Pubblicato il: 17/11/2022Categorie: NewsTag: , , ,

17 novembre 2022 – «Negli ultimi anni i poveri in Italia sono aumentati di oltre un milione (dato 2021: in totale oltre 5,5 milioni; 1 italiano su 10 in povertà assoluta, ndr) e a fine 2022 le cose possono ancora peggiorare a causa della guerra in corso in Ucraina che ha e avrà gravi ripercussioni a livello economico per tante persone e famiglie. Dall’inizio dell’anno a oggi i poveri morti nelle nostre città sono 325 e alla fine dell’anno si prevede di arrivare a un morto al giorno (nel 2020 sono stati 212 e 251 nel 2021). Le cause principali sono gli incidenti stradali (persone investite dalle auto) e la salute (il 40 per cento muore per malori). Quando si è poveri la salute è la prima a essere trascurata, poi in questi mesi il freddo peggiorerà le cose. Una situazione generale gravissima e allarmante. Che ci deve spronare ad agire a livello personale e comunitario, a livello politico e istituzionale. Consapevoli sempre che la lotta alla povertà non è un costo per la società, ma un investimento». Sono le parole di Luciano Gualzetti, dal 2016 direttore di Caritas Ambrosiana, intervenuto mercoledì 16 novembre scorso al Centro Cardinal Ferrari all’incontro “Abitare le sfide del nostro tempo”, organizzato dalla Caritas diocesana di Como al termine del corso per aspiranti volontari che si è tenuto a ottobre e novembre dal titolo “Diventa volontario Caritas: per un’esperienza che vale!”.

L’appuntamento con Luciano Gualzetti, che ha risposto alle domande del direttore della Caritas diocesana, Rossano Breda, è stato un importante momento per riflettere su temi di grande attualità come la grave marginalità e la crescente povertà economica e sociale che affligge singoli e famiglie.

«In questi anni stiamo assistendo a una costante crescita dei bisogni, in una società sempre più disuguale – ha proseguito il direttore di Caritas Ambrosiana – Dal 2001 a oggi, ovvero dall’attentato alle Torri Gemelle all’attuale guerra in Ucraina passando dalla pandemia, abbiamo attraversato tante difficoltà. Dalle crisi dobbiamo imparare la lezione che non siamo mai pronti alle emergenze. E quindi dobbiamo alzare la cultura della solidarietà tra la gente e nelle nostre comunità. Non è giustificabile, per esempio, che esistano profughi di serie A e profughi di serie B, in base alla loro provenienza o al colore della pelle».

Riprendendo il tema dell’incontro, cioè quali sfide possiamo “abitare”, ma anche “attraversare” e “rivisitare” con uno sguardo creativo e con paradigmi di lettura nuovi, Luciano Gualzetti non ha risparmiato spunti di riflessione e di provocazione. «Noi cristiani – ha sottolineato – dobbiamo guardare la realtà con lo sguardo dei poveri. Il lavoro di Caritas e di ogni persona di “buona volontà” è dare una speranza a queste persone verso l’inclusione sociale. Il povero va reinserito nella società attraverso un cammino di riconquista della dignità, che passa attraverso un lavoro giustamente retribuito, la possibilità di raggiungere l’autonomia economica per poter abitare una casa. Insomma, questi uomini e queste donne possano tornare a essere cittadini con dei diritti come tutti, perché diventino a loro volta protagonisti attivi nella stessa comunità in cui vivono».

«Per i 50 anni di Caritas Italiana – ha concluso Gualzetti – papa Francesco ci ha indicato le tre vie della carità: partire dagli ultimi, custodire la via del Vangelo e sviluppare la creatività nelle relazioni e azioni di aiuto. Si deve partire dagli ultimi, perché gli ultimi ci convertono… Si deve partire dalla novità della Parola per esplorare nuove vie di solidarietà, di fratellanza e di pace (i cristiani dicano un no fermo alla produzione e all’uso delle armi, e un sì convinto a nuovi percorsi per sanare i conflitti, in Ucraina e nel mondo, senza tentennamenti, da veri obiettori di coscienza). Infine, la via della creatività: abbiamo intelligenza e capacità di pensare nuove strade per migliorare la nostra vita e quella del nostro prossimo in difficoltà. Dando spazio alle idee e, perché no, dando più responsabilità ai giovani che vogliono impegnarsi. I giovani hanno fantasia, fiuto, possono fare molto. Hanno una marcia in più».

Ricordiamo che l’incontro con Luciano Gualzetti è stato registrato ed è possibile rivederlo integralmente sul canale YouTube della Caritas diocesana di Como: https://www.youtube.com/watch?v=7LTLy76ZEQI

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