colpiti delle altre Diocesi delle Marche.

Abbiamo ricordato che sono stati anche avviati i “gemellaggi”, secondo le esperienze sperimentate in analoghe emergenze.
Come Caritas della Lombardia, anche Caritas Como è "gemellata" con alcune frazioni di Amatrice. Ricordiamo, inoltre, che con la diocesi di Rieti si sono gemellate anche le Caritas di Lazio, Lombardia, Basilicata, Toscana e Puglia; con la diocesi di Ascoli Piceno e le altre Diocesi delle Marche si sono gemellate le Caritas di Marche, Piemonte-Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Calabria; con la diocesi di Spoleto-Norcia le Caritas di Umbria, Nord est, Campania e Sardegna; infine con le Diocesi di L’Aquila e Teramo si sono gemellate le Caritas di Abruzzo-Molise e Sicilia. Le Caritas della Liguria hanno dato disponibilità e si orienteranno a seconda dei bisogni che emergeranno.

(Fonte Caritas Italiana)

 

GIUNTI IN CENTRO ITALIA IL 19 e il 20 NOVEMBRE GLI AIUTI DELLA CARITAS DIOCESANA


In queste settimane sono già arrivati molti beni di prima necessità e sussistenza, grazie alle offerte giunte da tutto il territorio diocesano.

In particolare, ricordiamo che tra il 19 e il 20 novembre scorsi sono stati consegnati in Umbria, tra Norcia e Preci, beni indispensabili per le persone: farina, acqua, farmaci, lenzuola, coperte vestiti per bambini e per adulti, cibi a lunga scadenza (vedi nella foto).

Alcuni beni sono stati acquistati grazie alle offerte giunte alla Caritas; altri sono stati consegnati al Centro Pastorale Cardinal Ferrari e poi, con mezzi Caritas, consegnati direttamente sui luoghi del sisma.  

Attraverso la Caritas diocesana, che aderisce alla raccolta fondi nazionale, è possibile aiutare le popolazioni duramente colpite dal terremoto. In queste settimane sono già arrivati in Centro-Italia molti beni di prima necessità e sussistenza, grazie alle offerte giunte da tutto il territorio diocesano.

 

Si può contribuire alla raccolta fondi attraverso i seguenti canali:


     versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como -
     Viale Battisti 8 - 22100 Como 

     bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana
     di Como -
 o su c/c Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato
     Caritas Diocesana di Como - Causale “Terremoto Centro Italia”.

Ulteriori informazioni: Caritas diocesana, tel. 031.3312333.

 

 

Terremoto in centro Italia, la colletta nazionale Cei il 18 settembre

 

A pochi giorni dalla tragedia del terremoto che ha colpito il centro Italia, la Conferenza Episcopale Italiana ha indetto una colletta nazionale - denominata “C’è un tempo per rialzarsi” - al fine di raccogliere fondi e aiuti per la popolazione duramente colpita dal sisma.

Anche la Caritas diocesana di Como partecipa a questa iniziativa solidale organizzata per domenica 18 settembre 2016 in tutta Italia.

Evidenziamo tutti i canali per contribuire all’iniziativa.

Versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como.

Bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como -
 o su c/c Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Causale “Terremoto Centro Italia”.

Inoltre, qui sotto è possibile leggere e scaricare gli spunti di riflessione che la stessa Cei ha inviato in occasione della giornata del 18 settembre.
Ulteriori documenti sono leggibili sul sito di Caritas Italiana www.caritas.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Nepal, dopo-terremoto: i progetti da sostenere

 

Nel corso del 2015 sino ad oggi le Caritas internazionali si sono prodigate in un proficuo intervento a sostegno delle popolazioni del Nepal colpite dal sisma.

Nell’ambito di questa emergenza, Caritas Italiana ha recentemente abbinato alla Delegazione Caritas Lombardia - di cui fa parte la Caritas diocesana di Como – alcuni programmi di recupero post-terremoto.

Due, in particolare, i progetti che Caritas Como sostiene: il primo è rivolto alle persone per metterle in condizione di ricostruire le proprie case e migliorare la qualità della vita; il secondo è un’azione di supporto ai bambini abusati e a rischio.

 

 

 

 

 

terremoto in nepal

 

 

Aggiornamento del 2 ottobre 2015

Oltre 160mila euro sono stati raccolti in questi mesi dalla Caritas diocesana di Como per aiutare la popolazione del Nepal, il Paese colpito il 25 aprile scorso da una devastante scossa di terremoto che ha seminato morte e distruzione (8.800 vittime, 590mila abitazioni completamente distrutte, 285mila danneggiate e oltre 2,8 milioni di persone coinvolte).

I fondi raccolti - giunti in Caritas grazie alla sensibilità di parrocchie, enti e privati - sono inviati gradualmente a Caritas Italiana, che si è prodigata sin dall'inizio per far fronte agli aiuti attraverso progetti mirati, elaborati e finanziati nei mesi scorsi e che saranno messi a punto in futuro.  

Ricordiamo che con il sostegno della rete internazionale, Caritas Nepal, impegnata nel soccorso e nell’assistenza alla popolazione, ha raggiunto sinora oltre 65.000 famiglie e complessivamente 300.000 persone con interventi per oltre 10 milioni di euro in tutti i 14 distretti più colpiti.

Caritas Italiana dopo un primo immediato stanziamento in appoggio al piano di Caritas Nepal, con l’aumentare delle donazioni di tante persone di buona volontà, ha potuto intensificare il suo impegno sostenendo ulteriori progetti per la fornitura di ricoveri temporanei, materiali di prima necessità, sementi e materiali per la riattivazione delle coltivazioni nonché interventi per la ripresa delle attività scolastiche.

Nel frattempo prosegue la predisposizione di interventi più ampi da avviare nei prossimi mesi per la riattivazione socio-economica, la ricostruzione di case, scuole, strutture sanitarie, strutture socio-educative, il sostegno psicologico.

Ulteriori dettagli su www.caritas.it.

Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte alla Caritas Diocesana di Como tramite:

 

• versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

• bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

• Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

N.B. LE OFFERTE ALLA CARITAS DIOCESANA NON SONO DEDUCIBILI. Chi volesse usufruire delle deduzioni può effettuare la sua offerta direttamente a Caritas Italiana www.caritas.it specificando nella causale "terremoto Nepal".

 

 

 

Aggiornamento al 04 giugno 2015

Dopo il tremendo terremoto che ha colpito il Nepal, Caritas Nepal, in collaborazione con alcune Caritas internazionali (Caritas India, Caritas Australia, Caritas Bangladesh, Catholic Relief Service, Caritas Germany ed altri) si è mobilitata immediatamente per la raccolta dei bisogni,  la fornitura di viveri, l’impostazione di meccanismi di coordinamento della rete Caritas. 
Il 4 maggio 2015 Caritas Nepal ha lanciato, nella consueta forma di Appello d’Emergenza (codificato come EA 08/2015), un primo piano di risposta nazionale in 11 distretti tra i più colpiti.
Il piano prevede interventi  sino a fine luglio 2015. I beneficiari sono oltre 20.000 famiglie (100.000 persone)  a cui si forniranno ricoveri  d’urgenza, acqua potabile, kit igienico sanitari e viveri essenziali non alimentari. Il costo complessivo è di 2,5 milioni.
A questo si aggiungono altri interventi con la stessa tipologia di aiuto che consentiranno di raggiungere nei prossimi 2 mesi complessivamente oltre 177.000 persone.
Il piano, frutto del coordinamento con le autorità governative e le diverse agenzie umanitarie operanti in loco, rimane, per ora,  l’intervento principale della Caritas Nepal dove concentrare le risorse delle Caritas di tutto il mondo. Il piano è stato finanziato al 100%. Caritas Italiana ha contribuito per 100.000 euro.

Sino a ora l’aiuto della rete Caritas ha raggiunto 14.214 famiglie che  hanno beneficiato di  ripari d’urgenza (tende, teloni, materiali) e cibo  nei distretti di Kathmandu, Lalitpur e Bhaktapur, Kavre, Okhaldunga, Nuwakot, Rasuwa, Sindhupalchowk, Sinhuli; 13.245 famiglie che hanno avuto, oltre ai ripari d’urgenza,  kit igienico sanitari a Gorkha, Lamjung, Dhading. In totale Caritas ha aiutato 27.459  famiglie (circa 137.000 persone) tra le più vulnerabili. Oltre agli aiuti materiali Caritas, in collaborazione con la congregazione dei Camilliani, sta fornendo anche supporto  sanitario e psicosociale a circa 2.600 persone nei distretti di Gorkha  e Sindhupalchowk.

Su www.caritas.it si può leggere la descrizione degli interventi in atto. Maggiori dettagli possono essere richiesti all’Ufficio Asia e Oceania di Caritas Italiana.

Prosegue la presenza di  un team di supporto a Caritas Nepal per il coordinamento degli aiuti, Caritas Australia ha ricevuto l’incarico da Caritas Internationalis di accompagnare Caritas Nepal nella gestione dell’emergenza (Facilitating Partner). 

È in via di elaborazione la seconda fase dell’intervento a partire da settembre 2015 finalizzata principalmente  alla ricostruzione, alla riattivazione socio-economica,  al rafforzamento delle comunità e riduzione del rischio, al sostegno psicosociale

Impegno di Caritas Italiana e indicazioni per le Caritas diocesane

- Caritas Italiana è in costante contatto con Caritas Nepal, Caritas Internationalis e il resto della rete Caritas operante in loco.

- Entro il mese di luglio è prevista un’ulteriore missione di Caritas Italiana sul posto

- Vista l’entità del disastro,  la morfologia del territorio, il tessuto sociale ed ecclesiale del Nepal,  vi è la necessità di un sostegno prolungato nel tempo che sin da subito abbia un orizzonte di medio/lungo termine sul fronte dell’accompagnamento, della ricostruzione e della riabilitazione delle comunità. A tal fine  è fondamentale il collegamento e il coordinamento tra tutte le realtà coinvolte nella risposta.

- Per i prossimi mesi la priorità per Caritas Italiana rimane  il sostegno ai piani nazionali predisposti da Caritas Nepal unitamente allo studio di possibili altri interventi e forme di accompagnamento nel medio/lungo termine. Già dalle prossime settimane si appoggeranno ulteriori progetti di aiuto d’urgenza riguardanti i bisogni al momento prioritari.

- In ordine ad una risposta tempestiva ed appropriata e ad un’opportuna trasparenza e coordinamento con il resto della rete Caritas internazionale, è di cruciale importanza l’invio tempestivo delle somme raccolte con la  colletta nazionale.

- Qualora  si voglia promuovere un impegno  su progettualità specifiche,  si invitano le Caritas diocesane ad un collegamento su base regionale  che consenta a Caritas Italiana di provvedere gradualmente ad un abbinamento progettuale ad hoc.

- Si confermano le indicazioni date in precedenza sulle raccolte di beni, sul coordinamento con Caritas Italiana di ogni eventuale richiesta o intervento di aiuto da parte delle Caritas diocesane, sull’invio di personale in loco, sulle richieste in favore di aree colpite in misura minore o non colpite affatto dal sisma.

Priorità e cifre della catastrofe al 01/06/2015

- Le scosse più devastanti sono state: il 25 aprile di magnitudo 7.8, con epicentro presso  Gorkha. Il 12 maggio di magnitudo 7.3 con epicentro presso Dolkha. Numerose altre scosse di oltre 5.0 si sono registrate nei giorni seguenti. Al sisma sono susseguiti frane e smottamenti, resi ancor più frequenti dalle piogge.

- I dati aggiornati rilasciati dalle autorità del Nepal registrano oltre 8.691  vittime, più di 20.000  feriti, 8 milioni le persone colpite in 39 distretti su 75. Sono 14 i distretti più colpiti.

- Si stimano 2.8 milioni di sfollati (circa 756.000 famiglie) , 1.4 milioni di persone che necessitano assistenza alimentare, 5,6 milioni le persone che necessitano di  assistenza sanitaria, 1,1 milioni coloro che necessitano di servizi sanitari, 400.000 i bambini affetti da malnutrizione, 1,5 milioni i minori in età scolare che necessitano di strutture scolastiche di emergenza (dati OCHA) in conseguenza al crollo o al grave danneggiamento di oltre 32.000 classi.

- Più di 795.000 le case danneggiate di cui oltre 500.000 crollate completamente

- Il ricovero rimane il bisogno essenziale e prioritario. L’imminente arrivo dei monsoni rendono ancor più urgente la necessità di  fornire ripari d’urgenza adeguati e predisporre l’accesso alle aree più remote anche durante la stagione dei monsoni.

- Le difficoltà logistiche rappresentano la difficoltà di maggior rilievo nella fornitura degli aiuti. La rete cellulare funziona in modo discontinuo.

(testo fonte Caritas Italiana)

 

Per ulteriori informazioni e coordinamento contattare Ufficio Asia e Oceania di Caritas Italiana tel. 0666177403/247/287 asiaoceania@caritas.it

Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte alla Caritas Diocesana di Como tramite:

 

•   versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

•   bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como

•   Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

N.B. LE OFFERTE ALLA CARITAS DIOCESANA NON SONO DEDUCIBILI. Chi volesse usifruire delle deduzioni può effettuare la sua offerta direttamente a Caritas Italiana www.caritas.it

Specificando nella causale "terremoto Nepal"




 

 

Iraq: appello Caritas alla solidarietà e alla preghiera

 

Le recenti e continue notizie delle violenze nel nord dell’Iraq, in un Medio Oriente in fiamme, si susseguono senza sosta, e danno una tragica concretezza alle recenti parole di Papa Francesco: «Noi dobbiamo fermarci e pensare un po’ al livello di crudeltà al quale siamo arrivati. Ma questo ci deve spaventare!». La stessa Caritas Iraq per la prima volta negli ultimi anni è stata costretta a chiudere tre suoi uffici nelle località di Qaraqosh, Bartilla e Alqosh e trasferire il suo staff a Erbil, il capoluogo della regione del Kurdistan, nel Nord dell’Iraq, e nelle località di Zakho e Dohuk, vicine al confine con la Turchia e la Siria, e ad Ainkawa.

Ormai si contano a centinaia di migliaia gli sfollati, in gran parte cristiani e Yazidi. In particolare a Zakho si concentra l’assistenza di Caritas Iraq alla minoranza religiosa degli Yazidi, molti dei quali sono sopravvissuti dopo essersi rifugiati sul monte Sinjar, in pieno deserto e con temperature altissime.

La fuga di molte famiglie è stata così rapida che hanno portato con sé solo quello che avevano addosso; ora, come ci informa Caritas Iraq, i loro sguardi sono senza speranza, frustrati dal timore che il mondo non riesca a mettere fine a queste continue tragedie umane, una violenza “che vuole trasformare il mondo in una giungla”. La fuga verso il Kurdistan è comunque difficile e richiede attese anche di 8 ore ai posti di controllo, a causa dell’affollarsi delle persone. Una volta al sicuro, molte famiglie sono accolte e assistite dalla popolazione locale, ma molte sono costrette a dormire nei parchi pubblici, nelle chiese, che già erano abituate ad accogliere i rifugiati che provenivano dalla Siria, o in case in costruzione. L’assistenza non può che essere precaria, soprattutto dal punto di vista igienico, e a tutto ciò si unisce il timore di non sapere se mai potranno ritornare nei loro villaggi di origine.

Caritas Iraq ha scelto di concentrare la maggior parte delle sue attività nei villaggi vicini a Duhok, (Sarsank,Ineshky, Amadiya...) e a Zahko (Fishkhabour, Persephy, Derabon...). Sono zone non raggiunte da altre Organizzazioni straniere, ma ben note alla Caritas, che meglio conosce il territorio. Sono 5.000 le famiglie assistite con viveri, medicinali, rifugi provvisori, ma il loro numero è in costante crescita. L’impegno finanziario è notevole, supera il milione di euro e il contributo della rete Caritas continua a essere essenziale.

Nei giorni scorsi il Cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso «la piena disponibilità ad accogliere i perseguitati (…) Le diocesi italiane sono da sempre notoriamente disponibili verso gli immigrati: lo sforzo diventerà ancora più urgente e doveroso verso i tantissimi fratelli brutalmente perseguitati a causa della loro fede».

Il 15 agosto scorso la stessa Cei ha promosso una giornata di preghiera per i cristiani perseguitati. Radio Vaticana ha intervistato don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, proprio sul tema della crisi irachena e l'appello dei vescovi italiani, mentre Caritas Italiana è già in coordinamento per progetti di emergenza con: Caritas Iraq, in costante contatto nei luoghi di accoglienza per assistere fino a 300.000 famiglie sfollate, circa 1 milione e mezzo di persone; Caritas Libano, che ha iniziato ad accogliere il fiume di famiglie cristiane irachene che stanno scappando da Mosul e raggiungono familiari e amici che vivono nel Paese, e che si aggiungono ai già tantissimi profughi siriani presenti; Caritas Turchia, con molte famiglie che stanno raggiungendo il territorio turco per ricongiungersi con familiari e amici che già vivono in Turchia.

La politica di accoglienza delle autorità turche e la relativa sicurezza del Paese stanno favorendo l’ingresso di un numero sempre maggiore di rifugiati. Turchia sta assistendo queste famiglie sia al confine con l’Iraq che ad Istanbul.

Testo tratto dal sito di Caritas italiana www.caritas.it).

Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte alla Caritas Diocesana di Como tramite:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

Specificando nella causale "Iraq"

Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 

 

Caritas Iraq è impegnata da tempo sul fronte dell'informazione per divulgare il più possibile l'attuale situazione del Paese e sensibilizzare sulle iniziative che mette in atto a favore della popolazione colpita dalle gravi violenze e dalla crisi politica e sociale. 

Qui a lato pubblichiamo una recente newsletter che illustra in quatttro brevi notizie, correlate da fotografie, le attività aggregative e di aiuto umanitario e sanitario attualmente coordinate dalla stessa Caritas Iraq.

Per ulteriori informazioni:

www.caritasitaliana.it
www.caritas.org
e-mail: caritas.iraq@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Conflitto in Siria - Emergenza umanitaria senza fine

 

Il grave conflitto in Siria ha già provocato 160.000 morti e oltre 7 milioni tra sfollati e rifugiati, costretti a lasciare le proprie abitazioni.

Accogliendo le numerose richieste di aiuto pervenute da Caritas Siria e dalle altre realtà ecclesiali attive sul territorio nel portare aiuti concreti, la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato un milione di euro, proveniente dai fondi dell’8xmille.
La somma viene affidata a Caritas Italiana, perché provveda ad affrontare l'emergenza e a sostenere progetti di solidarietà.

A livello politico si susseguono inascoltate le richieste, in primis quella di Papa Francesco, per una tregua e per l’apertura di corridoi umanitari. Il Santo Padre ha ricordato “l’encomiabile sforzo di quei Paesi, soprattutto il Libano e la Giordania, che con generosità hanno accolto nel proprio territorio numerosi profughi siriani” (dal discorso di lunedì 13 gennaio al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede) e a maggio si è recato lui stesso in Medio Oriente per sostenere ogni sforzo per la pace in quella martoriata regione.

Il Pontificio Consiglio per la Famiglia e Caritas Italiana hanno costantemente rilanciato con forza questi appelli e chiedono la ripresa urgente di un dialogo efficace tra tutte le parti in conflitto. Nel contempo proseguono il loro articolato impegno con aiuti concreti alla popolazione locale a sostegno degli interventi di Caritas Siria - nonostante le enormi difficoltà che nascono da un clima generalizzato di violenza - oltre ad un lavoro di educazione alla pace e alla solidarietà.

Come tappe di una simbolica Marcia per la Siria, il Pontificio Consiglio per la Famiglia e Caritas Italiana avevano già lanciato varie iniziative di solidarietà a favore delle famiglie siriane.

Prima, il 26 e 27 ottobre 2013, in occasione del Pellegrinaggio mondiale delle Famiglie alla Tomba di San Pietro, per l’assistenza a circa 20.000 siriani, su proposta di Caritas Siria.

Poi con la Lega Calcio Serie A e il Coni, durante le partite di calcio della prima giornata di ritorno il 18 e 19 gennaio 2014.

Inoltre, dal 16 al 22 febbraio 2014,  grazie ad un accordo con Ferrovie dello Stato che ha condiviso questa iniziativa di pace, in tutte le grandi stazioni su 1.105 schermi è andato in onda un video di 30' minuti. Lo stesso video - insieme a una versione più lunga - è stato presentato in piazza San Pietro il 14 febbraio durante l’udienza del Papa ai fidanzati.

Con soli 20 milioni di abitanti, la Siria si ritrova oggi con oltre il 35% della popolazione in gravi condizioni di precarietà e a rischio vita.

Giordania, Libano, Turchia, Iraq, Egitto sono solo alcune delle nazioni che accolgono circa 2,5 milioni di rifugiati siriani.

I negoziati per il terribile conflitto che dilania il Paese da tre anni - e che ha causato più di 160.000 vittime e un immenso fiume di rifugiati nei paesi vicini - non hanno avuto esiti. Sono ormai più di 7 milioni i siriani bisognosi di assistenza, tra profughi in Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Egitto, e sfollati interni.

Anche la sede Caritas di Aleppo, una delle sei dislocate nelle principali località del Paese è stata colpita nei mesi scorsi da un mortaio. Nonostante tutto, il Vescovo di Aleppo, S.E. Mons. Audo, che è anche Presidente di Caritas Siria, insieme agli operatori e i volontari di Caritas Siria, ha preferito restare «nelle strade, per capire le sofferenze del mio popolo e grazie al sostegno e alle preghiere di molte persone in tutto il mondo. Cammino fra la polvere e le macerie, ma non ho paura».

Caritas Siria è organizzata con una presenza in sei centri principali del paese: Damasco, Aleppo, Hassaké Litorale, Homs e Horan. Dall’inizio del conflitto, tre anni fa, è riuscita ad assistere un totale di 41.000 famiglie, oltre 260.000 persone, con viveri, medicinali, scuole, alloggi di emergenza. È sempre più urgente una risposta solidale per proseguire gli interventi in atto in favore dei siriani.

(Tratto dal sito di Caritas italiana www.caritas.it.)

Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte alla Caritas Diocesana di Como tramite:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
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Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 


 

   

 

 

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“Medio Oriente - Il segreto dei cristiani”, incontro a Como “Medio Oriente - Il segreto dei cristiani” è il titolo dell’interessante incontro che si terrà venerdì 29 settembre, alle ore 21, al Centro Cardinal Ferrari di Como, in via Cesare Battisti 8...
Il libro di Padre Daniele Moschetti a Como e a Talamona “Sud Sudan, il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità” è il titolo del libro di Padre Daniele Moschetti, comboniano, che verrà presentato a Como e a Talamona in ottobre...
Cambiamento climatico, nuovo dossier di Caritas Italiana Caritas Italiana ha recentemente pubblicato il Dossier con dati e testimonianze "Il futuro è adesso. Cambiamento climatico e adattamento sul fronte del Pacifico", dedicato in modo particolare alla situazione delle Filippine...
Nuova pagina Caritas su "il Settimanale della Diocesi di Como" È stata pubblicata sul numero de “il Settimanale della Diocesi di Como" del 31 agosto 2017 la nuova pagina Caritas...
Sud Sudan, "Guerra e fame": parla Matteo Perotti Matteo Perotti, da anni laico missionario in Sud Sudan, ha raccontato la situazione del Paese in una recente e partecipata serata, dal titolo “Guerra e fame”, al Centro Cardinal Ferrari di Como...
Sud Sudan, i progetti della Caritas diocesana Dal 2005 la Caritas diocesana di Como sostiene la Diocesi di Wau in Sud Sudan, dapprima con il finanziamento di progetti in ambito educativo e delle comunicazioni, poi con l’invio sul campo di persone che sono diventate parte integrante della Diocesi africana...
Migranti: continuano i corsi di lingua e professionali Continua l’impegno per organizzare i corsi professionali e di lingua italiana dedicati ai migranti giunti sul nostro territorio e accolti nelle nostre comunità...
Profughi: aggiornamenti nella sezione "Ultime novità" Nella pagina "Ultime novità" della sezione "Accoglienza profughi" (vedi homepage), i dati aggiornati delle presenze al Centro Cri di via Regina a Como; le iniziative per l'integrazione a Rovellasca (Agricol-Lura) e a Fino Mornasco (La Ciclofficina) e altro ancora...
Stranieri minori, un bando per la figura di tutor Passo avanti, in Lombardia, sul tema dell’assistenza ai minori stranieri non accompagnati. Grazie alla recente firma di un Protocollo d’intesa verrà pubblicato a breve un bando per quanti vorranno candidarsi a svolgere il ruolo di tutor dei minori...
Inviata la nuova newsletter della Caritas diocesana È stata inviata la nuova newsletter della Caritas diocesana di Como. I testi integrali sono leggibili nella sezione "Informazione" del sito...
Sud Sudan, gli aiuti Caritas tra conflitto e carestia La Presidenza della Cei ha destinato un milione di euro, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza agli sfollati e alle vittime del conflitto che da anni insanguina il Sud Sudan...
Il nuovo ComoCaritas sui servizi in città di Como È stato pubblicato il nuovo ComoCaritas. Questo numero è dedicato ai servizi Caritas operanti in città di Como per i quali si cercano nuovi volontari...
Nuovi documenti pubblicati da Caritas Italiana Numerosi nuovi dossier sulle situazioni di crisi internazionali sono leggibili e scaricabili nella sezione "Area promozione umana" del nostro sito alla pagina "Immigrazione"...
Nuovo Informacaritas su "il Settimanale della Diocesi di Como" È stato pubblicato sul numero del 14 maggio 2016 de “il Settimanale della Diocesi di Como” il nuovo Informacaritas. Due pagine di approfondimento sul 38° Convegno nazionale delle Caritas diocesane svoltosi recentemente a Sarcrofano...
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FONDAZIONE CARITAS
La Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio OnlusLa Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus si propone di provvedere nel territorio della Diocesi di Como, ed in particolare con l’Ordinario diocesano e l’ufficio Caritas, allo svolgimento di attività nel settore dell’assistenza sociale e precisamente alla promozione, al sostegno e alla gestione di iniziative e servizi a carattere caritativo-assistenziali
 
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