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Area Internazionale

iniziative pregresse emergenze e collette

 

 

ALLUVIONE IN BOSNIA ERZEGOVINA, SERBIA E CROAZIA

NOTA INFORMATIVA PER LE CARITAS DIOCESANE DEL (MAGGIO 2014)

 

Alla luce delle violente alluvioni che hanno devastato la Bosnia-Erzegovina, la Serbia e la Croazia, la Presidenza della Cei ha stanziato in questsi giorni di fine maggio 2014, durante la 66° Assemblea dei vescovi, 500.000 euro come segno di vicinanza della Chiesa italiana verso la popolazione colpita.
 
Le notizie tragiche si susseguono da giorni e da ogni parte: intere città sotto acqua, senza elettricità, ponti crollati, strade allagate, frane che si portano via paesi interi, grossi quartieri fatti evacuare, migliaia di sfollati, persone che attendono soccorsi nei tetti o nei boschi, vittime e dispersi, tentativi disperati di alzare gli argini dei fiumi per evitare il peggio.  La preoccupazione è accresciuta dal fatto che in alcune città non funzionano le comunicazioni telefoniche e al tempo stesso sono isolate a causa di allagamenti e frane, per cui non sono ancora chiare a distanza di giorni le reali condizioni in cui si trovano.
Ormai da più parti si parla di “cataclisma”, di “catastrofe”. Le precipitazioni cadute nella zona sono state le più intense da quando si è iniziato a misurare questi fenomeni 120 anni fa ed hanno causato delle piene mai viste dei numerosi fiumi  (ad es. il livello della Sava è più di 1 metro rispetto al livello massimo mai registrato). L’onda di piena dei numerosi fiumi della zona sta proseguendo lungo il corso dei fiumi stessi e sta dunque arrivando in altre aree e anche in alcune zone della Croazia.
 

ATTIVITA'
A fronte dei danni già descritti nel rapporto allegato in pdf (visibile e scaricabile in fondo a questa informativa) sono  previsti  al momento 2 fasi d'intervento:

 

1° :  INTERVENTO D'URGENZA (primi 30 giorni)
Acquisto IN LOCO di generi di prima necessità  per circa 10.000 persone:
cibo, vestiario, prodotti per l'igiene e prodotti per la casa, medicinali, attrezzature per la ripulitura dal fango, pompe, idropulitrici .

Per questo primo intervento Caritas Italiana raccomanda vivamente di non avviare raccolte e conseguenti invii di materiale di qualsiasi genere, perché le Caritas della Bosnia Erzegovina e della Serbia stanno già procedendo nell'acquisto di tale materiale nelle zone limitrofe alle aree
alluvionate.

2° :  INTERVENTO DI  MEDIO-LUNGO PERIODO

supporto alle strutture di accoglienza per coloro i quali non potranno rientrare a breve nelle loro case, al momento sistemati in
strutture temporanee .
- Riattivazione delle attività economiche distrutte dall'alluvione: le aziende agricole in primo luogo (sono finiti sott'acqua migliaia di ettari
di coltivazioni e migliaia di animali), ma anche negozi e piccole aziende del posto.
- Supporto alle famiglie che hanno perso totalmente o parzialmente le proprie case (sono però relativamente pochi casi, soprattutto a causa di
frane) o che hanno perso tutto quello che avevano ai piani terra.

ATTENZIONI
Per sostenere le Caritas della Bosnia Erzegovina e della Serbia nella implementazione di queste attività sarà necessario procedere esclusivamente con una raccolta fondi, laddove possibile.
Si è consapevoli che molte Caritas diocesane hanno gemellaggi o rapporti solidali con le Diocesi e comunità di questi paesi. Di conseguenza le comunità italiane che negli anni hanno consolidato rapporti di fraternità sono molteplici e la vicinanza delle zone colpite è un elemento che incoraggia la volontà di
raccogliere beni materiali e di organizzare viaggi di solidarietà.

Tenendo presente queste considerazioni, e comprendendo che ogni segnale di vicinanza e comunione è molto importante e significativo, riteniamo opportuno che tutti si adoperino per sconsigliare al momento (almeno fino al prossimo mese) l'organizzazione di missioni e visite in loco,  perché ciò andrebbe a complicare ulteriormente  il lavoro degli operatori e volontari locali, che ci risulta essere mobilitato fin dal primo momento, in numero cospicuo e ben coordinati dalle Caritas locali.

Certamente questo non significa escludere la possibilità di pensare per questa estate campi estivi di solidarietà che andranno coordinate per andare a portare aiuto non solo alle realtà gemellate ma laddove sarà più necessario.

Caritas italiana attraverso l'ufficio Europa (
europa@caritasitaliana.it , 0666177259/245)  e in loco con gli operatori già presenti sono a disposizione per qualsiasi informazione aggiuntiva.

 

(nella foto, un'immagine embelmatica della zona di Bijeljina, nella Repubblica di Serbia)
 

Le offerte per sostenere gli interventi in corso – specificando la causale “Emergenza Bosnia Erzegovina, Serbia e Croazia" – possono essere inoltrate alla Caritas Diocesana di Como tramite:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 

 

>>> Un report dettagliato della realtà in Bosnia Erzegovina, Serbia e Croazia

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA FILIPPINE, GLI AIUTI DELLA CARITAS 

 

A quattro mesi dal devastante tifone Haiyan pubblichiamo il documento leggibile e scaricabile sugli interventi in corso di Caritas Italiana in soccorso alle popolazioni colpite.

 

 

 

 

 

ALLUVIONI SARDEGNA: LA SOLIDARIETA' DELLA CARITAS 

 

Caritas Italiana esprime vicinanza alla popolazione colpita e mette a disposizione 100.000 euro.

Già operative le Caritas diocesane sarde.

“Le notizie che ci arrivano dalla Sardegna sono preoccupanti e la situazione resta di piena emergenza”. Con queste parole don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, sottolinea la drammatica emergenza dopo la violenta ondata di maltempo che ha colpito la Sardegna causando morti e dispersi. Don Soddu ha espresso vicinanza e solidarietà ai Vescovi e a tutti i direttori delle Caritas diocesane coinvolte, a partire dal delegato regionale delle Caritas della Sardegna, don Marco Lai, il quale ha ribadito che le diocesi maggiormente colpite sono quelle di Tempio-Ampurias, Ales-Terralba e Nuoro, con “molti paesi allagati e isolati, intere zone sommerse e raccolti distrutti”. Le Caritas si stanno coordinando e – sottolinea sempre don Lai – “oltre ad attivare aiuti immediati, di fronte a questa emergenza, una riflessione deve essere fatta sulla gestione del territorio”.

 

Le offerte per sostenere gli interventi in corso – specificando la causale “Alluvioni Sardegna” – possono essere inoltrate alla Caritas Diocesana di Como tramite:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 

 

SOLIDARIETÀ PER LE FILIPPINE COLPITE DAL TIFONE

 

 

“IN QUESTI GIORNI STIAMO PREGANDO E UNENDO LE FORZE PER AIUTARE I NOSTRI FRATELLI E SORELLE DELLE FILIPPINE, COLPITI DAL TIFONE. QUESTE SONO LE VERE BATTAGLIE DA COMBATTERE. PER LA VITA! MAI PER LA MORTE!”

 

Al termine dell’Udienza generale di mercoledì 13 novembre, Papa Francesco è così tornato a ricordare il disastro che ha colpito le Filippine, dopo che già domenica scorsa aveva invitato a “pregare e far giungere anche il nostro aiuto concreto”.

Raccogliendo l’accorato invito del Santo Padre, domenica 1 dicembre 2013 in tutte le chiese d’Italia si terrà una raccolta straordinaria indetta dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana a sostegno delle popolazioni colpite dal tifone HaiyanLe offerte raccolte saranno inviate a Caritas Italiana e serviranno a far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali di chi è stato colpito da questa calamità.

La Conferenza Episcopale Italiana aveva già messo a disposizione 3 milioni di euro e Caritas Italiana si era subito affiancata alla Caritas locale per sostenerne i primi interventi.

Caritas Filippine è riuscita sin da domenica a raggiungere i sopravvissuti attraverso le reti diocesane e parrocchiali e sta ora concentrando la sua azione nelle zone di Palo, Jaro, Capiz e Cebu.

La sede Caritas a Manila è diventato un centro operativo dove 250 volontari sono al lavoro per confezionare pacchi con generi alimentari (soprattutto riso e farina) che vengono poi distribuiti alle famiglie.

Le pesanti piogge hanno reso le operazioni di aiuto ancora più complicate. Oltre 670.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e si stima che almeno 500.000 abitazioni siano state distrutte. Una delle principali priorità è dunque quella di dare un riparo a questi sfollati e la Caritas ha già fornito 32.000 tende. In collaborazione con il CRS della rete Caritas è stato messo a punto un piano globale di interventi per 20 milioni di dollari in favore di 100.000 famiglie, 500.000 persone, che prevede alloggi, di emergenza e permanenti, distribuzione di acqua, prodotti per l’igiene, attrezzature per la cucina e generi non alimentari di prima necessità. Inoltre si coinvolgeranno le comunità locali nella pulizia e nella rimozione delle macerie dalle aree colpite.

Gli interventi in atto in questi giorni – pari a circa 1 milione di dollari - sono la prima parte di questo piano più vasto dell’intera rete Caritas in risposta all’emergenza che intende accompagnare le comunità filippine anche nel medio-lungo periodo.

 

Le offerte – specificando la causale “Emergenza Filippine” – possono essere inoltrate alla Caritas Diocesana di Como tramite:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

Chi lo desidera può contattare direttamente la Comunità Filippina di Como che sta raccogliendo viveri non deperibili, vestiti e offerte da spedire nelle regioni colpite dal tifone.

Referente Sig. Fil Faustino 320 6233785.

 

 

 

 

LA SIRIA GRIDA PACE: CONTINUA L'INTERVENTO CARITAS A SOSTEGNO DELLE VITTIME DEL CONFLITTO

 

(novembre 2013)

 

Gli aggiornamenti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, al 23 ottobre 2013, riportano queste cifre:

Totale dei rifugiati registrati: 2.181.848, dei quali:

in Libano: 795.984 (stime Caritas: almeno 1.200.000)

in Giordania: 547.274 (stime Caritas: almeno 1.300.000)

in Turchia : 502.719 (stime gov. locali –AFAD: 600.000)

in Iraq :197.585         in Egitto: 126.051

Le stime locali cercano di includere anche i rifugiati che non sono registrati all’ACNUR (di cui ovviamente è impossibile conoscere il numero esatto). È dunque ragionevole pensare che i rifugiati effettivi, compresi quelli presenti in altri Paesi (Cipro ed Europa), superino la cifra di tre milioni.

Totale degli sfollati (all’interno della Siria): 4.250.000.

Totale delle vittime: oltre 100.000

 

La risposta Caritas in Siria:

Il lavoro, sostenuto dall'intera rete Caritas, è condotto in collaborazione con le organizzazioni musulmane - aspetto altamente significativo per ricreare condizioni di convivenza fra le varie entità religiose del paese - e si è attivata una crescente rete di volontari che operano in condizioni di grande pericolo e difficoltà. 

1. soccorsi di urgenza all’inizio del conflitto nelle città di Homs e di Aleppo, a oltre 500 famiglie.

2. da dicembre 2012 a agosto 2013 assistite 1600 famiglie, circa 10.000 persone, nelle regioni di Damasco (600 fam.), Aleppo (400 fam.), Homs (200 fam.), Hassakeh (100 fam.), zona del Litorale (300 fam.). Distribuzione materiale per affrontare l’inverno (vestiario invernale, coperte, conbustibile per riscaldamento, stufe, spese di alloggio) e offerta di cure mediche. Costo 603.760 euro.

3. fase attuale: nuovo progetto simile al precedente. ASSISTENZA DI BASE A 1.800 FAMIGLIE, CIRCA 9.000 PERSONE, NELLA REGIONE DI HOMS. Si tratta di famiglie particolarmente vulnerabili, da sostenere soprattutto con viveri e medicine e con un contributo per l’affitto agli sfollati. La spesa prevista è di 200.000 euro da settembre 2013 ad agosto 2014.

 

Scarica il volantino aggiornato "La Siria grida pace" (formato PDF Icona PDF)       

>>> Vai alla presentazione di Caritas Italiana sulla Siria.

 

Per sostenere gli eventi in corso nell’Emergenza Siria si possono inviare offerte tramite la Caritas Diocesana di Como, specificando nella causale “Emergenza Siria”:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

 

Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 

(Aggiornamento marzo 2013 - Caritas Italiana)

Lo sviluppo interno del conflitto, l'alto numero di sfollati e la disperata corsa verso i paesi limitrofi meritano tutta la nostra attenzione.

Con soli 20 milioni di abitanti, la Siria si ritrova oggi con oltre il 20% della popolazione in gravi condizioni di precarietà e a rischio vita.

Giordania, Libano, Turchia, Iraq, Egitto sono solo alcune delle nazioni che accolgono oltre 1 milione di rifugiati siriani.

3,5 milioni le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni nella speranza di trovare una sistemazione lontana dal conflitto.

Caritas Italiana, assieme alle Caritas di tutti i paesi della regione,si è immediatamente impegnata nell'aiuto concreto alla popolazione siriana in difficoltà.

 

In Siria

Due cifre eloquenti: più di 60.000 morti, secondo fonti ONU, e 2.500.000 sfollati interni, dei quali solo 1.500.000 assistiti. Le case e le strutture distrutte sono innumerevoli. Le comunità cristiane sono indifese; chi può fugge e preferisce la clandestinità per paura delle rappresaglie. Il prezzo dei viveri di base è molto cresciuto, il paese è praticamente bloccato (per fare un paragone, tutte le guerre israelo-palestinesi dal 1948 a oggi hanno fatto 20/25.000 vittime).

Con una popolazione di 20 milioni, la Siria ha dunque circa il 20% degli abitanti in situazione di grave precarietà, percentuale analoga come proporzioni a quanto sofferto in Iraq, ma raggiunta in soli 20 mesi.

Nei paesi limitrofi

Giordania: circa 350.000 rifugiati siriani. Il più grande campo profughi ufficiale, Zaatari, in pieno deserto, dove lavora Caritas Giordania, ne ospita 65.000. Migliaia stanno aspettando alla frontiera giordana. Piogge torrenziali e clima insolitamente freddo hanno messo a dura prova i rifugiati.

Contesto: la Giordania ha poco meno di 6 milioni di abitanti, dei quali più della metà sono rifugiati palestinesi emigrati dopo le guerre con Israele. I rifugiati siriani sono pertanto già il 5% dei residenti. Il paese, 90.000 Km2 (Italia 301.000 Km2) - i tre quarti dei quali desertici - è vicino al collasso.

 

Libano: ufficialmente quasi 250.000 rifugiati, distribuiti in tutto il paese in abitazioni in affitto o presso amici o conoscenti (non ci sono campi profughi consentiti, ma solo “informali”). In realtà sarebbero già circa 500.000, di cui il 70% donne e bambini.

Contesto: in un paese di 10.000 km2 e poco più di 4 milioni di abitanti, dei quali 400.000 palestinesi in condizioni già precarie, instabile politicamente da sempre (c’è la forza ONU di interposizione con Israele) la situazione è a dir poco esplosiva.

 

Turchia: circa 200.000 rifugiati, in una dozzina di campi ufficiali, vicino al confine con la Siria. La situazione è degenerata nelle ultime settimane, tanto da spingere il governo a richiedere con urgenza la collaborazione della Comunità internazionale. Alcune migliaia (stime non ufficiali) sono clandestini e sono sparsi in varie località del paese, anche a Istanbul.

Contesto: la Turchia è il paese “forte” della regione (80 milioni di abitanti, oltre 600.000 km2) ma, dopo aver gestito la prima fase, ora ha chiesto aiuto alle ONG e alla comunità internazionale.

 

Iraq: circa 70 mila siriani hanno trovato rifugio in Iraq, nella zona settentrionale del Kurdistan, relativamente calma.

 

Egitto: 13.000 sono i rifugiati in Egitto e 5.000 in altri Paesi.

 

Se il conflitto continuerà con questa violenza, si teme possano diventare 1.800.000 nel corso del 2013, rischiando di compromettere i delicati equilibri Medio Orientali.

 

Caritas Siria si è trovata a gestire rapidamente una situazione imprevista, attivando una prima rete di aiuti di urgenza a favore di oltre 500 famiglie nelle città di Homs e di Aleppo. In seguito è stato necessario selezionare le priorità ed elaborare un nuovo piano per le persone più vulnerabili in tutto il paese. Sta ora assistendo 1600 famiglie, circa 10.000 persone, nelle regioni di Damasco (600 famiglie), di Aleppo (400 famiglie) di Homs (200 famiglie), di Hassakeh (100 famiglie) nella Zona del Litorale (300 famiglie). Ha deciso di concentrarsi sulla distribuzione di materiali per affrontare l’inverno (vestiario invernale, coperte, combustibile per il riscaldamento, stufe…) e cure mediche. Il costo totale di tali interventi ammonta a 603.760 €. Il lavoro è condotto in collaborazione con le organizzazioni musulmane - aspetto altamente significativo per ricreare condizioni di convivenza fra le varie entità religiose del paese - e si è attivata una crescente rete di volontari che operano in condizioni di grande pericolo e difficoltà.

Caritas Libano ha lanciato il primo appello di emergenza nell’aprile 2012 per prendersi cura di oltre 12.000 persone (con distribuzione di viveri, prodotti igienici, coperte). La spesa prevista (1.200.000 €) è stata finanziata però solo per il 65%. Un secondo appello di 1.786.000 Euro per circa 15.000 persone è partito a settembre scorso ed è attualmente finanziato al 47,2%. La dispersione dei profughi in quasi tutto il territorio rende le operazioni più complicate, anche se Caritas Libano può contare su una rete diffusa di volontari e su una quasi totale libertà di azione.

Caritas Turchia si è occupata di centinaia di profughi, che sopravvivono a Istanbul e in altre località senza alcuna risorsa e ha collaborato con le autorità per i casi più vulnerabili. È stato elaborato un progetto di assistenza per circa 15.000 profughi con generi di prima necessità (alimentari, coperte, vestiario invernale, carbone…) e cure mediche (visite specialistiche, medicinali…) un servizio di counselling e di orientamento sociale, volto a diffondere informazioni relative allo status giuridico e ai diritti dei profughi.

Sarà inoltre offerto un sostegno speciale, che comprende anche la possibilità di alloggio, ad un massimo di 100 famiglie in condizioni di particolare vulnerabilità (mamme sole con bambini, famiglie numerose o con disabili, anziani…). Il progetto prevede una durata di 12 mesi, per un costo complessivo di 985.000 euro.

Caritas Giordania ha risposto con grande rapidità, concentrando tutto il suo staff nei campi profughi allestiti dal governo, peraltro in condizioni logistiche disagevoli, in pieno deserto. Gli appelli sono stati in parte finanziati dalle Nazioni Unite e da rapporti diretti con alcune Caritas Europee. A Caritas Italiana è stato rivolto un appello di 160.000 euro per 4.000 persone. Ma le necessità saranno prossimamente più gravi, come afferma lo stesso re di Giordania.

 


 

 

 

 

 MALI, APPELLO DELLE CARITAS DEL SAHEL PER UN INTERVENTO IMMEDIATO E PROLUNGATO

 

(24.01.2013)

Situazione umanitaria sempre più grave, possibili altri 700.000 profughi.

Cessino le stragi di civili inermi, abbia fine ogni violenza, e si trovi il coraggio del dialogo e del negoziato”. Così Benedetto XVI all’Angelus di domenica 20 gennaio 2013 è tornato a parlare della preoccupante situazione del Mali.

Caritas Italiana rilancia l’appello del Santo Padre e intensifica il sostegno alla Caritas del Mali e a tutte le Caritas dell’area del Sahel. Quest’ultime a loro volta chiedono un intervento con immediati aiuti umanitari, ma in una prospettiva di impegno a medio e lungo termine per continuare a sostenere le popolazione del Sahel anche quando i riflettori mediatici si sposteranno altrove.

Tra enormi difficoltà la Caritas del Mali e le Caritas di Burkina Faso, Niger, Mauritania, proseguono gli sforzi per portare aiuto alle popolazioni in fuga. Il piano di intervento Caritas prevede al momento di distribuire a oltre 45.000 persone1900 tonnellate di beni alimentari per 3 mesi, 350 tende, 30.000 teli, 15.000 coperte e 1.000 Kit igienico sanitari, nonché un sostegno psicologico volto a favorire la coesione e la pace tra la popolazione sconvolta e divisa dal conflitto.

Con il protrarsi dei combattimenti, la situazione umanitaria si aggrava di giorno in giorno. Da gennaio 2013 sono ormai oltre 9.000 i nuovi profughi, in aggiunta ai 400.000 già presenti tra sfollati interni e rifugiati nei paesi limitrofi. Le ultime stime parlano di possibili ulteriori 300.000 sfollati interni e di altri 400.000 nuovi rifugiati.

I bisogni di acqua, cibo, materiale per l’igiene, tende e coperte, medicinali, sono enormi, mentre permangono difficoltà di accesso in molte delle zone a causa del deteriorarsi delle condizioni di sicurezza in tutto il paese. L’Osservatorio delle situazioni di sfollamento interno (Idmc) ha lanciato l’allarme per “gli spostamenti di migliaia di maliani in fuga continua dalle zone di combattimento, in pieno deserto e in zone ostili, prive di strutture sanitarie e con un accesso sempre più limitato a cibo e acqua”. Situazione aggravata dalla chiusura del confine algerino a nord e dai controlli sempre più serrati sul lato mauritano.

È urgente dunque l’apertura di corridoi umanitari per consentire la fornitura di aiuti essenziali alla popolazione civile che ancora una volta è la principale vittima del conflitto.

Per sostenere gli eventi in corso nell’Emergenza Mali e Sahel si possono inviare offerte tramite la Caritas Diocesana di Como, specificando nella causale “Crisi Sahel-Mali”:

  • versamento con bollettino postale nr. 20064226 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • bonifico su c/c postale - IBAN: IT 73 T 076 0110 9000 0002 0064 226 intestato Caritas Diocesana di Como  - Viale Battisti 8 - 22100 Como
  • Credito Valtellinese - IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000 intestato Caritas Diocesana di Como - Viale Battisti 8 - 22100 Como

 Si informa che le offerte alla Caritas Diocesana di Como non sono deducibili ai fini fiscali.

 

 Caritas Italiana: Scheda Aggiornamento Mali gennaio 2013 (formato PDF Icona PDF)

 Caritas Italiana: comunicato 18 gennaio 2013 (formato PDF Icona PDF)

 

Per aggiornamenti e approfondimenti sulla crisi in Mali:

Caritas Italiana  http://www.caritasitaliana.it/

Dossier ISPI: Mali: à la guerre  http://ispinews.ispionline.it/?page_id=3482

Euronews - Notizie Africa  http://it.euronews.com/notizie/africa/

 

 

 

 

TERREMOTO NORD ITALIA - EMILIA ROMAGNA

 

SETTEMBRE 2012

Gemellaggi con la Diocesi di Mantova (formato PDF Icona PDF) aggiornamento a settembre 2012

 

Le Diocesi lombarde incontrano le comunità colpite dal terremoto in Diocesi di Mantova (formato PDF Icona PDF)
Aggiornamento a settembre 2012.
Si segnala in particolare l'incontro della delegazione Caritas diocesana di Como con il Vescovo di Mantova mons. Busti presso l'episcopio.

 

GIUGNO 2012

In Emilia Romagna la terra continua a tremare e cresce il numero degli sfollati. Recenti forti scosse con epicentro nella zona di Mirandola, provincia di Modena e diocesi di Carpi, hanno causato ulteriori danni e purtroppo molte altre vittime. Sono state avvertite anche a Bologna, Ravenna, Milano, Mantova, Bolzano, in Veneto, Trentino, Liguria e in tutto il Nord Italia.

Anche la prima scossa del 20 maggio scorso era stata udita distintamente in tutto il Nord (dal Friuli alla Liguria) e parte del centro Italia. Il sisma era già stato avvertito anche in Lombardia, nella diocesi di Mantova, e in Veneto, nella diocesi di Adria-Rovigo e lungo l’asse dal Vicentino al Veronese.

Dopo l’appello di Benedetto XVI, preghiera e solidarietà perché la vita normale possa riprendere al più presto è stata espressa anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, che ha anche stanziato un milione di euro per far fronte alla prima emergenza. 

Il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, che ha subito visitato i luoghi colpiti ed è tornato nei giorni scorsi a Finale Emilia, sottolinea che si è attivata la rete delle relazioni, con l’immediato coinvolgimento del delegato regionale e delle Caritas delle diocesi colpite (leggi l'intervista del direttore di Caritas Italiana al SIR).

È stato per il momento allestito a Finale Emilia un Centro di coordinamento Caritas per facilitare l'incontro con i bisogni rilevati delle disponibilità di risorse materiali e di volontari, consentendo risposte mirate ed evitando iniziative improvvisate che anziché d'aiuto potrebbero essere d'intralcio.

Da tutta Italia le Caritas hanno già fatto manifestato vicinanza e disponibilità ad aiutare, così come l’intera rete internazionale,  Caritas Europa e Caritas Internationalis si sono dette pronte a contribuire agli interventi Caritas che, dopo la prima fase di emergenza, vedranno, come sempre, un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nella fase più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale, con attenzione alla ricostruzione socio-economica, all’animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità.

COME CONTRIBUIRE

Dato l’aggravarsi della situazione nei Comuni dell’Emilia colpiti dal terremoto, la Diocesi di Como – pur consapevole delle difficoltà economiche di molte famiglie dovute alla crisi economica – invita tutte le parrocchie della diocesi ad organizzare per domenica 3 giugno una colletta straordinaria a favore delle popolazioni colpite dal sisma.

Le somme raccolte saranno gestite dalla Caritas diocesana che è in costante contatto, attraverso Caritas italiana, con le Caritas delle diocesi colpite.

È possibile far pervenire la propria offerta con queste modalità, indicando il nome della parrocchia e il paese.

Versamenti intestati a CARITAS DIOCESANA DI COMO

C/C bancario, CREDITO VALTELLINESE, IBAN: IT 95 F 05216 10900 0000 0000 5000

C/C postale 20064226

Causale: emergenza terremoto Emilia Romagna

 

 

 

 

 

 

 

 

L'AQUILA 6 APRILE 2009 - 6 APRILE 2012

TRE ANNI DOPO...

 

 

Oggi venerdì Santo, nel giorno della morte e passione di Cristo, si celebra il terzo anniversario del tragico terremoto che ha colpito L’Aquila alle 3.32 del 6 aprile 2009.

 

Caritas Lombardia vuole ringraziare nel terzo anniversario del terremoto tutti i propri sostenitori ricordando insieme quanto è stato fatto in Abruzzo.

Ad appena una settimana dal sisma, Caritas Lombardia su richiesta di Caritas Italiana ha attivato un gemellaggio con le parrocchie di Paganica Onna e con L’altopiano delle Rocche, come segno concreto di aiuto nella prossimità.

 

 

Una presenza stabile durata due anni che a partire dagli operatori dell’equipe e da centinaia di volontari si è da subito concretizzata in azioni di solidarietà per realizzare progettualità condivise con la Chiesa locale.

L’ascolto e la vicinanza agli sfollati nelle tendopoli e negli alberghi, l’animazione per i bambini e gli adolescenti, il supporto nella rielaborazione del trauma, l’affiancamento ai parroci sul territorio hanno contraddistinto la prima fase emergenziale. Si è poi passati a un intervento più strutturato attraverso la lettura costante dei bisogni della popolazione dislocata nelle nuove soluzioni abitative per fornire le risposte più adeguate, la presa in carico delle persone più fragili, l’attenzione verso i più piccoli con i progetti nelle scuole dell’infanzia fino all’ultima parte dell’intervento caratterizzata dalla ricerca e dalla formazione di volontari locali che continueranno a farsi carico di quanto ancora resta da fare.

 

Lo stile che è stato proposto riguarda un tipo di relazione che pone al centro l’attenzione e la cura dell’altro secondo quella funzione prevalentemente pedagogica di Caritas che ha come obiettivi l’autosviluppo e la promozione umana. Accanto a tutto questo, c’è stato lo studio attento per identificare i progetti di ricostruzione da finanziare grazie ai numerosi donatori lombardi.

 

Stare accanto alle comunità colpite ha significato condividere e costruire insieme rapporti e relazioni là dove il terremoto aveva creato fratture. Il legame costruito con i territori è il frutto più significativo del gemellaggio tra le Diocesi della Lombardia e la Diocesi dell’Aquila.

 

Vogliamo celebrare questo terzo anniversario presentando il video di rendicontazione dei fondi raccolti in favore della popolazione aquilana. Il filmato illustra, a partire dalle problematiche post-terremoto, i progetti realizzati. Attraverso riprese e interviste vengono presentati i contesti, gli obiettivi, le attività e i risultati raggiunti. Uno strumento utile per conoscere gli interventi di Caritas Lombardia, i progetti portati a termine e i frutti del gemellaggio tra le Diocesi della Lombardia e la Diocesi di L’Aquila.

 

A breve anche il report finale di presentazione dei progetti realizzati.

 

Info: www.caritaslombardia.it

 

 

 

 

 

 

CORNO D’AFRICA: FAME DI PANE E DI FUTURO

 

Per domenica 18 settembre 2011 la Conferenza Episcopale Italiana ha indetto una raccolta straordinaria in tutte le chiese d’Italia a sostegno delle iniziative di solidarietà della Caritas Italiana, da mesi mobilitata nel Corno d’Africa e nei Paesi limitrofi colpiti da siccità e carestia.

Alla vigilia della colletta, Caritas Italiana ricorda l’urgenza della solidarietà verso i milioni di vittime di questa emergenza; una catastrofe ambientale che, trascurata alle prime avvisaglie, si sta estendendo ad altre aree della regione. Sono più di 13 milioni le persone colpite soprattutto in Somalia, Kenya, Etiopia e sono 750.000 le persone a rischio di morte nei prossimi quattro mesi. Continua l’afflusso di profughi dalla Somalia in Kenya e Etiopia dove nelle ultime settimane si sono riversati anche 20.000 rifugiati dal Sud Sudan in fuga dai conflitti scoppiati in alcune aree del paese. Secondo Abba Agos Hayish, segretario generale dell’Ethiopic Catholic Secretariat (Caritas Etiopia), la carestia rischia già di essere una grande tragedia dimenticata. «Gli aiuti sono arrivati dopo l’appello che abbiamo lanciato, soprattutto dalla rete delle Caritas. Il problema non è la quantità, ma la tempestività con cui giungono le risorse. Un ritardo, in questo momento, può essere fatale per interi villaggi».

Proprio per non dimenticare i fratelli africani nella sofferenza, la CEI ha indetto la raccolta di domenica 18 settembre 2011. Caritas Italiana finora ha inviato 700.000 euro per sostenere le azioni delle Caritas dei paesi colpiti che proseguono incessantemente. Oltre agli aiuti concreti ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Fame di pane e di futuro” mettendo a disposizione delle Caritas diocesane strumenti per l’approfondimento e l’animazione.

Le somme raccolte nella colletta di domenica saranno utilizzate per tutte le vittime della siccità soprattutto in Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti, Eritrea e anche in Sud Sudan, Uganda, Tanzania.
In Kenya ed Etiopia l’ambito principale di azione, su cui verranno canalizzati i fondi raccolti è l’aiuto alimentare con la distribuzione di razioni alimentari e l’assistenza nutrizionale e sanitaria a persone vulnerabili (soprattutto bambini, donne incinte o che allattano, malati, disabili, anziani, sfollati). Per l’immediato futuro è necessario agire sulla conservazione dell’acqua (pozzi, cisterne e ripristino di sorgenti; realizzazione di dighe e terrazzamenti), ma bisogna anche dare sostegno alla ripresa dell’allevamento e dell’agricoltura (distribuzione di animali e foraggio; fornitura di sementi più resistenti alla siccità e di attrezzi agricoli, cure veterinarie).

Per quanto riguarda la Somalia, Caritas Italiana sostiene, pur nella precarietà della situazione politica, le attività di Caritas Somalia in varie zone del Paese: distribuzione di viveri a favore di 515 famiglie particolarmente colpite nelle zone circostanti la città di Brava, viveri ed aiuti d’urgenza anche nel Basso Giuba, a favore di 2730 bambini sotto i 5 anni, 945 donne incinte o che allattano, 670 anziani. È prevista anche la costruzione di un ambulatorio nella zona di Boqoley e la distribuzione di aiuti in circa 8 campi profughi a Mogadiscio.

Caritas Italiana, nel rinnovare l’appello alla solidarietà, ricorda che la colletta è anche occasione per un impegno che, oltre l’aiuto d’urgenza, interpelli le coscienze e faccia riflettere sulle cause strutturali e sulle concause della crisi: meccanismi perversi del sistema economico-finanziario mondiale, politiche agricole adottate dai paesi colpiti e da quelli più ricchi, incuranza per l’ambiente e il riscaldamento globale, ma anche il commercio delle armi che alimenta i conflitti e rende ancora più catastrofico l’impatto delle emergenze naturali.

 

 

Scarica il documento "FAME DI PANE E DI FUTURO" (formato PDF Icona PDF

 

CAPIRE IL NORD AFRICA: 

E' PRIMAVERA SULL'ALTRA SPONDA DEL MEDITERRANEO?

MERCOLEDI' 13 APRILE ORE 20:45, PRESSO IL CENTRO PASTORALE CARDINAL FERRARI VIALE CESARE BATTISTI 8 A COMO il Centro Missionario Diocesano ha organizzato la conferenza dal titolo: Capire il Nord Africa: è primavera sull'altra sponda del mediterraneo?

 

Relatore: Prof. Luigi Paolo Branca, Docente di islamistica, Storia dei paesi islamici, storia e letteratura araba presso l'Università Cattolica di Milano.

 

 

 

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. Un servizio prezioso e gratuito, nato
 su impulso 
delle comunità parrocchiali della zona, per andare incontro alle tante fragilità del territorio...
Parrocchia di S.Orsola a Como, i corsi di italiano per stranieri Nei giorni scorsi si è aperto il nuovo anno di corsi della scuola di italiano per stranieri. I locali sono quelli della parrocchia di Como-Sant’Orsola, ma ne esistono due gemmazioni: una a Rebbio, sempre presso la parrocchia, l’altra a Cernobbio...
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La Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio OnlusLa Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus si propone di provvedere nel territorio della Diocesi di Como, ed in particolare con l’Ordinario diocesano e l’ufficio Caritas, allo svolgimento di attività nel settore dell’assistenza sociale e precisamente alla promozione, al sostegno e alla gestione di iniziative e servizi a carattere caritativo-assistenziali
 
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