Pubblicato il: 01/12/2020Categorie: Editoriali, NewsTag: , ,
Roberto-Bernasconi

26 novembre 2020 – Le opere di carità non sono mai autoreferenziali o motivo di orgoglio per quella o questa organizzazione, ma sempre sono frutto di una comunità. Una comunità che, quando serve – cioè compie un servizio – diventa comunità aperta agli ultimi, a chi ha estremo bisogno di sentirsi parte attiva del genere umano.

È in questa logica che la comunità cristiana di Como, nelle sue varie articolazioni (associazioni, parrocchie, gruppi e così via) ha ritenuto opportuno portare a compimento il progetto del nuovo dormitorio temporaneo, presso l’oratorio di San Rocco a Como. Questa idea è nata nella scorsa primavera – potremmo dire in tempi non sospetti – pensando soprattutto a questo periodo invernale che è caratterizzato dall’emergenza freddo per i senza dimora, una situazione che non potrà avere quest’anno l’opportunità degli spazi in via Sirtori e all’interno del Centro Cardinal Ferrari di via Cesare Battisti in città. Un’idea – lo sottolineo quindi con forza – che fa parte appunto di questo cammino di presa di coscienza della comunità cristiana come soggetto attivo a livello sociale.

Credo che realizzare la carità vera non sia soltanto affrontare le emergenze, ma sia costruire giorno dopo giorno “opere segno” che diano la possibilità di riflettere e agire, specialmente in questi tempi di grande disorientamento, in cui è indispensabile riscoprire i veri valori del nostro convivere.

Il dormitorio di San Rocco, che è gestito dalla Caritas diocesana con i suoi operatori e i suoi volontari, può ospitare 24 persone senza dimora. È un luogo organizzato e rappresenta un tassello importante nella mappa dell’accoglienza invernale in città che, con le diverse strutture operative sul territorio, può offrire complessivamente circa 180 posti letto. E – come dicevo prima – un significativo nuovo punto di riferimento in vista dell’emergenza freddo che da dicembre a marzo sarà ancora una volta affrontata con tempestività in convalle.

Ma vorrei aggiungere, infine, un pensiero che mi accompagna in queste settimane.
Mi piace ricordare che San Rocco è un luogo particolarmente significativo. È il luogo del martirio di don Roberto Malgesini, ma soprattutto della sua quotidiana e instancabile attività pastorale. Credo che la sua presenza, anche se non fisica, ci aiuterà a perseverare sulla strada giusta intrapresa. Ne sono convinto.

Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como

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