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Area Promozione Umana

L'esperienza di Rebbio

 

 

La parrocchia di Rebbio da sempre realtà virtuosa

 

La parrocchia San Martino di Rebbio ha sempre risposto con grande generosità e sollecitudine alla necessità di accogliere i profughi provenienti dai Paesi in guerra dell’Africa. Ciò è avvenuto nel 2011-2012 nell’ambito dell’operazione “Emergenza Nord Africa” e, dalla primavera del 2014, nel progetto “Mare Nostrum”, cinque persone hanno trovato ospitalità. Il tutto in un programma di accoglienza più generalizzato verso persone italiane e straniere in difficoltà che gravitano intorno alla comunità rebbiese.
Cuore propulsore di questa disponibilità e di questa particolare sensibilità è il parroco di Rebbio, don Giusto Della Valle, che grazie all’aiuto di tanti volontari della sua parrocchia e delle zone limitrofe ha aperto le porte della sua casa e dell’oratorio per ospitare uomini, donne, bambini, intere famiglie. “Accogliere con coraggio e senza paure” è da sempre il suo motto e con questo spirito missionario - ricordiamo che don Giusto ha una lunga esperienza pastorale nel Nord del Camerun dal 1996 al 2010 - non ha mai esitato a far suo l’invito della Caritas diocesana di dare una mano a ospitare questi profughi e a sollecitare l’intera comunità diocesana - e le sue innumerevoli realtà parrocchiali - a fare altrettanto. 

 

Un costante ciclo virtuoso

Così, da oltre quattro anni, non si è mai interrotto questo ciclo virtuoso che ha visto ospitare in questo quartiere periferico della città circa 70 profughi alloggiati, oltre che nei locali parrocchiali, anche nella struttura dei Padri Comboniani di Rebbio, nel Mini-Hotel e nella Casa Albergo di via Domenico Pino a Camerlata. Il tutto sempre sotto la supervisione della parrocchia di Rebbio. Attualmente (aprile 2015) le persone seguite sono numerose e fare un calcolo preciso non è sempre facile. Di settimana in settimana la situazione può cambiare, anche perché l’attenzione non è rivolta esclusivamente ai profughi ma, come detto, spesso coinvolge altre persone - italiani e stranieri già da tempo integrati nel tessuto sociale - in un incessante flusso di solidarietà.

 

Il “Progetto accoglienza” 2013-2014

Nel resoconto del “Progetto accoglienza” 2013-2014 della parrocchia, scritto dal gruppo di accoglienza, così si legge: «… La nostra esperienza di accoglienza è nata, è cresciuta, si è evoluta. Nata come risposta all’emergenza “Nord Africa”, si è successivamente rivolta a persone che pur essendo in Italia da tempo vivono situazioni di disagio. Caritas, Croce Rossa, Polizia di frontiera, Comuni si rivolgono a noi per ospitare, temporaneamente o per un progetto di accompagnamento verso l’autonomia, un variegato mondo di persone: giovani soli provenienti anche dai centri di Prestino e di Tavernola; uomini sposati le cui famiglie si trovano nei rispettivi Paesi di origine; mamme con bambini di varie età; famiglie che spesso hanno condiviso il loro cammino con noi solo per pochi giorni (provenienti da Siria, Palestina, Eritrea e decise a raggiungere altri Paesi europei). La situazione è, dunque, molto fluida e dinamica tanto che, mentre generalmente sono presenti una ventina di persone, nei momenti di maggiore criticità si è giunti ad avere anche 35 ospiti. Ogni giorno si ha l’esigenza di soddisfare per tutti i bisogni primari (cibo, vestiti, alloggio, igiene, salute), ma per chi rimane più stabilmente bisogna provvedere a documenti e accompagnamento verso l’autonomia, per cui si creano occasioni per permettere a ciascuno di sperimentarsi: scuola di italiano per adulti, inserimento nella scuola per bambini, laboratori, esperienze di lavoro occasionale.

Strada facendo qualcuno ha lasciato la casa parrocchiale perché ha raggiunto l’autonomia (una propria casa, un proprio lavoro), altri hanno deciso di tornare nel loro Paese, altri stanno ancora cercando di costruire un futuro. Come ogni progetto, ogni cammino, ogni viaggio necessita di un supporto; anche il nostro è nato, è cresciuto, si è sviluppato e speriamo continui grazie al supporto dei volontari che offrono il loro tempo e delle persone (famiglie, gruppi, associazioni, aziende) che generosamente offrono sostegno economico con versamenti mensili o contributi unici…».

 

L’attenzione e la generosità dei parrocchiani

E proprio a questo proposito non si può certo dire che i parrocchiani e le numerose persone che condividono questo progetto non siano attente e generose: dall’1 aprile 2013 al 30 settembre 2014 circa 100 famiglie - ma anche aziende e associazioni - hanno contribuito economicamente, garantendo un’entrata di quasi 30mila euro. Si è così costituito un fondo, gestito dal consiglio affari economici della parrocchia, che consente di soddisfare i bisogni primari delle persone accolte (profughi stranieri ma, come detto, anche persone italiane in difficoltà presenti sul territorio, come disoccupati, senza alloggio, uomini e donne con difficoltà di integrazione nel tessuto sociale). E questa attenzione continua anche oggi: ognuno può contribuire grazie a una donazione mensile di 10 euro, a una donazione annuale di 120 euro, oppure con un’offerta libera.

 

 

 

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