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Area Promozione Umana

Il senso dell'accoglienza

 

 

 

ACCOGLIERE E INFORMARE

 

«Con questa nuova sezione del sito della Caritas diocesana di Como intendiamo fornire un'informazione dettagliata, completa e costantemente aggiornata sull'accoglienza dei migranti che dalla primavera del 2014 sono giunti sul nostro territorio e trovano tuttora aiuto e ospitalità nelle nostre comunità. Ci sembra doveroso compiere questo passo, perché troppe volte abbiamo registrato  una non corretta informazione che spesso ha alimentato strumentalizzazioni e “gettato benzina” sul fuoco di pregiudizi ed egoismi. D'altro canto, rendere conto del lavoro quotidiano di operatori e di volontari, delle difficoltà che spesso dobbiamo affrontare e anche dei momenti belli di condivisione e di aiuto che a volte ci sorprendono e rendono le fatiche più “leggere”, è un momento importante per rinvigorire le forze sul cammino che abbiamo intrapreso, armati di buona volontà e sorretti dall'insegnamento del Vangelo».

Sono le parole del direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, che presenta questa sezione del sito dedicata all'accoglienza profughi sul territorio diocesano.
Un'operazione di aiuto umanitario che sta impegnando la “macchina” organizzativa della Caritas stessa da oltre dieci mesi, cioè dai primi arrivi di migranti fuggiti dai Paesi africani e dalla Siria e giunti sulle coste italiane dopo un viaggio drammatico.
Questa nuova ondata migratoria, del resto, non ha trovato la Caritas diocesana impreparata, anche perché operatori e volontari, alcune parrocchie e vari enti sul territorio erano già “collaudati” dopo la prima emergenza scattata nel 2011 e nel 2012, quando in provincia di Como e di Sondrio sono stati ospitati complessivamente oltre 230 migranti fuggiti dai Paesi in guerra del Nord Africa.

In questa sezione, quindi, daremo conto di numeri, storie di vita, testimonianze di chi è impegnato in prima linea sul fronte organizzativo, burocratico, operativo e così via.
Saranno messe in luce alcune esperienze nelle 15 realtà (parrocchie, enti, associazioni) direttamente gestite dalla Caritas; si troveranno aggiornamenti sui corsi e sulle attività messe in atto per coinvolgere ogni giorno i migranti nelle varie comunità.
Si evidenzieranno anche alcuni aspetti positivi nati da questa esperienza (per esempio, la creazione di opportunità di lavoro per nuovi giovani operatori e l'impegno di alcune parrocchie - con il supporto della Caritas -  per ristrutturare e offrire alloggi altrimenti lasciati vuoti o in disuso) e, non ultimo, si cercherà di “fare memoria” anche delle esperienze del passato, che danno senso e vigore all'impegno presente.             

«La nostra disponibilità all'accoglienza - sottolinea ancora Roberto Bernasconi - come abbiamo ricordato più volte in questi mesi è stata immediata e senza ripensamenti per rendere concreti gli insegnamenti ricevuti dalla Parola di Dio e per mettere in pratica gli inviti alla solidarietà fraterna del Magistero del Papa e dei Vescovi. Ribadisco con forza che la nostra azione ha voluto essere una concretizzazione di questo invito che il Magistero ci ha suggerito; ci siamo messi a disposizione di questi uomini e di queste donne (spesso famiglie intere con figli piccoli) in fuga da situazioni di vita invivibili sia per le guerre sia per l’assoluta miseria delle loro nazioni di origine. Li abbiamo accolti non per un fatto economico, non per supplire a una mancanza di iniziativa da parte di chi lo dovrebbe fare per dovere, ma per rendere concreto l’amore che Cristo ha donato a tutti gli uomini partendo proprio dagli ultimi. Insomma, per noi è stata ed è una questione di giustizia».

 

I NUMERI E GLI ASPETTI DI UN FENOMENO IN CONTINUA EVOLUZIONE

 

In questa breve scheda mettiamo in evidenza alcuni aspetti dell'accoglienza sul territorio diocesano aggiornati al febbraio 2015 (i numeri sono destinati a variare di mese in mese e cercheremo di aggiornarli periodicamente).


Dalla primavera del 2014 a oggi, gli immigrati giunti in provincia di Como sono stati oltre 500. Molti di loro non si sono fermati e hanno continuato il viaggio verso il Nord Europa. All'inizio di febbraio 2015 (ultimo dato elaborato) sul territorio della provincia sono accolti circa 400 persone. Nelle 15 strutture comasche e dei paesi limitrofi gestite direttamente dalla Caritas diocesana sono presenti 130 ospiti.

Gli operatori coinvolti sono una cinquantina, mentre i volontari impegnati nelle varie comunità sono stimabili
tra i 130 e i 150.

Una ventina di persone (operatori e volontari) della Caritas coordinano in prima linea l'organizzazione dell'accoglienza a livello operativo, amministrativo, burocratico (documenti e ricorsi) e così via. Una quindicina sono quelle coinvolte, ma provenienti da altri enti: Acli, associazione “Questa Generazione”, associazione “Solco” (seguono le persone a livello psicologico e didattico - scuola di italiano - , formazione e lavoro, sanitario,
gestione del tempo libero, volontariato e così via).

Le strutture seguite dalla Caritas diocesana sul territorio comasco sono 15 con una presenza che varia da 2 
a 12 persone: il dormitorio invernale di via Sirtori (attualmente non occupato dai migranti perché adibito all'“emergenza freddo” dei senza tetto), la parrocchia di Rebbio (periferia di Como), la Ca' Merlata in via Domenico Pino (Camerlata), la parrocchia di San Bartolomeo e di Sant'Orsola in centro a Como, l'istituto Missionari Comboniani a Rebbio, l'Opera Don Guanella in via T. Grossi, la struttura delle Suore Guanelliane
a Lora, la Casa della Giovane a Ponte Chiasso, la Comunità San Giuseppe a Como, il Cof di Montano Lucino,
la parocchia dei Santi Ippolito e Cassiano a Olgiate Comasco, la parrocchia-oratorio di San Siro a Lomazzo, l'appartamento comunale di Griante, l'Opera don Guanella di Sormano.

(A breve forniremo alcuni dati e testimonianze relativi anche all'accoglienza a Sondrio e sul territorio limitrofo).

La provenienza dei migranti (in prevalenza giovani uomini, una quindicina di donne e alcune famiglie) è varia ed è relativa ai seguenti Paesi: Gambia, Guinea Bissau, Mali, Senegal, Costa D'Avorio, Nigeria, Ghana, Etiopia, Afghanistan, Pakistan. Il più giovane è un bambino nigeriano nato nel 2001, il più “anziano” è un pakistano nato nel 1967.
I più numerosi giungono dalla Nigeria, seguita dai migranti provenienti dal Mali e dal Gambia.

 

PICCOLI PASSI PER FAVORIRE L'INTEGRAZIONE

 

Sin dalla prima fase di accoglienza - nella primavera 2014 e nei mesi successivi - la Caritas di Como, con la collaborazione delle Acli, delle parrocchie e di numerosi volontari, ha organizzato sul territorio alcune iniziative
di formazione
 per i profughi che, non dimentichiamolo, sono in prevalenza giovani e hanno l'obiettivo di trovare un'occupazione e di integrarsi il meglio possibile nel tessuto sociale e nelle comunità in cui vengono ospitati.

Una delle attività proposte per valorizzare le esperienze scolastiche, e al tempo stesso sviluppare le competenze e le attitudini degli ospiti allo studio e al lavoro, è stata l’apertura dei corsi d’italiano. Attualmente sul nostro territorio esistono due diverse scuole: una a Rebbio (periferia di Como) e una in centro città.
La prima, che ha sede all’interno della struttura dell'oratorio di San Martino, offre il proprio contributo, spesso volontario, a tutti gli stranieri, richiedenti asilo e non, che soggiornano a Rebbio o nei paesi limitrofi (Camerlata, San Fermo, Montano Lucino, solo per elencarne alcuni).
La seconda, sostenuta e gestita in particolare dalla Cooperativa “Questa Generazione” (Acli), ha sede nelle strutture degli oratori di San Bartolomeo (3 classi) e di Sant’Orsola (2 classi) sempre in città (appoggiandosi tra l'altro alla scuola per stranieri già presente in questa parrocchia).
Entrambe le scuole offrono i loro servizi per tre giorni la settimana, mattina o pomeriggio, coprendo turni dal lunedì al sabato. L’accesso alle scuole è libero, ma è necessario iscriversi preventivamente tramite le proprie strutture d’accoglienza, oppure presentandosi direttamente presso una delle sedi scolastiche.

Per quanto riguarda il versante lavorativo, invece, a partire dal mese di febbraio 2015 partiranno tre corsi formativi al lavoro: panetteria, aiuto cuoco, giardinaggio e cura del verde; seguiranno corsi di agricoltura, falegnameria e cura delle persone (colfing).
Alcuni corsi, proposti dalla parrocchia di Rebbio, sono stati aperti e continuano tuttora a offrire la possibilità di sperimentarsi in cucina e davanti al computer. 

 

 

 

LE INTERVISTE AGLI OPERATORI DELLA CARITAS DIOCESANA

 

 

La parola a Marco, coordinatore del progetto accoglienza profughi

« “GOVERNARE” L’ACCOGLIENZA, NON SUBIRLA»

>>> Leggi l'intervista integrale

 

La parola a Silvia, curatrice delle procedure per la richiesta di protezione internazionale

«LA BUROCRAZIA, UN PERCORSO NECESSARIO MA NON PRIVO DI OSTACOLI»

>>> Leggi l'intervista integrale

 

La parola a Rossella, operatrice per le richieste di protezione internazionale

«I LUNGHI TEMPI DI ATTESA MORTIFICANO LA QUALITÀ DEL LAVORO»

>>> Leggi l'intervista integrale

 

La parola a Samuele, operatore referente per gli ingressi nelle strutture di accoglienza

«IL RICONOSCIMENTO UMANITARIO È APPESO A UN FILO»

>>> Leggi l'intervista integrale

 

La parola ad Alessio, operatore referente per gli accompagnamenti e la permanenza

«IN ITALIA CON L’OSSESSIONE DI CHI È RIMASTO LONTANO»

>>> Leggi l'intervista integrale

 

 

 

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