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Chi Siamo

40 anni di Caritas

a servizio della Chiesa di Como

 

Vivere l'esperienza caritas: la bellezza di essere persone in relazione

 

Pubblichiamo l’intervento che il direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, ha rivolto alle persone che hanno partecipato alle tre serate di festa organizzate a Morbegno, a Como e a Cuveglio in occasione dei 40 anni della Caritas diocesana di Como

 

Queste serate nascono dal bisogno di Caritas  di dare un riscontro alle nostre comunità parrocchiali del cammino che ha compiuto in questi quarant’anni, e posso dire che questo percorso di riscoperta e di accompagnamento delle persone che vivono le più variegate situazioni di povertà è stato possibile proprio perché le nostre comunità hanno sempre avuto l’attenzione alle persone che vivono la sofferenza della marginalità sia fisica sia morale.

Ritengo che in un’occasione come questa non sia importante parlare e ricordare le opere che abbiamo compiuto e le strutture a cui abbiamo dato vita; mi sembra più utile far emergere con voi le caratteristiche che contraddistinguono le persone che vivono l’esperienza di servizio in Caritas.

Sono diverse le motivazioni che avvicinano le persone all’esperienza  Caritas:  di fondo per tutti c’è sempre una forte ricerca della verità nell’accogliere  le persone in difficoltà; questo porta ad avere attenzione alla dimensione spirituale vera che non è mai slegata dalla esperienza umana e  ripensare all’uomo non solo nei suoi bisogni materiali in modo disinteressato.

L’esperienza di servizio in Caritas aiuta tutti, credenti e non, a riflettere seriamente sul senso della propria vita.

Un'altra motivazione è quella che ci fa vivere un cammino di amicizia vera che nasce dalla consapevolezza di far parte di un organismo che ha come suo metodo di lavoro quello della condivisione delle esperienze di vita da mettere a servizio.

Tutto questo percorso aiuta chi vive l’esperienza Caritas ad acquisire la capacità di vivere e apprezzare la bellezza che purtroppo non è più uno dei momenti centrali  delle  prospettive di vita  sia nella nostra società sia nelle nostre comunità parrocchiali.

Credo invece che c’è ancora tanta bellezza tra di noi, ma oramai è invisibile, è nascosta dietro una patina di efficientismo, di pragmatismo, di risultati da raggiungere, di cammini da compiere, e gli uomini e le donne del nostro tempo tutti presi da questi progetti non  hanno più il tempo e la pazienza  di fermarsi per riflettere, per osservare, e così perdono  la capacità di riscoprirla e di poterne usufruirne.

Noi che viviamo l’esperienza Caritas abbiamo la fortuna di praticare un rapporto intenso e vero con tante persone che hanno la vita faticosa; questo ci costringe a fermarci a valutare, a superare il rapporto epidermico e ad addentrarci in un rapporto vero di condivisione della vita delle persone che incontriamo  ed è solo questa condivisione che ci fa ritrovare la bellezza.

A questo punto mi chiederete in che cosa consiste questa bellezza di cui vi sto parlando; non è certo la bellezza fisica, non è quella che pensiamo di avere se possediamo tante cose alla moda possibili da comprare perché possediamo una sicurezza economica, non è neanche quella che ci dà un viaggio vissuto in posti esotici e di moda, perché questi esempi fanno parte dello stereotipo del bello che la nostra società ci propina.

Vivere l’esperienza Caritas ci fa riscoprire la vera bellezza che viene dal rapporto con le persone, dal rapporto con Dio, attraverso il servizio dell’ascolto che ci apre all’altro e ci rimette in circolo come persone protagoniste della propria vita e non schiave dei propri presunti bisogni. La bellezza vera è riscoprirsi persona in relazione.

La serata che andiamo a vivere vuole essere, oltre che momento di svago, soprattutto ricordo vivo e ringraziamento per il cammino che tante persone hanno compiuto  e  riconoscimento per quelle che ancora sono impegnate sulle strade impervie della carità.

L’impegno disinteressato di tutti questi amici - quelli che oramai sono al cospetto di Dio e si godono il premio per una vita spesa al servizio dei fratelli e chi è ancora sulla breccia e che continua il cammino mettendo a servizio le proprio qualità personali, ma sapendo lavorare  assieme agli altri - ha costruito e reso la nostra Caritas diocesana non un’entità astratta, non  un ufficio che costruisce solo progetti, ma una Caritas viva fatta di persone che hanno la capacità di condividere amore, servizio e sofferenza in una dimensione di gioia.

Vorremmo allora con queste serate ricordare innanzitutto tutte quelle persone che sul territorio della nostra Diocesi hanno creduto e hanno scommesso il loro servizio nel progetto di Caritas, che la nostra Chiesa diocesana - tra le prime in Italia - ha voluto concretizzare per mettere in pratica gli insegnamenti del Concilio.

Vorremmo dare anche testimonianza del  cammino che stiamo compiendo sulla strada della carità e dire che è un percorso non riservato solo a chi è impallinato di carità, ma è una possibilità che doniamo alla nostra Chiesa diocesana di cui ci sentiamo strumento, perché anche attraverso il nostro impegno possa essere  sempre più Chiesa accanto agli uomini di oggi e sappia sempre più testimoniare la bellezza di essere seguaci di Cristo nel praticare e trasmettere la bellezza del suo amore nel nostro tempo.

 

Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana    

 

 

 

Volantino per le festa dei 40 anni

(clicca sulla foto per ingrandire)

 

www.CaritasComo.it - Caritas Diocesana COMO - lunedì 24 giugno 2019, ore 19.59