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Rapporto 2011 su povertà ed eslusione sociale in italia
di Caritas Italiana e Fondazione "E. Zancan" - ed. Il Mulino
Il nostro Paese è sempre più povero. Sono 8,3 milioni i cittadini italiani che vivono in povertà, pari al 13,8% della popolazione: le famiglie numerose, monogenitoriali e del Sud sono le più colpite. Il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto delle Caritas in Italia ha meno di 35 anni. Dal 2005 al 2010, il numero di giovani è aumentato del 59,6%. Il 76,1% di essi non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70%. In estrema sintesi ecco lo spaccato della situazione in Italia che emerge dal Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia, presentato a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, lunedì 17 ottobre scorso, da Caritas Italiana e Fondazione “E. Zancan”, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà. All'incontro erano presenti mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione “Emanuela Zancan onlus” e mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana.
Il volume si articola in due parti
Nella prima vengono approfonditi i diritti dei poveri previsti dalla Costituzione e a livello internazionale. Molti sono ancora disattesi, anche perché non privilegiano l’incontro tra diritti e doveri, non valorizzano le capacità, non coinvolgono e promuovono la partecipazione dei poveri. Come nei precedenti rapporti viene aggiornato e arricchito il quadro comparativo delle regioni, con parametri di spesa e di risposta. Seguono approfondimenti specifici, che evidenziano come fare e cosa non fare, se si vuole dare speranza alle persone e alle famiglie in difficoltà. La prima parte si chiude con proposte per far meglio fruttare gli investimenti, ottenere migliori indici di efficacia, superare il cronico sottoutilizzo delle risorse.
La seconda parte, curata da Caritas Italiana, si sofferma sul ruolo svolto dalla Chiesa nel contrasto della povertà economica. Tale ruolo si sviluppa attraverso azioni di studio, animazione, promozione e assistenza alle persone e famiglie in difficoltà. Nel testo vengono descritte, con dati aggiornati, le nuove tendenze di impoverimento della società italiana, secondo l’esperienza della Caritas.
Approfondimenti specifici riguardano la povertà degli immigrati, le condizioni di vita nelle aree montane, le iniziative anti-crisi economica messe in atto dalle diocesi e l’attività svolta dalle mense socio-assistenziali.
L'Italia è dunque incapace di trovare una soluzione concreta e rapida alla piaga della povertà
Anzi, negli ultimi anni i numeri confermano la tendenza negativa. Come abbiamo visto, se nel 2009 erano 7,8 milioni i poveri (13,1%), nel 2010 hanno raggiunto quota 8,3 milioni (13,8%). In più occorre aggiungere che nel nostro Paese sono ben 2,73 milioni le famiglie povere. Nonostante ciò, secondo Caritas e Fondazione Zancan, che hanno analizzato la spesa sociale e per la povertà da parte dei Comuni italiani - le risorse per arginare il problema ci sono, ma sono male investite.
Altro capitolo importante del “Rapporto Zancan 2011” è sul tema dei diritti negati, quindi sulle reali conseguenze della povertà delle persone e delle famiglie: essere poveri, infetti, significa negazione del diritto al lavoro, alla famiglia, all'abitazione, alla giustizia, all'educazione, alla salute, a un futuro per i giovani, che oggi più che mai sono i più esposti alla crisi economica e non hanno un lavoro e prospettive di vita sicure.
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