Pubblicato il: 28/09/2026Categorie: NewsTag: , ,

Dopo oltre 25 anni di onorato servizio suor Maria Bianchetti saluta la città di Como e la mensa di solidarietà di Casa Nazareth perché chiamata a un nuovo incarico pastorale nella comunità guanelliana di Barza d’Ispra. 

Molte delle persone con cui ha condiviso il suo impegno di carità nella città di Como si sono ritrovate lo scorso 27 settembre al Santuario del Sacro Cuore di Como, per partecipare alla messa, e a seguire nel giardino di Casa Nazareth per un momento di fraternità e festa. Momenti semplici, ma intrisi di affetto, umanità e di quel sorriso che sempre coglievamo dalla sua bocca.

Esprimendo il “grazie” della Caritas diocesana e degli amici di Casa Nazareth, il direttore Rossano Breda ha voluto rivolgersi, all’inizio della celebrazione, a suor Maria nella sua lingua nativa: “Obrigado meu Deus”, sono le tre parole con cui ha ritmato, come una litania, il grazie per la presenza di suor Maria.

Carissima sr. Maria

Oggi ci ritroviamo a ringraziare il Signore in questa Eucaristia per il cammino percorso insieme a te.

Diciamo “grazie Signore”, “obrigado meu Deus” per la tua testimonianza di fede e di carità.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” perché il tuo sorriso e la tua parola generano sempre pensieri, sguardi, gesti di pace e accoglienza.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” perché ciascuno di noi ha raccolto nell’incontro con te il segno forte di un Dio della misericordia, compassione, vicinanza, tenerezza.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” per la tua infaticabile testimonianza che l’umanità ha sempre una possibilità per ricominciare, basta crederci e affidarsi alla provvidenza.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” perché abbiamo imparato con te a farsi presenza umile, concreta, reale, a declinare il Vangelo non con le prediche ma con le mani aperte e il cuore libero.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” perché sappiamo che il seme da frutto solo quando gettato a terra. Poi muore e genera nuova vita, nella forma che nessuno può prevedere, ma che sicuramente apre nuove opportunità e sogni.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” perché anche dall’obbedienza si impara. Non solo ai superiori, ma prima di tutto al Vangelo.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” e ti lasciamo andare alla tua nuova missione consapevoli che tutto il bene speso da te in questi anni porta e porterà frutto in abbondanza. E’ farsi da parte per lasciare che il sentiero tracciato venga percorso da altri. Ma sappiamo con certezza che il tuo nuovo impegno sarà altrettanto ricco di vita, sorrisi, mani aperte e cuore disponibile.

Diciamo “grazie Signore, “obrigado meu Deus” per averti incontrato. Ora va e con la tua preghiera aiutaci a continuare a essere testimoni di carità e attenzione agli ultimi come tu ci hai mostrato.

“Caminhando, se abre caminho.” Deus abençoe você.

Gli amici di Casa Nazareth

Leggi l’intervista a suor Maria sul numero 3 della rivista Storie di Caritas

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