NUOVO SITO CARITAS COMO: http://caritas.diocesidicomo.it/
Skip Navigation LinksCaritasComo.it > Area Promozione Umana > Accoglienza Profughi > Profughi: ultime novità > 2016: profughi archivio notizie

Area Promozione Umana

2016: profughi archivio notizie

 

 

25 DICEMBRE 2016 - IL VESCOVO OSCAR CANTONI INCONTRA I MIGRANTI
AL CENTRO DI PERMANENZA TEMPORANEO DI VIA REGINA TEODOLINDA A COMO

 

«Una luce nuova irrompe per noi, una luce che vince le tenebre del cuore, quelle che ci rendono incapaci di riconoscerci e accettarsi come fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre». Così il vescovo Oscar Cantoni, nell'omelia nella Notte di Natale, durante la celebrazione eucaristica in Cattedrale a Como, ha iniziato la sua riflessione, ricordando che «… la Luce di Betlemme giunge tra noi per scioglierci dalle catene del nostro egocentrismo... annullando le distanze fra di noi, dal momento che sappiamo costruire facilmente muri che ci dividono, piuttosto che ponti che ci uniscono».
Il vescovo ha poi sottolineato: «Lasciamoci attrarre dall'amore inestinguibile del Bambino Gesù, che sazia la nostra fame e ci rende capaci di bontà e tenerezza". Un approfondimento sulla fraternità ripreso anche nel Pontificale del mattino: «Venuto ad abitare nella condizione umana - ha detto monsignor Cantoni - Gesù si è presentato come il più piccolo e fragile degli uomini... Il Signore si ripresenta in una forma di povertà e debolezza, ci offre il suo amore, perché non ci sentiamo obbligati a riamarlo, ma liberamente aderiamo a lui... Riconoscere il suo amore «significa sovvertire il nostro rapporto con gli altri... Attraverso la carità noi cristiani dovremmo contribuire a reincantare il mondo... Chiediamo al Bambino di Betlemme il dono di fare della Chiesa e di ogni famiglia cristiana una comunità attraente, perché solidale e fraterna».

Volutamente riportiamo in sintesi alcuni passaggi del pensiero del vescovo di Como per sottolineare il suo significativo gesto di condivisione compiuto proprio il giorno di Natale. Dopo il Pontificale, infatti, mons. Oscar Cantoni - come preannunciato - ha voluto visitare il Centro permanenza temporaneo di via Regina Teodolinda a Como, che ospita in media oltre 300 persone al giorno bloccate a Como perché impossibilitate a varcare il confine svizzero alla volta dei Paesi del Nord Europa.
Monsignor Cantoni, accompagnato dal direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, ha condiviso alcuni momenti di fraternità con gli ospiti del campo, i volontari e gli operatori della Croce Rossa.
Al termine dell’incontro, percorrendo un “personale cammino natalizio di condivisione e di vicinanza fraterna”, il vescovo ha poi pranzato con i senza dimora della città alla mensa dei poveri dell'Opera Don Guanella di Como.

Per onor di cronaca ricordiamo che dal 19 settembre scorso il centro permanenza temporaneo di via Regina a Como è operativo ogni giorno. Questo campo governativo - che ha sostanzialmente risolto il problema degli accampamenti estivi di migranti, in attesa di varcare il confine svizzero, di fronte alla stazione internazionale di San Giovanni a Como - è gestito da addetti del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana con la supervisione della Prefettura di Como. Sul luogo è presente l’operatore della Cooperativa Symploké della Caritas diocesana, Roberto Ciriminna (coadiuvato da operatori delle Acli e della Cisl lariane), nell’indispensabile e delicato compito di mediazione legale e di supporto nelle varie problematiche burocratiche e umane che ogni giorno si verificano al centro.

(Nelle foto, il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, in visita al centro di via Regina Teodolinda, accompagnato dal direttore della Caritas diocesana di Como, Roberto Bernasconi)

 

 

 

24 DICEMBRE 2016 - CONTINUA L'INCESSANTE OPERA DI ACCOGLIENZA
DEI MIGRANTI SUL TERRITORIO.
L'ESEMPIO DE "IL RIFUGIO DI DON GUANELLA" E DELLA PARROCCHIA DI REBBIO

 

Continua l'incessante opera di accoglienza sul territorio dei migranti in transito da Como. 
Le due pagine de "il Settimanale della Diocesi di Como" del 24 dicembre 2016 offrono un dettagliato report di come alcune realtà danno ospitalità ai profughi che continuano a giungere a Como da mesi e che tentano di proseguire il loro cammino verso il Nord Europa. 

È il caso de "Il Rifugio di don Guanella", uno spazio di condivisione e ristoro attivo a Como ormai da un anno. L'intervista a don Leonello Bigelli, che coordina il centro con l'aiuto di una ventina di volontari, spiega il lavoro non sempre facile per assistere una settantina di persone ogni giorno (nella foto, i migranti accolti).

La seconda realtà coinvolta in modo massiccio per accogliere i migranti in transito da Como è quella della parrocchia di Rebbio - con l'incessante impegno del parroco, don Giusto Della Valle, e dei suoi numerosi volontari - dove trovano un pasto caldo e accoglienza notturna decine e decine di profughi ogni giorno (specialmente minori non accompagnati e famiglie).

Sono risposte concrete tra le tante che la città sta offrendo, anche se l'intera Chiesa comense è chiamata alla sensibilizzazione e alla solidarietà concreta, come è già avvenuto in questi mesi in numerose parrocchie e realtà sul territorio.

Qui sotto è possibile leggere e scaricare le due pagine de "il Settimanale della Diocesi di Como" dedicate all'argomento, grazie al lavoro dei giornalisti Marco Gatti e Michele Luppi. 

 

 

 

 

10 DICEMBRE 2016 - ACCOGLIENZA MIGRANTI IN VALTELLINA. I DATI AGGIORNATI

 

Pubblichiamo i dati aggiornati dell’accoglienza dei profughi che giungono sul territorio della provincia di Sondrio.
Dal 2014 a oggi i numeri sono aumentati in modo esponenziale rispetto agli anni passati - sono quasi 1.400 le persone giunte sul territorio - e ciò dimostra che anche in Valtellina il fenomeno è in netto aumento e impegna quotidianamente la Caritas (operatori e volontari) e le comunità locali (ben 24). 

L’accoglienza è diversificata: prevale quella nelle strutture alberghiere o comunque a numero elevato (oltre le 20 unità); minore, seppur diffusa, in piccoli appartamenti.
Fino a oggi sono 5 le parrocchie che accolgono queste persone, ma vanno aggiunti alcuni istituti a carattere ecclesiale.

Questi i numeri rispetto alle nazioni di provenienza:
Liberia 1, Burkina 4, Etiopia 4, Senegal 64, Camerun 8, Palestina 2, Nigeria 261, Guinea Conacry 4, Gambia 73, Afghanistan 3, Benin 7, Guinea 54, Guinea Bissau 8, Ghana 49, Pakistan 19, Eritrea 22, Bangladesh 49, Costa D’avorio 39, Mali 41, Etiopia 4, Somalia 9, Congo 2 e Togo 4.

Qui sotto è possibile leggere e scaricare l’ultimo report con i dati aggiornati al mese scorso.  

 

 

 

 

 

1 DICEMBRE 2016 - MIGRANTI: AGGIORNAMENTO DELLE PRESENZE
NELLE 13 REALTÀ COORDINATE DALLA COOPERATIVA SYMPLOKÉ DI CARITAS.
NASCONO TRE NUOVE STRUTTURE SUL TERRITORIO

 

Questa la situazione delle 13 realtà sparse sul territorio provinciale
e coordinate dalla Cooperativa Symploké.


Lora (Suore Guanelliane): 13 posti con 12 presenze.

Rebbio (Padri Comboniani): 8 posti con 8 presenze.

Lomazzo (casa parrocchiale): 10 posti con 10 presenze.

Griante (appartamento comunale): 8 posti con 5 presenze.

Como-San Rocco (appartamento): 13 posti con 12 presenze.

Albese con Cassano (Villa San Benedetto): 6 posti con 6 presenze.

Brunate (casa parrocchiale): 4 posti con 4 presenze.

Como-associazione Eskenosen (via Prudenziana): 6 posti con 6 presenze.

Fino Mornasco (appartamento): 15 posti con 15 presenze.

Bregnano (casa parrocchiale): 12 posti con 12 presenze.

Tavernerio (Padri Saveriani): 6 posti con 6 presenze.

Rovellasca (appartamento): 8 posti con 6 presenze.

Capiago (appartamento): 4 posti con 4 presenze.

Totale 106 migranti accolti.

 

LE TRE NUOVE STRUTTURE SUL TERRITORIO

 

A queste persone dobbiamo aggiungerne altre 19 ospitate nei tre nuovi punti di accoglienza, gestiti sempre dalla Cooperativa Symploké.

  • Il primo è a Cermenate (presso la casa parrocchiale): due famiglie (5 persone).
  • Il secondo è all’Istituto Sacra Famiglia (Suore della Presentazione di Maria SS al Tempio) a Como: 4 donne.
  • Infine, il terzo è presso la parrocchia di San Bartolomeo a Como (Casa Scalabrini): 10 presenze.

Ecco, nel dettaglio, come sono organizzate le nuove realtà, seguite da operatori Caritas e volontari.

CERMENATE
La struttura (un appartamento arredato, reso disponibile dalla parrocchia, che comprende due camere da letto, una cucina, un salone e un bagno) ospita due famiglie, una proveniente dal Camerun (marito, moglie e un figlio di pochi mesi) e una proveniente dalla Costa d’Avorio (marito e moglie, in attesa di un bimbo). Il progetto è nato da alcuni mesi e ha già messo in moto il coinvolgimento della comunità.

ISTITUTO SACRA FAMIGLIA
Nell’Istituto di via Dante a Como (gestito dalle suore) sono stati messi a disposizione 4 locali che ospitano 4 donne (due nigeriane e due del Gambia), di età compresa tra i 17 e i 40 anni. Una operatrice Caritas segue il progetto. Attualmente queste persone seguono la scuola di italiano (organizzata dalle Acli) e si stanno studiando percorsi di integrazione come già avviene in altre realtà. (Nella foto in alto, uno dei locali).

SAN BARTOLOMEO
Nell’appartamento della parrocchia, completamente rimesso a nuovo, sono ospitate dieci persone (provenienti da Gambia, Mali, Senegal, Nigeria). La maggior parte sono a Como da poche settimane e hanno tra i 17 e i 18 anni, mentre una persona 30enne è in città da 15 mesi e ha ottenuto la protezione umanitaria. Attualmente sono seguiti da due operatori Caritas. Tutti seguono la scuola di italiano (Acli) e 2 di loro svolgono un servizio al campo profughi di via Regina a Como. (Nella foto sotto, il salotto e la cucina). 

DA SAPERE

Da sottolineare che in agosto una famiglia (ospitata a Como-Eskenosen) e 2 ospiti di Como-San Rocco hanno lasciato le strutture perché hanno ottenuto il permesso di protezione umanitaria e, quindi, si sono rispettivamente trasferiti in un centro Sprar in provincia di Cosenza e di Bari.

Ricordiamo che il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) costituisce una rete di centri di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.

Esso non è dunque finalizzato (come i CDA o i CARA) a un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano ma, originariamente, all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria). Nei primi anni di attività, tuttavia, lo SPRAR ha dovuto supplire alle carenze del sistema “primario” di accoglienza, con una quota decrescente di posti assegnati anche ai richiedenti protezione (passati dall’80% nel 2004 al 28% nel 2011).

Lo SPRAR si propone due obiettivi principali: (a) offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario; (b) favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia.

 

 

 

15 NOVEMBRE 2016 - MIGRANTI: IL PUNTO SUL CENTRO PERMANENZA TEMPORANEO
DI VIA REGINA A COMO

 

Dal 19 settembre scorso è operativo il centro permanenza temporaneo di via Regina a Como (area ex Rizzo), un campo governativo - che ha sostanzialmente risolto il problema degli accampamenti estivi di migranti, in attesa di varcare il confine svizzero, di fronte alla stazione internazionale di San Giovanni a Como - gestito da addetti del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana con la supervisione della Prefettura di Como, nel quale è presente l’operatore della Cooperativa Symploké della Caritas diocesana, Roberto Ciriminna (coadiuvato da operatori delle Acli e della Cisl lariane), nell’indispensabile e delicato compito di mediazione legale e di supporto nelle varie problematiche burocratiche e umane che ogni giorno si verificano al centro.

«In quasi due mesi di apertura - dice l’operatore Caritas Roberto Ciriminna - sono state effettuate oltre 1.350 registrazioni. Gli ospiti che quotidianamente vengono accolti al centro sono in media 310 (con un “picco” di 356 persone accolte al 15 ottobre scorso). In prevalenza sono persone che provengono dall’Eritrea, dalla Somalia e dalla Nigeria. Ma ciò che più deve far riflettere è un’ulteriore considerazione (dato 10/11/2016): le donne adulte sole sono 56; gli uomini adulti soli sono 27; le minori non accompagnate sono 40; i minori non accompagnati sono  166 (per un  totale di 206 minori). Quest’ultimo dato è emblematico e conferma un fenomeno in continua evoluzione.
«I nuclei familiari - continua Ciriminna - sono 12: un dato importante e in crescita. Perché? Basta evidenziare alcuni numeri per capire: le donne adulte con coniuge senza prole sono 5; quelle con coniuge e prole sono 2; le donne  adulte senza coniuge sono 5; gli uomini adulti sono 7. Inoltre, un dato da non sottovalutare è questo: i bambini piccoli presenti nel campo sono 8 (3 maschi e 5 femmine). Da questi numeri capiamo che la presenza delle persone al campo è “particolare” e ciò deve far riflettere sulle possibilità di accoglienza nei prossimi mesi. Il campo è comunque aperto e i tempi della sua chiusura sono inevitabilmente dilazionati nel tempo, visto il costante afflusso di persone e una situazione di presenze sul territorio di migranti in procinto di varcare il confine svizzero non facilmente gestibile da un punto di vista numerico».

Per onore di cronaca - e per una considerazione su come affrontare le prossime settimane, visto anche l’arrivo dell’imminente emergenza freddo invernale - è opportuno sottolineare alcuni dati di fatto.
«Ogni giorno - evidenzia ancora l’operatore di Symploké - giungono al campo 10/15 minori che sono stati respinti al confine svizzero. Con documenti o senza. Inoltre, si presentano altri giovani, donne e intere famiglie. Pochi uomini maggiorenni. Il quadro della situazione è questo, ma in costante mutamento. Certo è - continua Roberto Ciriminna -  che le persone accreditare al centro hanno un percorso “obbligato”. Il percorso legale è chiaro: dopo un passaggio in Questura si può ottenere un permesso per entrare al campo e successivamente intraprendere l’iter per ottenere la richiesta di asilo. L’alternativa presenta scenari difficilmente gestibili: senza permesso, cercare di varcare il confine svizzero, oppure restare sul territorio senza permesso con tutte le incognite del caso».
Insomma, i prossimi mesi saranno un’ulteriore sfida per chi - a più titoli - gestisce l’accoglienza quotidiana nel centro di via Regina. Un centro - lo ricordiamo - riconosciuto come modello “virtuoso” da parlamentari italiani ed europei giunti recentemente a Como in visita per verificare “di persona” la gestione della struttura e le sue dinamiche in prospettiva.

«A mio modesto avviso, e alla luce della mia quotidiana presenza al centro - sottolinea infine Roberto Ciriminna - auspico al più presto la possibilità di organizzare varie attività ricreative, formative e ludiche all’interno del campo, come è già attivo da pochi giorni uno spazio giochi per bambini piccoli. Teniamo presente che in prevalenza le persone presenti sono minori ed è auspicabile organizzare attività consone alla loro età. Per questo mi auguro vivamente che il movimento virtuoso di volontari, che hanno animato nei mesi scorsi l’indispensabile mensa di Sant’Eusebio, offrano la loro disponibilità per rendere meno “passiva” la permanenza dei piccoli e minori al centro di via Regina. A questo proposito credo sia importante sottolineare l’iniziativa che la stessa Croce Rossa Italiana ha recentemente organizzato: un corso elementare di lingua italiana per le persone ospitate nel campo. È importante tenere impegnati questi ragazzi nel corso della giornata. Tante iniziative potrebbero essere messe in campo, anche a livello ludico. I tanti volontari che hanno dimostrato nei mesi scorsi disponibilità e sensibilità si facciano avanti. Ne abbiamo tanto bisogno».

Ricordiamo che nel centro di accoglienza temporaneo sono stati posizionati 50 moduli abitativi prefabbricati - tutti climatizzati e con riscaldamento - che ospitano ciascuno 6 persone. Inoltre sono funzionanti moduli con la lavanderia, servizi igienici e docce, un’infermeria e per il servizio di mediazione legale e culturale curato dalla Cooperativa Symploké. Infine, agli ospiti sono garantiti nella struttura 3 pasti al giorno, grazie a una convenzione con una società esterna di catering.
Ai migranti che entrano nel campo serve un tesserino di riconoscimento con foto, nome, cognome e nazionalità. Gli ospiti sono liberi di entrare e uscire dalle 7.30 alle 22 di ogni giorno. Alle 24 i cancelli chiudono per garantire il riposo notturno. Agli stessi ospiti è possibile assentarsi dal centro per 72 ore consecutive.

(Nella foto, uno scorcio interno del centro di via Regina a Como)

 

 

4 NOVEMBRE 2016 - MIGRAZIONI: LA TESTIMONIANZA DEL SACERDOTE ERITREO
MUSSIE ZERAI ALL'AUDITORIUM DON GUANELLA DI COMO

 

Venerdì 4 novembre, all'auditorium don Guanella di Como, si è tenuto un interessante incontro - nell'ambito del ciclo di inziative denominato "Itineranti Migranti" - con l'attesa partecipazione del sacerdote eritreo Mussie Zerai, scalabriniano, cappellano della comunità eritrea svizzera (circa 34mila persone), da anni impegnato a prestare soccorso ai migranti diretti verso l'Europa.
Una testimonianza toccante.

Riportiamo, qui sotto, la pagina de "il Settimanale della Diocesi di Como" con la sintesi della testimonianza a cura del giornalista Michele Luppi.

Inoltre, si può leggere e scaricare un'altra pagina del "foglio" diocesano relativa alla situazione di Taranto, città dove da alcuni mesi la prefettura di Como, assieme a quella di Ventimiglia, ha avviato i trasferimenti verso l'hotspot pugliese. Un interessante reportage che mette in evidenza la paradossale odissea di circa 3.000 migranti, trasferiti dalle zone di confine e in perenne viaggio tra nord e sud dell'Europa.

 

 

 

 

 

29 OTTOBRE 2016 - MIGRANTI:  GLI ARRIVI A COMO NON SI FERMANO. CIRCA 800 PRESENZE NELL’ULTIMA SETTIMANA. NUMEROSI I MINORI

 

“I numeri parlano chiaro: seppur meno evidente rispetto ai giorni in cui era presente l’accampamento nel parco di S. Giovanni, la presenza di migranti in transito verso il confine svizzero è continuato costantemente per tutto il mese di ottobre…”. Inizia così un articolo di aggiornamento, a firma di Michele Luppi, pubblicato sul numero 40 del 29 ottobre 2016 de “il Settimanale della Diocesi di Como”.

Qui sotto è possibile leggere e scaricare l’intero articolo in formato pdf.

 

 

 

 

17 OTTOBRE 2016 - LO STATO DELL'IMMIGRAZIONE IN LOMBARDIA- ESPERIENZE E PROPOSTE

 

Le Chiese e le Caritas lombarde sono impegnate nell’accoglienza dei migranti richiedenti-asilo (cosiddetti profughi, termine generico e piuttosto impreciso) sia in convenzione con le Prefetture su finanziamento del ministero dell’Interno, che fuori convenzione, con spese totalmente a proprio carico (ad esempio per le persone uscite dai Centri di accoglienza straordinari, arrivate nei Centri di ascolto delle povertà, nelle mense, per le docce, nei dormitori o in altri Centri di accoglienza non convenzionati).

In una logica sussidiaria, con grande senso di lealtà e di responsabilità, le Caritas diocesane hanno dato seguito anche alle attese dello Stato e delle Istituzioni, in difficoltà nel dare una risposta ai bisogni, realizzando grazie ai contributi pubblici ricevuti, un sistema di ospitalità diffusa, a piccoli gruppi, in Parrocchie e in ambienti di proprietà ecclesiastiche, d’intesa e in collaborazione con il volontariato e le comunità locali, avviando percorsi attenti anche alla massima responsabilizzazione delle persone ospitate e delle comunità ospitanti.

In un recente documento - che pubblichiamo qui sotto integrale - sono messe in evidenza le posizioni e le proposte unanimi prese recentemente dai direttori delle Caritas lombarde.

 

 

 

 

8 OTTOBRE 2016 - LA GESTIONE DEL CAMPO DI ACCOGLIENZA IN VIA REGINA A COMO.
UNA PAGINA DEL “SETTIMANALE” FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

 

Pubblichiamo una pagina de “il Settimanale della Diocesi di Como” dell’8 ottobre 2016 dedicata all’accoglienza profughi in città.
In particolare un’intervista del giornalista Michele Luppi a Roberto Ciriminna, operatore della Cooperativa sociale Symploké che, per conto della Caritas diocesana, coordina il servizio di assistenza legale attivo nel campo di via regina Teodolinda a Como.
Ricordiamo che nell’area, gestita dalla Croce Rossa Italiana provinciale, trovano alloggio gli oltre 250 migranti che erano accampati fino a poche settimane fa davanti alla stazione San Giovanni di Como in attesa di varcare il confine svizzero alla volta dei Paesi del Nord Europa.

Finora ben centosessanta colloqui sono già stati realizzati e un altro centinaio sono ancora da fare.
È un lavoro quotidiano molto impegnativo ed è raccontato nei particolari dall’operatore Caritas.
Inoltre, nella pagina sono leggibili alcuni dati aggiornati del fenomeno e come è gestito il campo nella vita quotidiana dei suoi ospiti. 

 

(Nella foto, uno scorcio dell'interno del campo di accoglienza di via Regina a Como)

 

 

 

 

 

1 OTTOBRE 2016 - LA MENSA DI SANT’EUSEBIO HA CHIUSO I BATTENTI.
MA LA SOLIDARIETÀ CONTINUA E NON INTENDE FERMARSI

 

La mensa di Sant’Eusebio a Como, il servizio offerto dal 28 luglio al 19 settembre scorsi da oltre 500 volontari ai profughi bloccati alla stazione di San Giovanni a Como, ha cessato la sua attività. Tuttavia, l’esperienza solidale, coordinata dalla Caritas diocesana, per offrire un pasto serale agli oltre 600 profughi accampati nei mesi scorsi davanti alla stazione comasca e oggi (circa la metà) ospitati nel centro di via Regina - gestito dalla Croce Rossa Italiana con la supervisione della Prefettura di Como - non si ferma. Non vuole essere fermata. I promotori e i 530 volontari che si sono alternati quotidianamente nel servizio, infatti, ritengono che questo “volano virtuoso” - fatto di solidarietà, impegno, gratuità, generosità - possa avere una continuità ed essere monito per rendere concreta la carità e l’accoglienza a livello ecclesiale e pastorale.  

Ma andiamo con ordine. Se i numeri non sono opinioni, basta citarne uno per renderci conto di cosa sono capaci le persone di “buona volontà” (in prevalenza cittadini comaschi ma anche provenienti dalla provincia) che non si fermano ai luoghi comuni o alle prime difficoltà: in 53 giorni, ben 17.600 persone (il 98% profughi accampati in stazione) hanno varcato la soglia della mensa di Sant’Eusebio; in media, quotidianamente sono stati offerti 380 pasti, ma ci sono state serate “piene”, con la distribuzione di 530 pasti. 

Detto questo, è ovvio pensare che l’esperienza fatta possa avere un’utilità anche nei prossimi mesi.

E così è.

Infatti, la rete di volontari non si è sfaldata. E, a più livelli e con diverse competenze, resta al servizio degli ospiti del centro governativo di via Regina. Ciò avviene, per esempio, sul fronte dell’assistenza legale e sanitaria, come era avvenuto prima dell’apertura del campo gestito dalla Cri (a questo proposito, è utile ricordare che medici e infermieri volontari sono intervenuti ogni giorno per gestire decine di emergenze - in un mese si sono calcolate oltre mille prestazioni - e anche sul fronte legale, alcuni professionisti volontari hanno seguito decine e decine di pratiche relative a minori e a possibili ricongiungimenti familiari).

Ma la disponibilità non si è fermata qui. Per esempio, ricordiamo che previo accreditamento con Prefettura e Croce Rossa Italiana, nei primi giorni di apertura del centro di via Regina i volontari di Sant’Eusebio hanno aiutato a distribuire i pasti preparati dalla società di catering incaricata del servizio (nella prima settimana si sono raccolte 100 adesioni: 5 volontari per pasto), e la collaborazione è ancora in atto, impegnando centinaia di persone di Como e provincia.

Contemporaneamente, il “movimento virtuoso” di Sant’Eusebio dà la sua disponibilità a cooperare con i volontari che organizzano i corsi di lingua italiana che possono essere frequentati dai profughi ospitati nel centro di via Regina. Sappiamo quanto sia importante conoscere la nostra lingua per queste persone, soprattutto in vista di un futuro non certo definito e per un’accoglienza comunque più dignitosa (siamo in presenza di uomini, donne e minori).

Un altro campo, in cui la solidarietà può rendersi indispensabile, è sul fronte dell’animazione e delle relazioni quotidiane con queste persone. A questo proposito, tanto lavoro può essere fatto negli oratori, nel campo dello sport, della conoscenza reciproca (e la Caritas, a questo proposito, può svolgere un ruolo indispensabile).

«Oggi l’emergenza quotidiana a Como – dice Flavio Bogani, tra i promotori della mensa di Sant’Eusebio e da sempre volontario Caritas – ci dà l’opportunità di un sussulto di “creatività” in favore di questi nostri fratelli un difficoltà. Vogliamo operare nonostante i limiti e le contraddizioni a livello governativo ed europeo. Basti pensare al patto di Dublino, che nelle sue implicazioni pratiche produce in Italia il 70% di diniegati (e quindi potenziali clandestini, merce appetitosa per illegalità e criminalità organizzata). Un giorno arriveremo ad avere scelte politiche e legislative più “aggiornate” per aiutare questi nostri fratelli? Non lo so. Nel frattempo, se vogliamo essere coerenti con il Vangelo, operiamo ogni giorno per aiutare il nostro prossimo - anche attraverso un’accoglienza responsabile tra famiglie e comunità - e per essere coerenti con la nostra fede».

 

Qui sotto, è possibile leggere e scaricare la pagina de "il Settimanale della Diocesi di Como" del 1° ottobre 2016 dedicata al tema dell'accoglienza profughi, soprattutto minori, sul territorio; inoltre vi è anche  un'intervista - a cura del giornalista Michele Luppi - a Flavio Bogani, proprio in relazione al tema dell'aiuto che i volontari possono offrire nella gestione quotidiana del campo governativo di via Regina a Como.

 

 

 

 

19 SETTEMBRE 2016 - MIGRANTI STAZIONE: DA OGGI APERTO IL CENTRO DI ACCOGLIENZA GOVERNATIVO  IN VIA REGINA A COMO

 

Da oggi è ufficialmente aperto ed è operativo il nuovo centro di accoglienza governativo in via Regina a Como (area ex Rizzo) che accoglierà 300 migranti, fino a oggi accampati alla stazione internazionale di San Giovanni a Como, perché impossibilitati a varcare la frontiera verso il nord Europa dai funzionari elvetici.

Nel centro di accoglienza temporaneo, che è gestito dagli addetti della Croce Rossa Italiana di Como, sono stati posizionati 50 moduli abitativi prefabbricati – tutti climatizzati e con riscaldamento - che ospitano ciascuno 6 persone. Inoltre sono funzionanti moduli con la lavanderia, servizi igienici e docce, un’infermeria e per un servizio di mediazione culturale curato dagli operatori della Caritas diocesana di Como. Infine, agli ospiti sono garantiti nella struttura 3 pasti al giorno, grazie a una convenzione con una società esterna di catering (quindi il prezioso servizio mensa di Sant’Eusebio cessa la sua attività dopo oltre un mese di quotidiano lavoro).

Ai migranti che entrano nel campo serve un tesserino di riconoscimento con foto, nome, cognome e nazionalità. Gli ospiti sono liberi di entrare e uscire dalle 7.30 alle 22 di ogni giorno. Alle 24 i cancelli chiudono per garantire il riposo notturno.

Qui sotto è leggibile il documento, reso noto in questi giorni dal Comitato provinciale di Como della Croce Rossa Italiana, con i dettagli dell’accoglienza nel centro di via Regina.

 

Intanto, la “macchina solidale” che finora ha animato il servizio mensa di Sant’Eusebio, non si ferma. Attraverso la pagina Facebook “Mensa solidale a Sant’Eusebio” i coordinatori e i volontari del servizio fanno un appello per sensibilizzare tante persone di “buona volontà” in vista dei prossimi mesi dedicati all’accoglienza dei migranti sul territorio.
Ecco uno stralcio di una pagina dedicata all’argomento.
“Abbiamo tutti bisogno di comprendere che dall'emergenza si arrivi a formulare una esperienza quotidiana di Accoglienza Responsabile, tutti i giorni, tutto l'anno.
La Città Possibile è quella che accoglie, che non è sorda, non è cieca, non è muta, sa abbracciare e donare passione e competenza.
Ti chiedo la disponibilità di continuare a occuparti e voler bene a chi soffre, abbiamo bisogno di organizzarci.
Stiamo preparando una serie di servizi che toccano aree e sensibilità differenti tra di loro:
Aspetto giuridico, servono avvocati e praticanti!
Salute, sei medico o infermiera? Sei dei nostri!
Educazione alla lingua italiana: hai insegnato, sei disponibile? (servono anche insegnanti di inglese e tedesco).
Animazione: puoi portare un sorriso in giorni cupi, hai mai giocato a briscola con un etiope?
Logistica: vuoi fare il magazziniere? Serve anche vestire e proteggere dal freddo.
Minori non accompagnati: e se fosse tuo nipote quel ragazzo che hai conosciuto in stazione?
Madri, giovani madri: ma le vedi? Puoi lasciarle sole?
Ti chiedo dunque di rispondere al tuo cuore.
Scrivi a mensamigranticomo@gmail.com per quale tipo di attività potresti dare il tuo tempo; è sufficiente scrivere una delle aree di interesse che hai letto, poi sarai contattato nei giorni a seguire.
Cominceremo a progettare insieme, essere concreti e operativi come lo siamo stati in mensa.
Testa bassa e lavoro, tanto lavoro.
Grazie per esserci, grazie per crederci.
Beati i Costruttori di Pace".

 

 

18 SETTEMBRE 2016 - MIGRANTI: AGGIORNAMENTO DELLE PRESENZE NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI VIA SIRTORI A COMO E NELLE 13 REALTÀ COORDINATE DALLA COOPERATIVA SYMPLOKÉ DI CARITAS

 

Nel centro di accoglienza di via Sirtori sono accolte 7 donne (di cui una in attesa di un figlio), provenienti da Nigeria, Gambia, Camerun, Costa d’Avorio e di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
I nuclei famigliari sono 4 (da Costa d’Avorio e Nigeria).

Tutte queste persone dormono presso l’Istituto Sacra Famiglia di via Dante.
Gli uomini sono 16, provenienti da Nigeria, Senegal, Gambia, Ghana e Libia (tra questi alcuni minori).

Questa la situazione delle 13 realtà sparse sul territorio provinciale e coordinate da Symploké.

Lora (Suore Guanelliane): 13 posti con 12 presenze.

Rebbio (Padri Comboniani): 8 posti con 8 presenze.

Lomazzo (casa parrocchiale): 10 posti con 8 presenze.

Griante (appartamento comunale): 8 posti con 7 presenze.

Como-San Rocco (appartamento): 13 posti con 11 presenze.

Albese con Cassano (Villa San Benedetto): 6 posti con 6 presenze.

Brunate (casa parrocchiale): 4 posti con 4 presenze.

Como-associazione Eskenosen (via Prudenziana): 6 posti con 6 presenze.

Fino Mornasco (appartamento): 15 posti con 14 presenze.

Bregnano (casa parrocchiale): 12 posti con 12 presenze.

Tavernerio (Padri Saveriani): 6 posti con 6 presenze.

Rovellasca (appartamento): 8 posti con 8 presenze.

Capiago (appartamento): 4 posti con 4 presenze.

Totale 106 migranti accolti.

Da sottolineare che in agosto una famiglia (ospitata a Como-Eskenosen) e 2 ospiti di Como-San Rocco hanno lasciato le strutture perché hanno ottenuto il permesso di protezione umanitaria e, quindi, si sono rispettivamente trasferiti in un centro Sprar in provincia di Cosenza e di Bari.

Ricordiamo che il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) costituisce una rete di centri di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale.
Esso non è dunque finalizzato (come i CDA o i CARA) a un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano ma, originariamente, all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria). Nei primi anni di attività, tuttavia, lo SPRAR ha dovuto supplire alle carenze del sistema “primario” di accoglienza, con una quota decrescente di posti assegnati anche ai richiedenti protezione (passati dall’80% nel 2004 al 28% nel 2011).
Lo SPRAR si propone due obiettivi principali: (a) offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario; (b) favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia.

(Nella foto, tre giovani migranti accolti presso la struttura gestita dalle Suore Guanelliane di Lora)

 

 

17 SETTEMBRE 2016 - LA STORIA DI CHRISTIAN IN FUGA DALLA NIGERIA

 

Christian Unanam, un giovane nigeriano richiedente asilo arrivato a Como nell'aprile del 2015, è impegnato da alcune settimane nell'assistenza dei migranti che sono stati "bloccati" alla stazione internazionale di San Giovanni a Como. 

Christian è stato accolto dalla Cooperativa Symploké che gli ha offerto l'opportunità di un tirocinio lavorativo.

Una storia di accoglienza che è stata raccontata su "il Settimanale della Diocesi di Como" dal giornalista Michele Luppi.

Qui sotto è leggibile e scaricabile la pagina del "Settimanale" del 17 settembre 2016 che riporta nei dettagli la vicenda del giovane nigeriano. Inoltre, sono riportate altre notizie sul fenomeno migratorio e alcuni aggiornamenti di cronaca sul tema.

(Nella foto, Christian nella sede Caritas di Como insieme con l'operatore Alessio, con Roberto Bernasconi e con Chiara Chendi)

 

 

 

 

10 SETTEMBRE 2016 - EMERGENZA MIGRANTI IN STAZIONE SAN GIOVANNI.
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

 

Dopo un agosto di grande difficoltà e un inizio di settembre carico di speranze, facciamo il punto della situazione dell'emergenza accoglienza profughi alla stazione internazionale di San Giovanni a Como. Finalmente si prospetta la realizzaizone e l'imminente apertura dell'area ex-Rizzo, vicino al cimitero monumentale, che dovrebbe ospitare in circa 50 unità di accoglienza prefabbricate oltre 300 profughi.

Qui sotto è leggibile e stampabile il pdf delle due pagine de "il Settimanale della Diocesi di Como" del 10 settembre 2016 che ha affrontato l'argomento.
Inoltre è possibile visionare il documento-appello che nei primi giorni di settembre il Centro studi sociali contro le mafie "San Francesco" e il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, hanno inoltrato al presidente del Consiglio e al responsabile del Forum The European House - Ambrosetti di Cernobbio. 

 

 

 

 

 

 

 

7 SETTEMBRE 2016 - LA CONSEGNA A 54 MIGRANTI DEGLI ATTESTATI DI PARTECIPAZIONE
AI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

Mercoledì 7 settembre 2016 sono stati consegnati ai migranti accolti sul territorio comasco gli attestati di partecipazione ai corsi di formazione professionale organizzati dalla Caritas diocesana di Como, dalle Acli (con la Cooperativa Questa Generazione), dal Consorzio Solco di Como (che si occupa di formazione e orientamento al lavoro) e con il supporto del Comune di Como.

Durante una festosa cerimonia - avvenuta al Centro Cardinal Ferrari di Como, alla presenza del sindaco Mario Lucini, di Nicola Venturo a nome della Prefettura, di Luisa Seveso delle Acli, del direttore della Caritas, Roberto Bernasconi, dell’operatore Marco Servettini e di un folto pubblico – sono stati così consegnati i preziosi riconoscimenti a 54 migranti ospiti nelle numerose strutture di accoglienza che sono gestite dalla Cooperativa Symploké di Caritas e dalla altre Cooperative impegnate sul territorio.
Questi corsi – che sono stati attivati sin dal mese di marzo 2016 e sono terminati a luglio grazie alla collaborazione di privati, aziende e da volontari – hanno così formato nuovi aiuto-cuoco, imbianchini, sarti e camerieri. In particolare, per quanto riguarda le persone seguite dalla Cooperativa Symploké, hanno terminato con successo il loro percorso formativo 9 aiuto-cuoco, 11 imbianchini, 7 sarti e 5 camerieri. Queste persone – nella maggior parte uomini (di età tra i 20 e i 25 anni) e 3 donne (corso di sartoria) provengono dall’Africa Subsahariana (Nigeria, Gambia, Senegal, Costa d’Avorio, Mali e dal Pakistan).

I corsi formativi hanno previsto anche prove pratiche sul campo. Per esempio ci piace ricordare, a questo proposito, i lavori di tinteggiatura in alcune scuole comasche, come a Tavernola, in via Giussani a Rebbio e a Ponte Chiasso.

Qui sotto pubblichiamo una pagina de “il Settimanale della Diocesi di Como” del 10 settembre 2016 in cui viene tracciata l’importanza di questi corsi (che hanno permesso anche l’assunzione di una decina di migranti in aziende del territorio) e la necessità di proseguire su questa strada.
Il giornalista Marco Gatti pubblica un’intervista a Marco Servettini, operatore Caritas, che illustra il lavoro svolto finora e i prossimi corsi in programma. Non dimentichiamo, infine, che di fondamentale importanza sono anche le lezioni di italiano che continuano a essere organizzate da Acli e Caritas.

(Nella foto, i partecipanti ai corsi di formazione professionale mostrano orgogliosi i loro attestati)

 

 

 

     

 

 

19 AGOSTO 2016 - A ROVELLASCA CONTINUA L’INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI
ACCOLTI AD APRILE

 

Avevamo dato la notizia il 27 aprile scorso (vedi negli aggiornamenti pubblicati), annunciando l’apertura del nuovo punto di accoglienza per i migranti a Rovellasca in provincia di Como. La nuova struttura è in un appartamento ammobiliato in una corte privata ed è coordinata dalla Cooperativa sociale Symploké della Caritas diocesana. Questo progetto è nato ed è stato concretizzato grazie alla collaborazione del Comune e della parrocchia, ma anche alla disponibilità e la sensibilità di alcuni cittadini di Rovellasca.

Così si è potuto ospitare 8 persone (4 giunti dal Pakistan e 4 dall’Afghanistan; uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni, arrivati a Como tramite la “via” dei Balcani).

L’attività dei giovani – per i quali è stata formalizzata la richiesta di protezione internazionale, in questi mesi, si è concretizzata in alcune attività, per esempio in piccoli lavori a favore della comunità. E finalmente si sono aperte le porte anche ai corsi della scuola di italiano, passo fondamentale per una corretta integrazione e per facilitare un futuro inserimento anche nel mondo del lavoro.

Qui sotto pubblichiamo volentieri un interessante articolo apparso su “La Settimana di Saronno” del 19 agosto 2016, a firma di Giulia Pedersini, che illustra le attività dei giovani e in particolare la conclusione dei corsi.

(Nella foto, la chiesa parrocchiale di Rovellasca)

 

 

 

18 AGOSTO 2016 - EMERGENZA STAZIONE SAN GIOVANNI.
A SANT’EUSEBIO A COMO LA MENSA SERALE ACCOGLIE OGNI GIORNO OLTRE 500 PROFUGHI

 

La rete organizzativa comasca per far fronte all’emergenza migranti - oltre 500 persone che da alcune settimane sostano nei pressi della stazione internazionale di San Giovanni a Como - ha tra i suoi punti saldi la mensa serale di Sant’Eusebio, che quotidianamente offre la cena mediamente a oltre 500 profughi (si va dai 480 ai 530 pasti a volta).

L’iniziativa - resa possibile anche grazie alla sensibilità e alla disponibilità di don Carlo Calori, parroco di San Fedele e della Città Murata - è nata ai primi di agosto insieme con le altre “unità di crisi” sorte in città grazie soprattutto ai numerosi volontari coordinati dalla Caritas diocesana.
Nelle ultime tre settimane a Sant’Eusebio (nei locali dell’oratorio e all’esterno) si stanno alternando ben 370 volontari, suddivisi in gruppi giornalieri di circa 40 persone, proprio per organizzare e gestire la mensa. Cuore dell’attività è la grande cucina dell’oratorio gestita dai volontari cuochi con la supervisione di Angelo.
Ovviamente la Caritas diocesana - che in questa complessa fase emergenziale coordina tutte le fasi dell’accoglienza di queste persone sul territorio - si preoccupa di reperire anche il cibo che viene raccolto direttamente dalla Croce Rossa provinciale (ricordiamo che parte di queste derrate alimentari vengono distribuite in altre realtà come, per esempio, la parrocchia di Rebbio che accoglie circa 60 migranti, soprattutto minori).

Gli oltre 500 profughi - bloccati alla stazione perché impossibilitati a varcare il confine svizzero per raggiungere altri Paesi del Nord Europa - giungono in prevalenza dall’Eritrea, dalla Somalia e dall’Etiopia.
Per evitare tensioni (del resto non si sono mai registrati contrasti o problemi di ordine pubblico) queste persone (uomini, donne, giovani e bambini) si sono spontaneamente organizzati in gruppi autogestiti dimostrando responsabilità e volontà di collaborazione (del resto, il loro obiettivo è proseguire il loro viaggio al più presto).

Il servizio offerto a Sant’Eusebio - entrato a pieno regime verso la fine di luglio - inizia ogni giorno alle 17.30 e termina alle 21.30. I volontari della mensa distribuiscono i pasti dalle 19 alle 21. Inutile (ma non scontato) sottolineare che questa mensa serale è indispensabile per rendere più dignitosa la vita di queste persone.
Lo stesso discorso vale per il servizio doccia organizzato presso la palestra del Collegio Gallio di Como, in via Ballerini, aperto 6 giorni su 7 e utilizzato giornalmente da circa 200 migranti. Come altrettanto importanti sono il presidio sanitario coordinato dall’Ats di Como (tutti i giorni dalla 10 alle 12) e il servizio quotidiano svolto da medici e infermieri volontari nell’ambito della stessa mensa (dalle 20 alle 22.30).

Le persone responsabili di questa virtuosa “unità di crisi” guardano ora al futuro con preoccupazione (ma anche con speranza). Infatti, alla fine di agosto, il servizio mensa a Sant’Eusebio dovrebbe cessare perché lo stesso oratorio riprenderà la normale attività. Tuttavia, già si pensa ad alternative altrettanto organizzate, poiché questo aiuto non può fermarsi e nel mese di settembre saranno trovate soluzioni idonee in città.

Certo è che ogni giorno aumenta la frustrazione di queste persone che, nonostante tutto, non demordono. Basti pensare che tutti coloro che vengono espulsi dalla Svizzera sono costretti a tornare al Sud (per esempio a Taranto) e poi, in breve tempo, ritornano da noi per ritentare la “traversata” del confine svizzero verso una vita migliore (non fatta certamente di povertà, violenza, morte).

Un’ultima considerazione: nonostante tutto (polemiche, strumentali schermaglie ideologiche e politiche, disagi, difficoltà, emergenze di ogni tipo) in città e sul territorio comasco tantissime persone di “buona volontà” si sono attivate e hanno dimostrato che si può fare bene il “bene” con generosità e spirito cristiano.
Avanti così, allora.
In attesa che politica e istituzioni facciano la loro parte senza più indugio. 

Flavio Bogani, referente della mensa di Sant’Eusebio
(Per informazioni: cell. 342.3958812; mail: mensamigranticomo@gmail.com)

(Nella foto, la mensa organizzata nell'oratorio della chiesa di Sant'Eusebio a Como)

 

 

18 AGOSTO 2016 - MIGRANTI ALLA STAZIONE SAN GIOVANNI.
CONTINUA L’IMPEGNO DEI VOLONTARI DELLA PARROCCHIA DI SANT’AGATA

 

Continua l’impegno dei numerosi volontari della parrocchia di Sant’Agata per accogliere e rendere meno difficile la presenza dei migranti alla stazione internazionale di San Giovanni a Como. In questo nuovo articolo - che è un aggiornamento di quello pubblicato il 9 agosto scorso e leggibile qui sotto - vengono sottolineati alcuni dati e considerazioni alla luce di un’esperienza positiva, nonostante le difficoltà e le fatiche di questi giorni.

 

Innanzitutto, sono presenti più giovani volontari (di Sant’Agata, ma anche di altre parrocchie e realtà comasche, alcuni dei quali hanno fatto l’esperienza della Gmg di Cracovia) disponibili a intervenire per l’accoglienza (creando un turn over proficuo a livello organizzativo).

Il loro compito - come già descritto - è di portare i migranti dalla stazione ai luoghi di accoglienza predisposti all’oratorio di Sant’Agata, grazie anche all’utilizzo del pulmino messo a disposizione dalla parrocchia di San Bartolomeo.
In questi ultimi giorni la presenza di queste persone è aumentata: da 20 si è passati a circa 30 accolti.
Ciò significa che il fenomeno è tutt’altro che in diminuzione, ma anche che si è creata fiducia e riconoscenza verso il lavoro svolto quotidianamente sia in stazione sia in parrocchia.
Nelle ultime ore le persone assistite sono giovani provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea, ma sono presenti anche piccoli nuclei di famiglie.

Occorre sottolineare, inoltre, la positiva e indispensabile sinergia con i volontari che a Sant’Eusebio a Como hanno organizzato una mensa serale che eroga quotidianamente 450/500 pasti (soprattutto riso, verdura e carne di pollo) e con tutte le persone, enti, gruppi di volontari, privati e aziende che contribuiscono a rendere solida questa rete di accoglienza (fatta di cibo, vestiario, servizi sanitari: pensiamo, ad esempio, al pranzo in stazione garantito da un’associazione di volontariato svizzera e al presidio medico dell’Ats comasca formato da medici volontari).

Ci si chiede, infine, quale sarà il futuro.
I volontari e la parrocchia di Sant’Agata hanno dato la loro disponibilità sino a fine agosto, quando verrà organizzata la riapertura del Grest e quindi l’oratorio sarà impegnato in un’altra attività.
L’auspicio è che altre parrocchie “aprano le loro porte” ai migranti, ma soprattutto che siano attuati finalmente sul territorio nuove forme e nuovi spazi di accoglienza annunciati, ma finora non ancora portati a compimento.

M.M. e L.O., volontari di Sant’Agata 

(Nella foto, un bimbo accolto all'oratorio di Sant'Agata)

 

 

 

 

 

 

9 AGOSTO 2016 - SANT’AGATA MOBILITATA PER ACCOGLIERE I MIGRANTI BLOCCATI
ALLA STAZIONE DI SAN GIOVANNI.
LA SIGNIFICATIVA TESTIMONIANZA DI CHI OFFRE UN AIUTO VOLONTARIO

 

La parrocchia di Sant’Agata, su invito del vescovo, ha messo a disposizione in questi giorni 20 posti.
Si utilizzano 4 stanze (aule di catechismo) opportunamente svuotate e organizzate grazie a brandine con materassino e cuscino; una sedia a fianco di ogni brandina funge da comodino. Su ogni sedia una bottiglietta d'acqua.
Le brandine sono state messe a disposizione dagli Alpini della sezione di Como, che hanno sede vicino alla parrocchia e con i quali c'è un ottimo rapporto di collaborazione.

Il parroco (don Giorgio Cristiani) ha mandato una mail a tutti i parrocchiani chiedendo disponibilità di tempo per i turni dedicati all'assistenza. Inoltre, è stato chiesto di reperire alimenti per la colazione da offrire ogni mattina ai profughi.
A oggi la cucina dell'oratorio è colma di latte a lunga conservazione, biscotti, tè e caffè.

ALLA STAZIONE OFFRENDO SOLIDARIETÀ
L’impegno di alcuni parrocchiani volontari è alla sera in vista della notte.
Alle ore 21 è organizzato il ritrovo in oratorio per almeno 6 persone: 4 partono con le macchine (c'è anche un pulmino messo a disposizione dalla parrocchia di San Bartolomeo) e vanno in stazione.

Tutti con maglietta azzurra (sono quelle del Grest parrocchiale di due anni fa) e cappellino - per essere riconosciuti - cercano nei pressi della stazione le famiglie con bimbi piccoli e ragazzi che desiderano passare la notte al coperto.

I primi giorni si è cercato di affrontare e far superare la molta diffidenza. Poi, con il passare dei giorni, sono gli stessi ragazzi che quando ti vedono ti seguono a gruppetti.
Lunedì 8 agosto scorso Sant’Agata era overbooking: 22 presenze!

L’ACCOGLIENZA IN ORATORIO
Nel frattempo 2 persone si preparano all'accoglienza in oratorio: a ogni gruppo (o famiglia) accompagnato si assegna la stanza, con un cartoncino numerato che serve per usufruire della colazione del mattino.

Si spiega loro dove sono i bagni e come sono organizzati gli spazi.
Si raccolgono le preferenze di ognuno: latte, tè o caffelatte che poi vengono passate al turno della mattina.
Nel frattempo ragazzi e bambini si danno da fare con i giochi dell'oratorio (per esempio divertendosi con il ping-pong).

Alle ore 23 tutti devono andare a letto e spegnere le luci.
In oratorio rimangono solo 2 volontari che dormono su 2 brandine in una saletta a parte.
Gli altri volontari dell'accoglienza vanno a casa.

Alle ore 7, due persone si preparano per il turno della mattina: preparano le colazioni in base alle prenotazioni della sera precedente, e confezionano un sacchetto di biscotti per ogni ospite.
Tendenzialmente entro le 9.00-9.30 gli ospiti devono aver fatto colazione (che viene servita tra le 7.30 e le 8.30), essersi lavati e lasciar libere le aule.

Don Giorgio o qualche volontario li riaccompagnano in stazione, dove presumibilmente tenteranno di riprovare a rientrare in Svizzera.
Qualcuno ci torna a piedi.

La sera precedente viene offerto un vademecum con i riferimenti della Caritas, dei bagni pubblici, della Questura, e altri recapiti necessari per eventuali emergenze. Inoltre, una mappa di Como dove ci sono evidenziate le vie per raggiungere la stazione di San Giovanni e la parrocchia di Sant’Agata.
Ricordo che, alle ore 9, altre 2 persone vengono a pulire l'oratorio e preparare per la sera.

L. O., volontario di Sant’Agata

(Nella foto, i migranti accolti all'oratorio di Sant'Agata durante la colazione mattutina)

 

 

8 AGOSTO 2016 - IN VIA SIRTORI A COMO AUMENTANO LE PERSONE ACCOLTE.

E OGNI GIORNO È NUOVA EMERGENZA

 

Sono circa una cinquantina le persone accolte nel centro di via Sirtori a Como coordinato dalla Caritas diocesana. Tra queste persone ci sono in data odierna 6 nuclei familiari, di cui una coppia pakistana, una coppia proveniente dalla Costa d’Avorio, dalla Nigeria una famiglia di 3 persone (con un figlio) e una coppia e, infine, dal Ghana una coppia senza figli.

Inoltre, segnaliamo la presenza di 8 donne sole (3 dalla Costa d’Avorio, 1 in gravidanza proveniente dal Camerun, 2 dal Gambia e 2 dalla Nigeria); 13 minori non accompagnati. I rimanenti sono uomini, in prevalenza provenienti dalla Nigeria.

Questa situazione - che ogni giorno è in continua evoluzione - ovviamente presenta criticità organizzative e gestionali che vengono affrontate con grande umanità e professionalità dagli operatori e dai volontari. Tuttavia, occorre sottolineare che la struttura di via Sirtori è stata pensata soprattutto per uomini. Quindi si spera di trovare sul territorio nuove parrocchie, associazioni e strutture che possano offrire spazi e garantire un supporto finalizzato soprattutto all’accoglienza di queste donne e dei minori non accompagnati.

Resta, infine, aperto il problema di reperire vestiario e cibo per queste persone. Come già detto in numerose occasioni (anche sui media locali) le comunità comasche (soprattutto parrocchie come Sant’Agata e Sant’Eusebio in città, ma anche privati, Croce Rossa e altri enti solidaristici) si sono mobilitati in queste ultime settimane per affrontare il problema dell’accoglienza in città (quindi anche per gli ospiti di via Sirtori), e soprattutto per affrontare l’emergenza in atto alla stazione di Como San Giovanni, dove sono presenti diverse centinaia di persone giunte a Como e impossibilitati a varcare il confine con la Svizzera per proseguire il loro viaggio verso il Nord Europa. Vedremo nei prossimi giorni come questo drammatico problema verrà affrontato a livello politico.

 

 

 

4 AGOSTO 2016 - MIGRAZIONI, I TEMI "CALDI" E TUTTORA IRRISOLTI.
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

 

Durante l’incontro di Pozzallo del giugno scorso sono emersi numerosi problemi irrisolti a livello nazionale ed europeo. Gli Stati si stanno muovendo in questi ultimi mesi con fatica e alcune decisioni non stanno portando gli effetti sperati. Inoltre, le migrazioni sono in aumento e gli spostamenti “si adattano” proprio in base alle misure restrittive, ai “muri” e ai divieti che hanno valore solo sulla carta. Lo sappiamo bene a Como dove – da alcune settimane – viviamo una crisi provocata dalla presenza di centinaia di migranti diretti in Germania, attraverso la Svizzera, che restano bloccati al confine. Una “rotta” che è cresciuta a seguito degli aumenti dei controlli al Brennero e Ventimiglia. Una situazione che dimostra il fallimento delle azioni messe in atto fino ad oggi dall’Unione europea nel tentativo di arrivare ad una gestione realmente europea dei flussi migratori.

Ecco perché, in questa scheda, sono posti in evidenza i temi caldi di una situazione ben lungi dall’essere risolta. Anzi.
Ma andiamo con ordine...

A cura di Alessio Cazzaniga e Michele Luppi

 

 

 

 

3 AGOSTO 2016 - I RICORSI DEI MIGRANTI ACCOLTI DA SYMPLOKÉ. I DATI AGGIORNATI

 

Ecco in questa scheda la situazione aggiornata al 1° agosto 2016 dei migranti che sono in attesa dell’esito della Commissione, in relazione alla loro richiesta di protezione umanitaria. I dati e le persone elencate fanno parte delle strutture seguite dalla Cooperativa Symploké, in particolare le parrocchie, le realtà di accoglienza sul territorio e la “Casa della Giovane” di Ponte Chiasso.

 

Ricorsi attivi: 24 (si tratta dei ricorsi ancora in essere, di cui per esempio non si conosce ancora l’esito)

Trasferimento in altra struttura (non più seguiti perché fuori dall’orbita di Symploké) prima dell'inizio del ricorso: 5

Abbandono volontario del ricorrente/trasferimento del ricorrente durante il ricorso: 24 (si tratta di persone che si sono allontanate prima dell’esito del ricorso stesso)

Esito positivo del ricorso: 23 (18 persone hanno ottenuto la protezione umanitaria, 3 persone la protezione sussidiaria e 2 persone lo status di rifugiato)

Esito negativo del ricorso: 27

Persone che hanno rinunciato al ricorso: 2

Persone che si sono rivolte a un altro avvocato: 1              

Totale: 106 persone

Ecco i Paesi di provenienza dei ricorrenti: 

Bangladesh: 6

Benin: 1

Burkina Faso: 2

Costa d'Avorio: 6

Gambia: 23

Ghana: 2

Guinea-Bissau: 2

Mali: 23

Nigeria: 32

Pakistan: 7

Senegal: 2

A cura di Silvia Zoldan, operatrice di Symploké

 

 

30 LUGLIO 2016 - CRONACA DA UNA CITTÀ: VENTIMIGLIA ACCOGLIE I MIGRANTI. LA SITUAZIONE AGGIORNATA DI COMO E L'INTERVENTO DEL PARROCO DI CHIASSO

 

In queste tre pagine del "il Settimanale della Diocesi di Como" del 30 luglio 2016 possiamo leggere e scaricare alcuni interessanti articoli e riflessioni relativi all'accoglienza profughi in due diverse realtà: Ventimiglia e Como. E l'intervista al parroco di Chiasso - fatta dal giornalista Michele Luppi - che denuncia la chiusura delle frontiere. Viene spontaneo fare raffronti e considerazioni, in vista di soluzioni che sembrano ogni giorno sempre più difficili da compiere.

A pagina 14 del "foglio" diocesano possiamo leggere, inoltre, lo "sfogo" del direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, proprio in relazione alla difficile situazione sul territorio comasco, soprattutto determinata anche dalla complicata gestione dei profughi che trovano momentaneo rifugio presso la stazione internazionale di San Giovanni. E che non sembra avere facile soluzione. A pagina 15, invece, è possibile cogliere le "azioni virtuorse" intraprese da tante persone di buona volontà: è il caso della realtà di Sant'Eusebio a Como.

 

 

 

 

 

23 LUGLIO 2016 - ARRIVO E PRESENZA PROFUGHI ALLA STAZIONE SAN GIOVANNI DI COMO:
IL MESSAGGIO DEL VESCOVO DIEGO COLETTI E IL QUADRO AGGIORNATO DELLA SITUAZIONE DELL'ACCOGLIENZA SU DUE PAGINE DE "IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO"

 

Qui sotto, è possibile leggere e scaricare il comunicato stampa della Diocesi di Como sul messaggio del vescovo, Diego Coletti, in relazione all'emergenza di queste settimane relativa all'arrivo e all'accoglienza dei migranti, in particolare alla presenza di numerosi profughi alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni.

Inoltre, è possibile leggere e scaricare due interessanti pagine pubblicate sul "Settimanale della Diocesi di Como" proprio su questo tema. In particolare segnaliamo l'intervista a Paola Della Casa, coordinatrice della Rete dei servizi per la grave marginalità di Como.

 

 

 

 

 

15 LUGLIO 2016 - ARRIVO E PRESENZA PROFUGHI ALLA STAZIONE SAN GIOVANNI DI COMO: MOBILITAZIONE E COORDINAMENTO PER LA RACCOLTA DI GENERI DI PRIMA NECESSITÀ

 

Da una decina di giorni, presso la Stazione di Como-San Giovanni, sono presenti dei gruppi di migranti, fra loro anche alcune donne e dei minori. Sono persone che desiderano raggiungere il Nord-Europa: per questo stanno cercando di attraversare il territorio svizzero (molti di loro sono stati respinti dalle Guardie elvetiche di Confine con una procedura di riammissione in Italia).


In merito a questa situazione, il Tavolo di Coordinamento dei Servizi per la Grave Emarginazione di Como, nel ringraziare di cuore tutte le persone che spontaneamente e con grande generosità sono accorse sul posto per offrire aiuti di ogni genere, chiedono, cortesemente, di portare quei beni al punto unico di raccolta allestito presso la sede della Croce Rossa di Como, in via Italia Libera 11 (accessibile mattina e pomeriggio).

La raccolta è aperta da oggi (15 luglio) fino a domenica 24 luglio.
Al momento sono necessari: coperte; indumenti (uomo, donna, bambino); vestiario intimo; articoli per l’igiene personale; cibo non deperibile.

Attraverso il punto unico di raccolta sarà possibile coordinare al meglio la distribuzione dei generi di prima necessità, sostenendo concretamente le attività di volontari e operatori che, accanto al tradizionale servizio di aiuto alle diverse forme di emarginazione presenti sul territorio, stanno affrontando anche questo nuovo tipo di fragilità.

 

 

5 LUGLIO 2016 - PRESENTATO A ROMA IL XXV RAPPORTO IMMIGRAZIONE
DAL TITOLO "LA CULTURA DELL'INCONTRO"

 

Si è svolta il 5 luglio 2016, presso la struttura The Church Palace (Domus Mariae) a Roma, la presentazione del 25° Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, intitolato "La cultura dell'incontro".

Tra gli interventi quelli di mons. Nunzio Galantino (Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana), mons. Gian Carlo Perego (Direttore Generale Fondazione Migrantes), Oliviero Forti (Ufficio Immigrazione Caritas Italiana), Elena Besozzi (Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università Cattolica Sacro Cuore di Milano), Enzo Pace (Docente di Sociologia della religione, Università di Padova), mons. Guerino di Tora (Presidente Fondazione Migrantes) e don Francesco Soddu (Direttore Caritas Italiana).

Rimandiamo qui sotto alla pagina del sito Caritas Italiana dedicata all'argomento. 

 

 

 

 

 

21 GIUGNO 2016 - APERTO A CAPIAGO (CO) UN APPARTAMENTO PER L’ACCOGLIENZA
DI QUATTRO MIGRANTI

 

È in una palazzina privata, in via del Riscio a Capiago Intimiano (CO), un nuovo appartamento per l’accoglienza dei profughi, che proprio in queste settimane si sta intensificando ogni giorno sul nostro territorio, anche con l’arrivo di donne, sole e con figli, e di minori non accompagnati.

La Caritas diocesana, attraverso l’intenso lavoro degli operatori e dei volontari della Cooperativa Symploké, affronta quotidianamente l’opera di ospitalità a queste persone e la nuova unità a Capiago rappresenta una vera e propria “boccata d’ossigeno” nella faticosa corsa contro il tempo per far fronte alle necessità in questo delicato momento.

La struttura di Capiago, voluta anche grazie alla sensibilità del parroco don Fabio e di numerose persone del luogo, è stata ammobiliata in breve tempo e ora ospita 4 uomini dai 18 ai 22 anni originari del Senegal e della Costa d’Avorio, fuggiti dalla Libia e giunti a Como in questi giurni. I giovani, che sono seguiti da un’operatrice di Symploké e da una ventina di volontari, in questi giorni sono in attesa di essere ascoltati per la prima volta dalla Commissione che dovrebbe dare loro la possibilità di ottenere il permesso di protezione umanitaria.

Nel frattempo, in questa fase organizzativa, i quattro giovani partecipano ai corsi di italiano seguiti da due maestre volontarie e, con un altro volontario, partecipano a piccoli altri lavori per rendersi utili. 

(Nella foto, i giovani accolti a Capiago)

 

 

 

20 GIUGNO 2016 - GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO 
UN INTERESSANTE DOSSIER DI CARITAS ITALIANA

 

Il 20 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta, di questa particolare categoria di migranti.

In occasione della ricorrenza del 2016 Caritas Italiana, per rilanciare l’attenzione su questa tematica, promuove alcune iniziative. Ne segnaliamo una in particolare: la pubblicazione del dossier "Rimpatri forzati. Rifugiati costretti a partire, costretti a tornare", realizzato e pubblicato online dalla stessa Caritas Italiana. Con dati e testimonianze, il rapporto affronta questo delicato argomento anche tramite un focus specifico sulla condizione della popolazione ad Haiti.

Sotto è possibile leggere e scaricare, inoltre, il numero di giugno 2016 del mensile "Italia Caritas" che tratta in modo ampio la situazione attuale dei movimenti migratori nel mondo.

Informazioni e dettagli relativi alle altre iniziative su www.caritas.it

 

 

 

20 GIUGNO 2016 - I DATI AGGIORNATI DELL’ACCOGLIENZA PROFUGHI COORDINATA
DALLA COOPERATIVA SYMPLOKÉ

 

In modo costante pubblichiamo i dati aggiornati delle persone accolte direttamente o solo seguite per l'iter legale dalla Cooperativa Symploké. Ecco, quindi, alcuni numeri che evidenziano l’impegno rivolto ai migranti giunti sul nostro territorio negli ultimi mesi e in queste settimane.

 

Albese con Cassano: 6 persone, due nuclei familiari con quattro adulti e due bambini

Bregnano: 12 uomini

Brunate: 4 uomini

Ponte Chiasso (Casa della Giovane): 2 donne sole, 1 donna con bambina

Como-Rebbio - Padri Comboniani: 8 uomini

Como (Ass. Eskenosen): 4 persone, 1 nucleo familiare con due adulti e due bambini

Fino Mornasco: 13 uomini

Griante: 8 uomini

Lora (Suore Guanelliane): 13 uomini

Mariano Comense (ass. Aurora): 15 persone, quattro nuclei familiari con 8 adulti e 7 bambini

Lomazzo (parrocchia): 10 adulti

Olgiate Comasco (parrocchia): 12 uomini

Como-Rebbio (parrocchia): 8 persone, 3 uomini e 5 donne

Como-San Bartolomeo (parrocchia): 4 uomini

Como-Sant’Orsola (parrocchia): 6 uomini

Rovellasca: 8 uomini

Como-San Rocco (Symploké): 13

Tavernerio (Padri Saveriani): 2 coppie (di cui 1 in attesa di un figlio) e una donna sola

Sorico (parrocchia): 3 uomini


Totale: 156

di cui:

1 persona che ha ottenuto asilo politico;

7 persone in attesa di risposta

15 persone per protezione umanitaria

60 persone con risposta negativa della Commissione territoriale e in fase di ricorso

73 persone in attesa della data di audizione in commissione 

A cura di Alessio Cazzaniga, operatore Symploké

(Nella foto di archivio, un gruppo di migranti accolti nella comunità di Bregnano a febbraio 2016) 

 

 

15 GIUGNO 2016 - L'ESPERIENZA DI ACCOGLIENZA DI FINO MORNASCO SUI MEDIA

 

L'esperienza di accoglienza nella comunità di Fino Mornasco, che coinvolge in questi giorni 13 giovani, continua con positività grazie al coordinamento della Cooperativa Symploké e della disponibilità della comunità locale.

Questa esperienza è stata illustrata recentemente in un articolo, a firma di Marisa Reghenzani, sul periodico "Fino Notizie".

Qui sotto è possibile leggere e scaricare l'articolo in formato pdf.

(Nella foto di archivio, i giovani migranti accolti nella comunità di Fino Mornasco nel febbraio 2016)

 

 

 

 

 

12 MAGGIO-14 GIUGNO 2016 - MIGRANTI: DALL'EVENTO DI POZZALLO SI DEVE RI-PARTIRE CON IDEE CHIARE  

 

Pozzallo, il centro in provincia di Ragusa, è un luogo-simbolo, un’altra porta d’Europa come Lampedusa. Lo dimostrano gli ultimi sbarchi sulla rotta dalla Libia all’Italia che si prevede molto frequentata quest’estate, dopo la chiusura di quella balcanica attraverso la Grecia.

Ed è a Pozzallo che dal 12 al 15 maggio scorsi si è svolto il Festival “Sabir”, un festival itinerante – organizzato da Arci, Caritas, Acli, associazioni Carta di Roma, A Buon Diritto e Asgi – per mettere in comunicazione le organizzazioni della società civile che si occupano di migrazioni dell’una e dell’altra sponda del Mediterraneo in una cornice che ha previsto forum di discussione ma anche musica, laboratori di fumetti, performance teatrali, mostre, presentazioni di libri.

La collocazione geografica del Festival in Sicilia non è stata casuale. È proprio nelle acque dell’Isola che sono infatti avvenute alcune tra le più imponenti stragi di migranti.

L’obiettivo del Festival “Sabir” è stata quella di dare voce ad abitanti, migranti accolti sul territorio e partecipanti per creare un confronto proficuo e ricco.

In questo spazio (in continuo aggiornamento) segnaliamo ai lettori una ricca raccolta di documenti e comunicati stampa dell’evento e una pagina de “il Settimanale della Diocesi di Como” che ha riportato uno stralcio del Festival, al quale ha partecipato una delegazione della Caritas diocesana di Como.
L’editoriale del direttore, Roberto Bernasconi, pubblicato sul sito il 2 giugno 2016, è una riflessione di chi era presente a Pozzallo e ha “respirato” il clima rovente di questo imponente e inarrestabile fenomeno migratorio che sta interessando l’Italia e l’intera Europa.

(Nella foto, a Pozzallo i barconi utilizzati per trasportare i migranti che ora sono sotto sequestro) 

 

 

 

24 MAGGIO 2016 - MIGRANTI, IL PUNTO SUI CORSI DI FORMAZIONE

 

Continua l’impegno per organizzare i corsi professionali e di lingua italiana dedicati ai migranti giunti sul nostro territorio e accolti nelle nostre comunità. Corsi che - lo ricordiamo - sono di fondamentale importanza per l'inserimento e l'integrazione dei migranti nella vita comunitaria e lavorativa sul territorio comasdco e diocesano.

Anche quest'anno i corsi di formazione sono stati organizzati dalla Caritas diocesana e le Acli di Como, con la collaborazione della Cooperativa “Questa Generazione”.
I partecipanti sono accolti dalle seguenti strutture: Cooperativa Symploké, Cooperativa Acli Solidarietà e Servizi (ASS), Opera Don Guanella, Fondazione Padri Somaschi, Parrocchia di Rebbio e Parrocchia di Sant'Orsola.

Ad oggi sono stati attivati i seguenti percorsi formativi

Tramite la Fondazione Minoprio (ente accreditato per la formazione):
- corso di orticoltura, frutticoltura e manutenzione del verde presso la sede della Fondazione Minoprio, dal mese di aprile al mese di ottobre, rivolto a 10 partecipanti;
- corso di orticoltura, frutticoltura e manutenzione del verde a Senna Comasco (presso la Cooperativa “Si può fare Terra” in collaborazione con Acli Terra), dal mese di aprile al mese di ottobre, rivolto a 5 partecipanti.

Tramite il Consorzio Solco (ente accreditato per la formazione):
- corso di aiuto cuoco (con la collaborazione del Presidente dell'Associazione provinciale Cuochi di Como e dell'Associazione Piccola Casa Federico Ozanam), per il periodo aprile-giugno, rivolto a 15 persone;
- corso di sartoria, per il periodo maggio-luglio, rivolto a 12 persone (di cui 3 donne).

Sono in programma per i prossimi mesi un corso di edilizia (muratura e imbiancatura), un corso di falegnameria e un corso per camerieri e per pizzaioli, ancora in via di definizione.

Ricordiamo che le persone che accedono a questi corsi sono in prevalenza uomini (dai 21 ai 51 anni) e provengono dal Senegal, Burkina Faso, Mali, Nigeria, Gambia, Costa d’Avorio, Ghana, Pakistan e Benin.

Gaia Leoni,
referente settore area formazione della Cooperativa Sociale Questa Generazione - Acli Como

CORSI DI LINGUA ITALIANA

 

Anche su questo fronte didattico e formativo, procede la collaborazione tra Caritas e Acli di Como.
Nei corsi organizzati sul territorio, sono attualmente impegnati 110 studenti alloggiati nelle strutture cittadine (Symploké, Fondazione Padri Somaschi, AS solidarietà e servizi, Istituto Don Guanella).

Le classi sono 6 organizzate su livelli: 2 di analfabeti; 2 percorsi di primo approccio (base); 1 livello di approfondimento base (possiamo definirlo intermedio); 1 di alto livello e approfondimento avanzato.
I poli scolastici sono: l'oratorio di San Bartolomeo a Como (4 classi) e di Sant'Orsola (2 classi).

I docenti (3 in tutto) fanno lezioni tre/quattro volte alla settimana - con calendari leggermente differenti - ma garantendo a tutti 6 ore di lezione (sempre alla settimana).
Vengono utilizzati testi ad hoc, reperibili sul mercato specialistico dell'editoria per l'italiano L2, nonché ausili audio-video e materiali autentici.

Role-playing, attività ludiche e di drammatizzazione completano il metodo e l'offerta formativa.

In generale ciascun docente segue un proprio programma, declinato in base alla classe, ma è comune il ricondursi a un metodo che viene definito, in gergo glottodidattico, "umanistico-affettivo".
Test iniziali, in itinere e finali ci consentono di monitorare l'andamento generale degli studenti e di ricalibrare, di volta in volta, la composizione delle classi.
L'anno scolastico viene diviso in tre trimestri per un totale di 60 ore di lezione a trimestre.

Per questa estate stiamo programmando, come già avvenuto l'anno scorso, un periodo di formazione estiva più improntato ad aspetti socio-culturali del nostro Paese.

Grazie a un contatto frequente con le strutture e all'ottima collaborazione delle stesse, riusciamo a essere un importante punto di osservazione delle dinamiche esterne che instaurano gli studenti e, a volte, è capitato di intercettare difficoltà personali, caratteriali o interrelazionali (tra studente e studente) che abbiamo tempestivamente segnalato agli educatori di riferimento, perché potessero prendersene cura.

Inoltre è fornito settimanalmente un report delle presenze, a ragione del fatto che viene poi rilasciato un attestato di frequenza se lo studente ha raggiunto un minimo del 70% delle ore di lezione.

Luca Montoro,
referente corsi di lingua italiana della Cooperativa Sociale Questa Generazione - Acli Como

 

 

16 MAGGIO 2016 - TAPHA, MOMODOU E TIJAN: TRE STORIE POSITIVE

 

Tapha, Momodou, Tijan. Tre storie. Tre storie come tante. Anzi, no. Perché sono storie positive.
Infatti, Tapha, Momodou e Tijan sono tre giovani migranti, giunti sul nostro territorio alla fine del 2014, che hanno ottenuto il parere positivo della Commissione che esamina le domande di asilo (una percentuale esigua tra gli innumerevoli dinieghi sfornati in questi anni) e oggi vivono con regolare permesso, alcuni svolgono un lavoro stabile, e hanno di fronte un futuro di speranza.
Lo si vede nei loro occhi e lo si percepisce quando sorridono alle battute durante un breve ma simpatico e amichevole colloquio, facilitato dalla presenza di Alessio, operatore di Symploké. Lo si intuisce anche quando non rispondono, per pudore e riservatezza, a domande che li riportano al loro passato fatto di sofferenza, paura, ricordi indicibili.

La storia di Tapha

Tapha, 30 anni, è fuggito dal Gambia nel 2012, ha trascorso un anno in Senegal poi, dopo diversi mesi vissuti in Libia facendo il lavoro di elettrauto, ha dovuto lasciare il Paese in guerra. Si è imbarcato, ha raggiunto la Sicilia dopo un viaggio «allucinante», e in pochi giorni è arrivato a Como. Prima è stato ospitato in via Sirtori, nella struttura di accoglienza presso il Centro Card. Ferrari (5 mesi), poi a Lora, presso le Suore Guanelliane (1 anno e 2 mesi) e ora abita a Lipomo, in un appartamento gestito dalla Caritas. Dopo aver ottenuto il riconoscimento di protezione umanitaria (ma ha dovuto fare ricorso perché la prima volta la risposta era stata un secco diniego) è stato assunto dalla Cooperativa Symploké come operatore e oggi svolge attività di prima accoglienza in via Sirtori.

«Potete immaginare la mia felicità quando ho ottenuto il riconoscimento. Io mi trovo bene in Italia, ho tanti amici e questo lavoro mi fa sentire utile. Lavoro sei ore al giorno, sei giorni alla settimana… e il tempo vola tra tante cose da fare. So di essere apprezzato dagli operatori e dai volontari che ogni giorno mi affiancano, e ciò mi rende orgoglioso».

Tapha quando ride il suo sorriso è contagioso. Ma sappiamo che la sua vita non è stata facile. «In Gambia - dice - ho lasciato mia moglie e due figli piccoli. Con loro mantengo contatti costanti e a loro giunge periodicamente parte del mio guadagno. Un giorno spero di rivederli. Mi è spiaciuto perdere anche il mio lavoro di elettrauto, ma in Libia non potevo restare. Ho visto persone uccise come animali, esperienze difficili da descrivere. L’unica possibilità è stata quella di fuggire. Grazie amici italiani».

La storia di Momodou

Momodou ha 19 anni ed è del Gambia. Da un anno e 10 mesi è a Como, giunto dalla Sicilia su un barcone stracarico di persone. A Como è arrivato quasi subito e, grazie alla Caritas diocesana e alla rete di solidarietà organizzata sul territorio, ha trovato alloggio in questi mesi nella struttura di via Sirtori, poi dalle Suore Guanelliane di Lora e, attualmente, nell'appartamento di Lipomo assieme a Tapha e a Tijan.

Anche Momodou ha un lavoro stabile. Da circa 8 mesi cucina pizze e focacce presso il panificio “Beretta” di via Tentorio a Camerlata con un regolare contratto di apprendistato. Prima di trovare questa occupazione ha frequentato per tre mesi uno dei tanti corsi di formazione organizzati da Caritas e Acli di Como e anche questo impegno è stato sicuramente importante per trovare un’occupazione. Momodou non è un ragazzo di tante parole. Per lui parlano i suoi occhi, le sue mani.
«Sono stato anch’io fortunato perché ho avuto il parere positivo della Commissione e quindi il permesso di protezione umanitaria. Dove lavoro - ci dice sorridendo – mi trovo bene con i colleghi, che sono sempre disponibili a darmi una mano. Con il tempo mi sono abituato anche agli orari di lavoro non sempre facili: inizio infatti il mio turno alle 4 del mattino fino a mezzogiorno per sei giorni alla settimana. Ma certo non mi lamento, il mio lavoro mi piace. Anzi, mi sento un privilegiato rispetto a tanti miei amici che ancora non hanno un’occupazione stabile o, peggio ancora, non sanno qual è il loro destino perché hanno avuto il diniego in Commissione e attendono con ansia l’esito del ricorso».

Anche Momodou ha un passato non facile alle spalle e ricordare “fa male”. «Ho lasciato il mio Paese nel 2013 - afferma abbassando lo sguardo - per trovare una vita migliore. In Gambia ho lasciato mia mamma e un fratello. Con loro sono spesso in contatto telefonico e li aiuto economicamente. Dopo aver trascorso alcuni mesi in Libia, recluso in una prigione senza aver commesso alcun reato, alla fine del 2014 sono fuggito via mare sperando di trovare salvezza e un futuro migliore in Italia. Oggi sono a Como e sono felice di avere un lavoro e tante persone amiche. Non è vero che l’Italia non accoglie bene gli immigrati. Io non ho avuto mai esperienze negative fino ad oggi».

La storia di Tijan

Tijan, diciannovenne del Senegal, è sbarcato sulle coste della Calabria nell’ottobre del 2014. In breve tempo il destino lo ha portato a Milano e poi in terra lariana. Subito è stato accolto nella struttura di via Sirtori (circa 1 mese), poi ha alloggiato circa 1 anno presso la parrocchia di Rebbio e, attualmente, abita in un appartamento coordinato dalla Cooperativa Symploké.

Arrivato in Italia, ancora minorenne, dopo le solite procedure burocratiche ha ottenuto anch’egli il parere positivo della Commissione. «Nel frattempo ho avuto l’opportunità - dice con un po’ di affanno per essere arrivato in ritardo al nostro appuntamento… e ciò ha fatto sorridere per l’ennesima volta i suoi compagni - di frequentare il corso di cucina organizzato a Rebbio e il corso di italiano con gli altri compagni presso la “Cometa”, che è stato particolarmente utile nonostante quasi tutti noi conosciamo un po’ di inglese. Dopo questa esperienza sono riuscito anche a svolgere il lavoro di aiuto-cuoco, un periodo di tirocinio presso un ristorante di Como durato circa 6 mesi, che purtroppo non ha avuto seguito. Adesso sono in cerca di un’occupazione. Mi sto impegnando a distribuire il mio curriculum, in questo sono aiutato anche dagli operatori e dai volontari della Caritas, ma oggi, si sa, non è certo facile trovare un lavoro».

Tijan non ha sicuramente l’aria di chi vuole arrendersi facilmente. Anzi, sembra prendere le cose con una certa… “filosofia”. Anche se la sua vita, come possiamo immaginare, ha avuto tratti drammatici.
«Sono arrivato in Italia dopo due giorni di viaggio infernali. Mio papà era senegalese, ma purtroppo è morto anni fa. Mi sono rimasti soltanto mia mamma che oggi vive in Gambia con mio fratello di 15 anni, studente. Finora sono riuscito ad aiutarli economicamente, ma senza un lavoro stabile sarà più difficile. Ho un desiderio: avere la possibilità di tornare anche solo un giorno in Gambia per riabbracciarli, perché non li vedo da quattro anni, e poi tornare di nuovo in Italia. Ho un amico che ha trovato accoglienza in Germania. Spesso mi chiede di raggiungerlo, ma io mi trovo bene qui. Ho sempre avuto accoglienza e rispetto. Ricordo in modo particolare il periodo che ho trascorso da don Giusto a Rebbio. È una brava persona. Da lui eravamo in 15, ospitati nei locali della parrocchia, ma devo dire che tutta la comunità di Rebbio ci ha accolto bene, con grande rispetto».
Tapha, Momodou, Tijan. Tre storie. Tre storie come tante. Anzi, no!

(Nella foto, Momodou, Tapha e Tijan durante il nostro incontro al centro di via Sirtori a Como)

 

 

14 MAGGIO 2016 - A "NOW" L'INCONTRO “MIGRAZIONI E POLITICHE DI ACCOGLIENZA, SCELTA DI CIVILTÀ”. IL REPORT SU "IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO"

 

Da venerdì 6 a domenica 8 maggio 2016 si è svolto a Villa Erba di Cernobbio “Now - Festival del Futuro Sostenibile”, una vasta esposizione (con 150 stand) dedicata a temi di grande attualità: alimentazione, artigianato, benessere, energia, informazione, mobilità, turismo, sicurezza, economia. 

Nell’ambito della manifestazione si è tenuto l’incontro “Migrazioni e politiche di accoglienza, scelta di civiltà”, organizzato in collaborazione con il Coordinamento Comasco per la Pace, la Caritas Diocesana e le Acli di Como. 

A sinistra, è possibile leggere e scaricare la pagina, pubblicata su "il Settimanale della Diocesi di Como" del 14 maggio 2016, che riporta un ampio report dell'incontro, mettendo soprattutto in evidenza l'intervento del prefetto Carmine Valente, Direttore centrale dei servizi civili per l'immigrazione e l'asilo presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno.
Si è fatto così il punto, con un articolo a firma di Michele Luppi, sui flussi migratori in Italia e le prospettive future del fenomeno. 

 

 

14 MAGGIO 2016 - IL DOSSIER "LA PRIMAVERA DEI PROFUGHI"

 

Nell'ambito del 38° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, di cui diamo un ampio report nell'"InformaCaritas" pubblicato su "il Settimanale della Diocesi di Como" del 14 maggio 2016 (vedi nella sezione "Informazione" del sito), è stato reso noto il dossier "La primavera dei profughi - E il ruolo della rete ecclesiale in Italia".
A sinistra è possibile leggere e scaricare il documento in forma integrale.

 

 

 

 

7 MAGGIO 2016 - SYMPLOKÉ: GLI ULTIMI DATI SU "IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO"

 

Sul numero del 7 maggio 2016 de "il Settimanale della Diocesi di Como" un'intera pagina è dedicata all'attività della Cooperativa Symploké che coordina sul territorio comasco l'accoglienza di oltre 100 profughi in tredici strutture.

Nella interessante e accurata pagina sono messi in evidenza dati e riflessioni del lavoro svolto nel primo anno di attività.
Segnaliamo anche "Il punto" sull'argomento accoglienza a cura del direttore del "Settimanale", don Angelo Riva. 

 

 

 

27 APRILE 2016 - ROVELLASCA, NUOVA STRUTTURA DI ACCOGLIENZA PER I MIGRANTI

 

Nuovo punto di accoglienza per i migranti in provincia di Como. Mercoledì 27 aprile 2016 è stata aperta ufficialmente una nuova struttura a Rovellasca – in un appartamento ammobiliato in una corte privata – che sarà coordinata dalla Cooperativa sociale Symploké della Caritas diocesana. Questo progetto è nato ed è stato concretizzato grazie alla collaborazione del Comune e della parrocchia, ma anche alla disponibilità e la sensibilità di alcuni cittadini di Rovellasca.
Così si è potuto ospitare 8 persone (4 giunti dal Pakistan e 4 dall’Afghanistan; uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni, arrivati a Como tramite la “via” dei Balcani).

Nei prossimi giorni per queste 8 persone verrà formalizzata la richiesta di protezione internazionale che comporta l’audizione in Commissione. Nel frattempo, il loro impegno sarà di organizzare la gestione quotidiana dell’appartamento, dare la disponibilità per piccoli lavori a favore della comunità e - come spesso avviene - si apriranno per loro le porte della scuola di italiano, passo fondamentale per una corretta integrazione e per facilitare un futuro inserimento anche nel mondo del lavoro.
Quella di Rovellasca è la dodicesima realtà di accoglienza gestita dalla Cooperativa Symploké. Una rete di alcuni volontari della comunità è già attiva per facilitare l’integrazione di questi giovani mentre, a livello operativo, sono impegnati un’operatrice (Elena) con il coordinamento di Roberto.

(Nella foto, uno dei locali che accolgono gli immigrati nell'appartamento di Rovellasca)

 

 

 

15 APRILE 2016 - "BALKAN ROUTE", INCONTRO AL CENTRO CARDINAL FERRARI DI COMO

 

"Da Como a Idomeni-un viaggio tra solidarietà, responsabilità e accoglienza" è il titolo dell'incontro che si è tenuto venerdì 15 aprile alle ore 21 al Centro Cardinal Ferrari di via C. Battisti 8 a Como.
Tema della serata è stato il viaggio intrapreso a Pasqua dal giornalista del "Settimanale della Diocesi di Como", Michele Luppi (esperto di migrazioni), e dal fotografo Vincenzo Bruno "sulle rotte" delle recenti migrazioni che coinvolgono in particolare i territori tra la Grecia e la Macedonia.

 

Michele Luppi ha così illustrato al folto pubblico intervenuto (nella foto) i giorni trascorsi nel campo profughi più grande d'Europa, esattamente a Idomeni, il piccolo villaggio lungo la frontiera tra Grecia e Macedonia, divenuto il simbolo della "rotta balcanica".
Nel campo trovano rifugio, in condizioni spesso disumane, circa 11mila persone, tra cui donne e bambini, che cercano disperatamente una via d'uscita dalla guerra: sono migliaia e miglia di migranti "bloccati" in mezzo all'Europa e con il futuro appeso a un filo. 

Durante l'incontro è stata anche illustrata ai presenti la nuova "Carta dell'accoglienza dei richiedenti asilo" messa a punto dalla Caritas diocesana e dalle Acli di Como (di cui diamo esaurienti particolari in questa sezione e in altre pagine del sito).

Qui sotto è possibile leggere e scaricare l'ampia sintesi del reportage balcanico pubblicato in due pagine su "il Settimanale della Diocesi di Como" del 9 aprile 2016.

 

 

 

 

13 APRILE 2016 - ALLA “COMETA” UNA CENA SPECIALE PER TUTTI
 

Nell’ambito dell’iniziativa “Intrecci di Popoli”, mercoledì 13 aprile 2016 presso l’associazione “Cometa” di via Madruzza a Como, sede anche di un istituto professionale, quattro giovani migranti di Como (Tapha, Alex, Tijan e Fatima) hanno organizzato con uno chef e gli alunni aspiranti cuochi una cena a base di piatti tipici del Senegal e del Gambia.
È stato un bel momento di incontro e di condivisione con più di 50 invitati.
Il cibo, cucinato con cura, è stato apprezzato da tutti.

(Nella foto, cuochi e studenti nella memorabile serata alla "Cometa")

 

 

 

 

11  APRILE 2016 - RIAPERTA LA STRUTTURA DI ACCOGLIENZA DI VIA SIRTORI A COMO

 

Dopo la recente chiusura del dormitorio predisposto per l’emergenza freddo dell’inverno appena terminato, come è avvenuto nel 2015 anche quest’anno gli spazi della struttura di via Sirtori (presso il centro Cardinal Ferrari di Como, nella foto) aprono per accogliere i migranti che sono giunti in queste ultime settimane sul territorio provenienti dalla Sicilia.

Così in questi giorni sono ospitate 16 persone (provenienti da Senegal, Gambia, Mali e Ghana).
Di queste 6 sono state trasferite temporaneamente in via Sirtori dall’appartamento della parrocchia di Sant’Orsola in fase di ristrutturazione. Sono giovani dai 17 ai 25 anni di età, richiedenti asilo.
Il loro iter burocratico è già avviato: infatti, hanno già formalizzato presso la Questura di Como la richiesta di “protezione internazionale”.

Come ipotizzano gli operatori di Symploké (la cooperativa a cui la Caritas diocesana ha affidato la gestione di questi spazi), il numero di queste persone è destinato probabilmente a salire nelle prossime settimane e, se ciò avverrà, la struttura di via Sirtori potrà ospitarne circa 45.
Finora, i 16 migranti, che verranno poi spostati in altre strutture coordinate da Symploké (come parrocchie o appartamenti già operativi) sono seguiti da 5 operatori: Roberto (coordinatore), Tapha, Luca, Alice e Gianpaolo.

 

 

5 APRILE 2016 - PRESENTATA LA "CARTA DELL’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO"
DELLA RETE CARITAS E ACLI COMO

 

Dall’inizio del 2016 la Rete di accoglienza della Caritas diocesana (Cooperativa Symploké, parrocchie e enti che operano all’interno della convenzione Caritas) e delle Acli di Como (Cooperativa Acli “Solidarietà e Servizi” e Cooperativa “Questa Generazione”) con Pastorale Migranti della Diocesi, la Fondazione Somaschi e l’Opera Don Guanella accoglie circa 200 richiedenti asilo sul territorio della provincia di Como.

Proprio nel mese di marzo questa Rete ha realizzato la “Carta dell’accoglienza dei richiedenti asilo”, un documento che vuole essere una raccolta di “buone prassi” per l’accoglienza di queste persone, con chiari obiettivi sul fronte dell’ospitalità, dell’accompagnamento nelle pratiche burocratiche, della formazione e dell’integrazione. 

Qui a lato è possibile visionare e scaricare la sintesi della "Carta" in formato pdf, mentre la versione integrale è leggibile qui sotto, sempre in formato pdf. Inoltre, è possibile richiederla presso la sede della Caritas diocesana (tel. 031.3312333; info@caritascomo.it). 

Ricordiamo che nella sezione "Informazione" del sito è possibile leggere il nuovo numero dell'"InformaCaritas" del 9 aprile 2016: due pagine dedicate all'argomento con un commento del direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, e un'intervista all'operatore Caritas, Marco Servettini. 

 

 

 

 

 

 

 

 

20 MARZO 2016 - INTERVISTA A LISA, NUOVA OPERATRICE DELLA COOPERATIVA SYMPLOKÉ

«Ogni immigrato ha una personalità da valorizzare»

Lisa ha 36 anni, è nata e vive a Como, ha una laurea in Giurispruedenza ed è una orientatrice professionale. Da febbraio 2016 ha iniziato la sua nuova avventura lavorativa a Symploké dove si occupa della attivazione di percorsi di inserimento lavorativo e di supporto alla riqualificazione professionale dei richiedenti asilo, con la previsione di estendere tale servizio anche a tutte le fasce gravemente emarginate che vengono intercettate dai vari servizi di Caritas presenti in città.

Lisa, quale percorso professionale ti porta a collaborare nella nuova realtà di Symploké?
«Da circa12 anni collaboro nel settore sociale, per conto di varie realtà consortili e cooperative sociali del territorio comasco e milanese. Il mio intervento ha riguardato, nello specifico, il supporto nel reinserimento lavorativo di fasce molto svantaggiate, quali ex-detenuti, ex-tossico/alcooldipendenti, disabili psichici e fisici e immigrati».

Come sei coinvolta nel lavoro e quali sono le modalità operative per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti che giungono sul nostro territorio?
«Ormai da alcuni anni si è affermata la consapevolezza, tra gli operatori del settore sociale, di attivare  progettualità di supporto alla persona che tengano in considerazione tutti i bisogni di cui la stessa è portatrice. Bisogni che vanno dal lavoro alla casa, al supporto psicologico, alle esigenze abitative e così via. Per questo motivo diventa di fondamentale importanza il lavoro di équipe e di rete in modo da creare una sinergia d’interventi e di risorse presenti su territorio».

Quali sono le criticità che quotidianamente dovete affrontare?
«Ovviamente il lavoro non è semplice. Il processo di reinserimento nel mercato del lavoro dei richiedenti asilo ha poi sue specificità che comportano la necessità di procedere per gradi. Il primo importante e imprescindibile scoglio da superare attiene alla conoscenza della lingua italiana, senza la quale sarebbe impensabile progettare qualsiasi forma di integrazione. Bisogna poi considerare il gap culturale e, più nello specifico, le diversità delle regole del mercato del lavoro italiano rispetto a quello di origine, sia in termini di competenze spendibili sia in termini del “saper stare” sul luogo di lavoro».

Ogni persona immigrata ha esigenze e predisposizioni personali che non possono non essere prese in considerazione… 
«Certamente. Si rende necessario costruire una progettualità ad hoc per ogni accolto, partendo dalla ricostruzione della storia professionale, dall’analisi delle risorse personali sulle quali è possibile investire, dapprima con un percorso formativo di riqualificazione professionale e, in seguito, con un inserimento graduale in un’azienda mediante lo strumento del tirocinio di orientamento al lavoro. Durante il periodo di stage la persona è affiancata da un tutor aziendale e dal tutor della cooperativa che monitorano l’andamento del percorso. Ciò consente di verificare in itinere i progressi o gli aspetti da migliorare. Altrettanto importanti sono i colloqui individuali di orientamento al lavoro che vengono proposti ad ogni accolto e che hanno l’obiettivo di insegnare loro come muoversi in autonomia sul territorio per la ricerca di un’occupazione».

Le aspettative iniziali sono suffragate da risultati positivi?
«È un cammino non facile. A seconda della storia della singola persona, i percorsi proposti si pongono differenti traguardi che vanno dalla verifica della tenuta lavorativa, all’assimilazione delle regole di funzionamento del mercato del lavoro, alla socializzazione e alla integrazione nel tessuto sociale; infine all’inserimento lavorativo vero e proprio che pone le condizioni per la costruzione di una progettualità di vita più ampia. Questo è il traguardo che tutti vorremmo raggiungere».  

 

 

5 MARZO 2016 - GIORNATA DELLA CARITÀ, SU "IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO"
ARTICOLO DELL'INCONTRO SULL'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI A SONDRIO


Nell'ambito della "Giornata della Carità" si è recentemente svolto a Sondrio, nella chiesa del Rosario e a cura della Comunità Pastorale del luogo, un interessante incontro sul problema dell'accoglienza dei migranti sul nostro territorio e, più in generale, sui fenomeni migratori che devono essere letti "alla luce della Parola di Dio".

Era presente all'incontro don Alberto Vitali, responsabile della Pastorale dei Migranti della Diocesi di Milano.

A sinistra, pubblichiamo l'articolo che è possibile leggere integralmente.

 

 

 

5 MARZO 2016 - LA STORIA DI KASHIF ALI: DALLA MEDAGLIA  AL DINIEGO...

 

Kashif Ali è il giovane pakistano, premiato lo scorso agosto per essersi tuffato nel lago nel tentativo di salvare la vita a un 14 enne, che ora rischia l’espusione dal nostro Paese. Infatti, il 10 febbraio scorso la Commissione di Milano ha respinto la sua domanda di protezione internazionale.

Su “il Settimanale della Diocesi di Como” del 5 marzo 2016 il giornalista Michele Luppi scrive la storia emblematica di Kashif e il suo “caso” che vale la pena conoscere… e che dovrebbe porci qualche domanda.

A sinistra, pubblichiamo l'articolo che è possibile leggere integralmente.

 

>>> Un altro commento su "il Settimanale" del 5 marzo 2016

 

 

 

 

  29 FEBBRAIO 2016 - AGGIORNAMENTO SULL'ACCOGLIENZA PROFUGHI

COORDINATA DALLA COOPERATIVA  SYMPLOKÉ DELLA CARITAS DIOCESANA

 

Dopo la chiusura degli spazi di via Sirtori a Como (presso il Centro Cardinal Ferrari) per poter allestire dal 1° dicembre al 2 aprile 2016 il servizio di accoglienza notturna dei senza dimora della città di Como nell’ambito del progetto “Emergenza freddo”, facciamo il punto sulla situazione dell’accoglienza profughi che sono seguiti dalla Cooperativa sociale Symploké della Caritas diocesana di Como.

Fino al 30 novembre 2015 in via Sirtori erano ospitati circa 30 profughi provenienti da Nigeria, Mali, Pakistan, Benin, Burkina Faso, Gambia. Tutti uomini dai 18 ai 40 anni e tuttora in attesa di essere ascoltati dalla Commissione territoriale per l’ottenimento della protezione internazionale (in questa sezione del sito sono leggibili e scaricabili documenti in pdf per conoscere in dettaglio questi temi).

Queste 30 persone sono così state alloggiate in realtà parrocchiali che nel frattempo si sono rese disponibili a ospitarle.

REALTÀ NUOVE E VIRTUOSE

Negli ultimi mesi, grazie anche all’appello rivolto alle parrocchie della Diocesi dal vescovo di Como, mons. Diego Coletti, e dal direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, alcune realtà sul territorio hanno dato la loro disponibilità e hanno “aperto le loro porte” ai profughi giunti a Como dopo essere fuggiti dalla guerra e dalla fame. 
Brunate. Dal mese di novembre 2015 la parrocchia di Brunate ha messo a disposizione un appartamento, in precedenza ristrutturato, e ha così ospitato 4 persone (3 della Costa d’Avorio e 1 del Mali) che sono seguiti quotidianamente da un operatore Caritas e si sono ben integrate nella comunità.
Bregnano. Anche a Bregnano la parrocchia ha ospitato da fine novembre 12 persone (4 del Pakistan, 5 nigeriani e 3 del Mali) in una casa di corte ristrutturata (è un appartamento su due piani) grazie alla collaborazione tra la stessa parrocchia e la Cooperativa Symploké.
Fino Mornasco. In questa cittadina alla periferia di Como una famiglia del luogo ha deciso di mettere a disposizione un immobile, dove tuttora sono alloggiate 12 persone: (5 nigeriani, 3 del Mali, 2 del Burkina Faso, 1 del Benin e 1 del Gambia).

La maggior parte dei profughi ospitati a Brunate, Bregnano e Fino Mornasco sono in attesa dell’audizione presso la Commissione per ottenere la protezione internazionale. Nel frattempo sono inseriti nei corsi di italiano organizzati sul territorio comasco. Con il Comune di Fino Mornasco sono nate iniziative di "cittadinanza civica" e di volontariato di pubblica utilità; mentre a Bregnano, in particolare, sono state attivate collaborazioni anche con il mondo dell'associazionismo sportivo.

Ricordiamo, infine, che ad Albese con Cassano due coppie nigeriane (entrambe in attesa di un figlio) sono ospitate in un appartamento in zona. Anche queste persone, che sono in attesa di essere ascoltate dalla Commissione, sono state inserite in un corso di italiano che viene organizzato a Erba. Invece, a Como, presso l’associazione Eskènosen, è ospitata una famiglia formata da papà, mamma e due bambine gemelle (prima erano alloggiate nella parrocchia di Olgiate Comasco) e una famiglia di coniugi nigeriana.  

AGGIORNAMENTO DELL’ITER LEGALE

3 persone sono “in uscita”: hanno ottenuto la “protezione per motivi umanitari” e la Prefettura propone loro il cosiddetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che consiste in 6 mesi di accoglienza. La persona, essendo in possesso di un permesso di soggiorno di due anni rilasciato dalla Questura per “motivi umanitari”, trascorsi i 6 mesi nel centro Sprar deve sostenersi autonomamente.

56 persone hanno ricevuto la risposta negativa nella prima audizione presso la Commissione territoriale. Ora, grazie all’aiuto degli operatori Symploké, stanno inoltrando le procedure per fare ricorso.

21 persone attualmente sono invece in attesa della prima risposta della Commissione, mentre altre 78 sono in attesa di essere convocate per la prima volta dalla stessa Commissione.
Questi 91 profughi, nel frattempo, frequentano la scuola di italiano, sono iscritti a corsi di formazione e tirocini e sono impegnati in opere di volontariato sociale.

 

TABELLA INFORMATIVA


Persone accolte nelle strutture gestite dalla Cooperativa sociale Symploké

Bregnano (parrocchia): 12

Fino Mornasco (privato): 12

Brunate (parrocchia): 4

Lomazzo (parrocchia): 10

Rebbio (Como - Padri Comboniani): 8

Lora (Como - Suore guanelliane): 13

Griante (appartamento comunale): 8

San Rocco (Como - oratorio): 13

Albese con Cassano (Suore Ospedaliere di Villa San Benedetto Menni): famiglie 2+2 (entrambe in attesa di un figlio)

Como (associazione Eskènosen): 1 famiglia con 2 bambine di 10 mesi; 1 famiglia di coniugi nigeriani

Tavernerio: 1 coppia nigeriana in attesa di un figlio; 1 donna nigeriana

Totale: 93 persone


Persone seguite per l’iter legale

San Bartolomeo (parrocchia): 6

Sant’Orsola (parrocchia): 6

Olgiate Comasco (parrocchia): 8

Ponte Chiasso (“Casa della Giovane”): 4 donne

Opera Don Guanella: 16

Rebbio - Como (parrocchia): 3

Sorico (parrocchia): 3

Cooperativa “San Giacomo” (l’impegno di Symploké è solo per seguire l’iter dei ricorsi): 13

Totale: 59 persone

 

La situazione delle persone al 29 febbraio 2016 è la seguente:

Persone in attesa di presentarsi in Commissione: 14

Persone in attesa della risposta della Commissione: 24

Persone che hanno ottenuto la protezione internazionale per motivi umanitari o altro status: 3

Persone che hanno avuto risposta negativa: 45

Persone ancora in attesa della data dell’audizione in Commissione: 59

 

ALCUNI DATI IN VALTELLINA E NELLE VALLI VARESINE

 

La Caritas Diocesana di Como ha in carico la convenzione con la prefettura di Sondrio per tutti gli enti che accolgono per conto di essa.

51 accolti In Valtellina:

3 presso Associazione La Centralina - Morbegno

5 presso Cooperativa Nisida – Chiavenna

11 presso istituto Don Guanella (maschile) – Nuova Olonio

33 a carico della Fondazione della Caritas (per conto della Caritas Diocesana) che ne accoglie:

5 presso Casa di Lidia – Morbegno di proprietà della Fond. Caritas

1 presso Casa Suor Laura – Centro di Ascolto di Chiavenna

7 presso casa della parrocchia di Berbenno

12 presso Istituto Casa Divina Provvidenza – Ardenno (suore)

7 presso casa della parrocchia di Poggiridenti


82 accolti nelle Valli Varesine (dove la Cooperativa Agrisol di Caravate si è convenzionata direttamente con la prefettura di Varese)

57 ospiti presso Villa Letizia di proprietà della parrocchia di Caravate

12 presso casa della parrocchia di Laveno Pradaccio

5 presso casa della parrocchia di Maccagno

5 presso casa della parrocchia di Dumenza

2 presso la Casa Bethlem della parrocchia di Castel Cabiaglio

1 ragazza minore ospite presso famiglia della parrocchia di Castel Cabiaglio


Testo a cura di Alessio, coordinatore accoglienza dell’équipe accoglienza della Cooperativa
Sociale Symploké

 

 

27 FEBBRAIO 2016 - SUL “SETTIMANALE DELLA DIOCESI” UN ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO

SUI NUMERI STANZIATI PER L’ACCOGLIENZA E SULLE REALTÀ CHE OPERANO IN PROVINCIA

 

Un appalto del valore complessivo di 18 milioni e 639 mila euro.

È questa una stima attendibile della cifra che verrà stanziata, nel corso del 2016, dal Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei richiedenti asilo
nel territorio della provincia di Como, secondo quanto stabilito dal bando di gara ad evidenza pubblica predisposto dalla Prefettura di Como.

Un valore “presunto” perché potrà subire delle oscillazioni, molto probabilmente al rialzo, legate al numero di migranti che saranno realmente accolti: il bando, pubblicato all’inizio dell’anno, prevede infatti l’individuazione di 1502 posti, pari alle 1200 persone già ospitate sul territorio provinciale a cui si aggiunge una quota del 20 per cento destinata ai nuovi arrivi. Alla gara, i cui esisti sono consultabili sul sito della Prefettura di Como, hanno partecipato dieci soggetti di cui nove sono stati considerati ammissibili per un totale di 650 posti offerti…  

Così inizia l’articolo, a firma di Michele Luppi, apparso su “il Settimanale della Diocesi di Como" del 27 febbraio 2016 sull’argomento.

A sinistra è possibile aprire la pagina e leggere l’interessante articolo integralmente.

 

 

 

LA VICINANZA DEL NOSTRO VESCOVO DIEGO

 

Nei primi mesi del 2016 non sono mancate le visite del vescovo, mons. Diego Coletti, in alcune realtà di accoglienza sparse nel territorio della Diocesi. Sono stati bei momenti di condivisione e di apprezzamento per il lavoro svolto da operatori e volontari. Tra le strutture che hanno accolto il vescovo, ricordiamo quelle di Fino Mornasco e di Bregnano (nella foto, la visita a Fino Mornasco il 25 febbraio 2016).

 

10 FEBBRAIO 2016 - BOLLETTINO ECCLESIASTICO UFFICIALE DELLA DIOCESI DI COMO
IN ALLEGATO L'AMPIO SUPPLEMENTO N.6 DEDICATO ALL'ACCOGLIENZA PROFUGHI

 

Un ampio supplemento dedicato all'accoglienza dei profughi sul territorio diocesano è stato allegato all'ultimo numero di novembre/dicembre 2015 del "Bollettino Ecclesiastico Ufficiale della Diocesi di Como", diretto da mons. Carlo Calori.
In quasi 70 pagine sono stati pubblicati documenti, interviste e esperienze di accoglienza in varie parrocchie. 
La presentazione ufficiale del contenuto del supplemento è stata scritta dal direttore della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi. 
 

 

 

23 GENNAIO 2016 - STAZIONE SAN GIOVANNI: UNA CASA PER SENZA TETTO
ARTICOLO-DENUNCIA SU "IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO"

 

Se ne parla da settimane, ma il problema resta irrisolto.
Vi invitiamo a leggere un articolo pubblicato su "il Settimanale della Diocesi di Como" del 23 gennaio 2016 (a pagina 15), scritto dal giornalista Michele Luppi, che illustra in modo molto eloquente la situazione di disagio subita da un gruppo di migranti che staziona da mesi nell'androne della stazione di San Giovanni di Como. 

Il sommario dell'articolo è molto eloquente: "Sono per lo più pakistani e afghani intrappolati presso la stazione a causa di problemi burocratici". 

Insomma, la burocrazia ancora una volta decide la vita e il destino delle persone!

 

 

 

 

 

 

15 GENNAIO 2016 - A TEVERNERIO, DAI PADRI SAVERIANI, OSPITATE DUE NUOVE COPPIE DI CONIUGI NIGERIANI

 

Due nuove famiglie di migranti hanno trovato alloggio in questi giorni in una struttura coordinata dalla Cooperativa sociale  Symploké della Caritas diocesana di Como.

Ad accogliere due coppie (marito e moglie senza figli), provenienti dalla Nigeria, sono stati i Missionari Saveriani nella loro grande struttura di Tavernerio (CO), che ospita una decina di religiosi e offre anche la possibilità di incontri, ritiri spirituali e momenti di preghiera aperti a tutti. In una parte del complesso residenziale i Padri saveriani avevano da sempre dato la loro disponibilità ad accogliere migranti giunti in questi mesi sul territorio comasco (anche grazie a una convenzione di comodato con la stessa Symploké).

E così è stato. L’appartamento messo a disposizione alle due coppie giunte è composto da due camere da letto, una cucina, un salotto e, ovviamente, i servizi igienici. Le due coppie - giunte a Como nel periodo natalizio - vivono così in questa accogliente realtà e sono seguiti da un operatore della Caritas diocesana. 

Già sono stati inseriti nel programma per la richiesta di asilo attivando le relative pratiche burocratiche in Questura per formalizzare la richiesta di “protezione internazionale” e sono tuttora in attesa di essere chiamati dalla Commissione che valuta questi casi.

Nel frattempo, dopo alcuni giorni di “ambientazione”, le due coppie potranno seguire i corsi di formazione di italiano, che sono organizzati sul territorio, ed è stata attivata anche la parrocchia – grazie alla disponibilità del parroco don  Alessandro – per poter inserire questi ospiti nella comunità alle porte di Como anche con la preziosa collaborazione di volontari.

(Nella foto, le due famiglie accolte a Tavernerio)

 

 

 

VICARIATI E PARROCCHIE
  • LA CARTA DELLA DIOCESI
    >>> Vai     
 
INFORMAZIONE Newsletter, Pagina Caritas, Informa Caritas, In Caritas e tanto altro!  
CALENDARIO
Calendario Appuntamenti
NOTIZIE FLASH
Da oggi la Caritas diocesana ha un nuovo numero telefonico Vi informiamo che da oggi il nuovo numero telefonico della Caritas diocesana di Como è: 031.0353533...
Stop ai cassonetti vestiti usati: comunicazione Caritas La Caritas diocesana di Como, forte di una collaborazione in questo settore con il Comune di Como che dura dal 2001, esprime profondo rammarico per la fine di questo rapporto...
“Brasile: democrazia in pericolo?”, incontro a Como Dal 19 al 29 giugno 2019 allo Spazio Natta di via Natta 18 a Como si terranno due mostre fotografiche sul Movimento Sem Terra che in Brasile lotta per la riforma agraria e per i diritti delle comunità rurali...
A Piona giornata formativa operatori caritas Come ogni anno è consuetudine, si è tenuta giovedì 6 giugno 2019, presso la suggestiva Abbazia di Piona, una giornata formativa e di condivisione per gli operatori della Caritas diocesana...
“Venezuela, tra Maduro e il futuro” lunedì 17 giugno incontro a Chiavenna La Comunità Pastorale di Chiavenna e Prata Camportaccio, con il sostegno della Caritas diocesana di Como, organizzano l’incontro “Venezuela, tra Maduro e il futuro” lunedì 17 giugno, alle 20.45, al Cineteatro Victoria di Chiavenna...
Servizi Caritas: le relazioni sociali 2018 Continua la pubblicazione delle Relazioni Sociali relative all’anno 2018 dei servizi Caritas. Di seguito pubblichiamo il documento del Centro di Ascolto di Mandello del Lario, Tremezzo, Cunardo e quello relativo ai servizi Caritas della Valchiavenna...
La "Rotta Fantasma": giovedì 13 giugno incontro a Como Balkan Route-La Rotta Fantasma: giovedì 13 giugno a Como una serata su quanto accade nei Balcani e sul perché dovrebbe interessarci...
"Scarp de' tenis", in distribuzione il numero di giugno È in vendita nelle parrocchie di Como il numero di giugno (232) della rivista “Scarp dè tenis”, il giornale dei senza dimora. Ecco i luoghi dove sarà distribuita la rivista...
Nuova pagina Caritas su "il Settimanale della Diocesi di Como" È stata pubblicata sul numero de “il Settimanale della Diocesi di Como" del 30 maggio 2019 la nuova pagina Caritas...
Nuovo InformaCaritas su "il Settimanale della Diocesi di Como" È stato pubblicato sul numero del 16 maggio 2019 de “il Settimanale della Diocesi di Como” il nuovo InformaCaritas...
CDA Lomazzo: presentata la Relazione sociale 2018 Pubblichiamo la relazione del CdA “Don Tonino Bello” di Lomazzo che è, per sua natura, una cartina tornasole di alcune povertà delle comunità dei tre vicariati di Fino Mornasco, Lomazzo e Cermenate...
Formazione: il report dell’incontro del vicariato di Gravedona Si è svolto lunedì 6 maggio scorso a Gravedona, il primo degli incontri formativi richiesti dal Vicariato di Gravedona volti a promuovere la nascita della Caritas Vicariale e rinnovare il Centro di Ascolto già presente, secondo le linee guida diocesane...
La Diocesi rinnova l’accoglienza: il documento del Consiglio Caritas Nelle ultime settimane il Vescovo Oscar con Caritas e Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio onlus si sono confrontati sul tema dei flussi migratori e dell’accoglienza. Ecco in sintesi la posizione della Diocesi e il documento del Consiglio Caritas...
Corridoi umanitari: accolte tre giovani eritree nelle Valli Varesine Sono state accolte nelle scorse settimane, nelle Valli Varesine, tre giovani donne eritree arrivate in Italia attraverso il protocollo dei Corridoi umanitari frutto dell’intesa, siglata nel 2017, dalla Chiesa italiana con il Ministero dell’interno...
Quaresima di fraternità, l’impegno Caritas in Sud Sudan Su “il Settimanale della Diocesi di Como” del 4 aprile 2019 possiamo leggere un’intera pagina dedicata al progetto che la Caritas diocesana di Como sostiene a favore degli studenti del Sud Sudan...
Valmalenco, positiva l'animazione Caritas La comunità pastorale della Valmalenco ha organizzato nel mese di marzo quattro incontri con la Caritas dal titolo: “In ascolto di Gesù, Buon Samaritano dell’umanità”. Ecco la restituzione del lavoro fatto...
Proposte Giovani: con la Caritas nei campi per migranti in Serbia Di ritorno dalla rotta balcanica e dalla recente visita ai campi profughi in Bosnia e Serbia, la Caritas di Como vuole proporre ai giovani interessati una esperienza estiva di volontariato a favore degli ospiti dei campi...
Rebbio: parte il progetto per una comunità per minori Una fondazione svizzera regala alla comunità di Rebbio una casa per i minori. Il progetto vede la collaborazione tra la parrocchia di San Martino, la Cooperativa Symploké e la Fondazione elvetica “Main dans la main”...
Il nuovo servizio Whatsapp della Caritas diocesana La Caritas diocesana di Como ha organizzato un nuovo servizio Whatsapp per permettere a tutte le persone interessate di essere aggiornate costantemente sulle varie attività. Come iscriversi...
Symploké, lettera al direttore del “Settimanale” Ecco la “Lettera al direttore”, pubblicata sul numero del 7 marzo 2019 de “il Settimanale della diocesi di Como”, che contiene riflessioni del presidente della Cooperativa sociale Symploké, Stefano Sosio...
Caritas Como-Ticino: il volontariato lungo il confine Le Diocesi di Como e Lugano hanno invitato la cittadinanza a partecipare, domenica 24 febbraio 2019 a Como, al pomeriggio di approfondimento dal titolo “La solidarietà attraversa i confini - Storie di volontariato fra Como e Ticino”. Il report sul "Settimanale"...
“Minori migranti, maggiori rischi”, dossier Caritas italiana Ogni giorno 44,4 persone sono obbligate a lasciare le proprie case. I minori sotto i 18 anni di età costituiscono circa la metà della popolazione rifugiata (circa 30 milioni). Pubblicato nuovo dossier di Caritas italiana...
Corridoi umanitari: famiglia irachena da Mosul a Como grazie a Caritas Arrivano dalla Piana di Ninive, da quelle terre che sono state culla del patrimonio culturale mondiale e casa dei Patriarchi, le cui vicissitudini leggiamo nell’Antico Testamento. Sono Hanna, Wasan e Mereya: papà, mamma e figlia...
“Il peso delle armi": 
il sesto Rapporto sui conflitti dimenticati È stata presentata a Roma, nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la sesta edizione del rapporto di Caritas Italiana sui conflitti dimenticati. Nel 2017 i conflitti nel mondo sono stati 378; di questi, sono 20 le guerre ad elevata intensità...
Uggiate Trevano, il CdA compie 20 anni Il Centro di Ascolto di Uggiate Trevano ha tagliato il traguardo dei vent’anni di attività. Un servizio portato avanti dall’impegno gratuito, silenzioso e costante di tanti volontari
. Un servizio prezioso e gratuito, nato
 su impulso 
delle comunità parrocchiali della zona, per andare incontro alle tante fragilità del territorio...
Parrocchia di S.Orsola a Como, i corsi di italiano per stranieri Nei giorni scorsi si è aperto il nuovo anno di corsi della scuola di italiano per stranieri. I locali sono quelli della parrocchia di Como-Sant’Orsola, ma ne esistono due gemmazioni: una a Rebbio, sempre presso la parrocchia, l’altra a Cernobbio...
Il Centro Diurno “L’Incontro” di Como festeggia 10 anni Su “il Settimanale della Diocesi di Como” del 25 ottobre 2018 è pubblicata una interessante pagina in occasione della ricorrenza dei 10 anni di fondazione del Centro Diurno “L’Incontro” della Caritas diocesana di Como...
Il dormitorio dei Comboniani di Rebbio cerca volontari Il dormitorio per senza dimora attivo presso i Comboniani di Rebbio cerca nuovi volontari. A lanciare l’appello tramite “il Settimanale della Diocesi di Como”, è il referente di Porta Aperta, Giuseppe Menafra...
Symploké: i toccanti racconti di Joshua ed Emmanuel Sul sito della Cooperativa sociale Symploké (www.symplokecoop.it) sono state pubblicate il 3 agosto scorso due toccanti storie di accoglienza sul nostro territorio...
Progetto CASA contro l'emergenza abitativa Sul "Settimanale" del 12 luglio è stata pubblicata una interessante pagina, a cura della giornalista Enrica Lattanzi, che fa il punto sul progetto C.A.S.A. (Comunità Aperta Solidale Accogliente) della Caritas diocesana di Como...
A Como il Negozio dell'Usato solidale: i nuovi orari Continua la sua attività a Como, in via Morazzone 17 (150 metri da via Milano), il “Negozio dell’Usato Solidale”, nato grazie all’impegno della Cooperativa “Si può fare” e altre realtà della città. I nuovi orari di apertura...
"Si può fare", nuovo negozio a Olgiate Comasco “Si Può Fare”, la Cooperativa voluta dalla Caritas diocesana e dall’associazione Ozanam per offrire opportunità lavorative a persone in difficoltà, amplia la sua attività con un nuovo negozio a Olgiate Comasco...
"Favole in viaggio. Venti storie migranti", il libro di Symploké La Cooperativa sociale Symploké ha da poco messo a punto un interessante progetto: la pubblicazione di "Favole in viaggio. Venti storie migranti". Stefano Sosio, operatore di Symploké e responsabile del progetto, ci illustra nei dettagli come è nato questo interessante libro...
Collane e bracciali solidali per il Brasile Un'iniziativa particolare a sostegno del progetto internazionale di Caritas dedicato al Brasile: la “vendita” a offerta minima di bellissime collane e braccialetti realizzati a mano dalle donne di San Paolo...
Nuovi documenti pubblicati da Caritas Italiana Numerosi nuovi dossier sulle situazioni di crisi internazionali sono leggibili e scaricabili nella sezione "Area promozione umana" del nostro sito alla pagina "Immigrazione"...
News precedente      News successiva
FONDAZIONE CARITAS
La Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio OnlusLa Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus si propone di provvedere nel territorio della Diocesi di Como, ed in particolare con l’Ordinario diocesano e l’ufficio Caritas, allo svolgimento di attività nel settore dell’assistenza sociale e precisamente alla promozione, al sostegno e alla gestione di iniziative e servizi a carattere caritativo-assistenziali
 
>>> Apri     
 

 
  

Usiamo i cookie - anche di terze parti - per consentirti un migliore utilizzo del nostro sito web. Per maggiori informazioni sui cookie, consulta la Informativa Estesa sui cookie.
Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

LEGGI INFORMATIVA         HO CAPITO, CHIUDI
NUOVO SITO CARITAS COMO: http://caritas.diocesidicomo.it/