
La crisi in Terra Santa non riguarda solo la Striscia di Gaza. Accanto all’emergenza umanitaria in corso, anche la Cisgiordania e Gerusalemme Est stanno vivendo un drammatico peggioramento delle condizioni di vita, con gravi conseguenze sociali, economiche e umanitarie. Per questo motivo, nel tempo di Avvento e Natale, la Caritas diocesana di Como ha deciso di sostenere i progetti di Caritas Jerusalem in accordo con Caritas italiana.
Stando a quanto riportato da Caritas Jerusalem e dal Patriarcato Latino di Gerusalemme dall’autunno 2023 il peggioramento delle condizioni economiche, le restrizioni alla mobilità, l’instabilità politica e il crollo di settori chiave come il turismo hanno colpito duramente migliaia di famiglie in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, rendendo sempre più difficile far fronte ai bisogni essenziali.
La disoccupazione è in forte aumento, soprattutto tra giovani e neolaureati, mentre molte famiglie faticano a garantire cibo, cure sanitarie e istruzione ai propri figli.
In questo contesto, la comunità cristiana – già minoritaria – risulta particolarmente vulnerabile. Le difficoltà economiche e l’insicurezza stanno alimentando un’emigrazione crescente, in particolare nell’area di Betlemme, mettendo a rischio la continuità della presenza cristiana in Terra Santa.
Emblematica è la situazione di Taybeh, l’unica città interamente cristiana della regione, esposta a ripetuti attacchi e intimidazioni.
Attraverso questo progetto, Caritas Jerusalem interviene a sostegno delle famiglie più fragili in Cisgiordania e Gerusalemme Est con un approccio integrato che unisce aiuto umanitario e percorsi di autonomia.
Il programma prevede assistenza economica e beni di prima necessità, sostegno all’istruzione per bambini e giovani, iniziative di formazione e microprogetti per favorire il lavoro e il reddito, oltre a un’attenzione specifica agli anziani e alle relazioni tra le generazioni.
Negli ultimi mesi migliaia di famiglie hanno già potuto ricevere un aiuto concreto, ma le risorse stanno rapidamente diminuendo. Continuare a sostenere questo progetto significa difendere la dignità delle persone, rafforzare la resilienza delle comunità e offrire una speranza concreta a chi desidera restare nella propria terra nonostante le difficoltà.
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