Pubblicato il: 24/04/2024Categorie: NewsTag:

24 aprile 2024 – C’era anche una delegazione della Caritas diocesana di Como, guidata dal direttore Rossano Breda (con lui anche l’operatrice Anna Merlo e il vicedirettore Beppe Menafra) al 44° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che si è tenuto a Grado (GO) dall’8 all’11 aprile scorso con il titolo “Confini, zone di contatto, non di separazione”.

L’evento ha visto incontrarsi e confrontarsi per quattro giorni i 613 tra direttori e membri di équipe provenienti da 182 Caritas diocesane di tutta Italia. Numerosa anche la presenza di giovani delegati: ben 138 ovvero poco meno di un quarto dei partecipanti.
Un’esperienza certamente positiva come sottolinea Rossano Breda: «Quello che colpisce sempre durante i convegni nazionali – commenta il direttore della Caritas diocesana di Como – è prima di tutto l’incontro dei volti. Ancor prima dei contenuti, pur sempre preziosi, a colpire è la ricchezza della relazione tra le persone. Segno di una sinodalità che non è soltanto sulla carta, ma è esperienza concreta di conoscenza e arricchimento reciproci. Usando una battuta mi verrebbe da dire che i momenti più ricchi di ogni convegno sono proprio gli incontri “nei corridoi”, le chiacchiere e i confronti informali con uomini e donne di tutta Italia che condividono lo stesso impegno e gli stessi orizzonti».

Questo ovviamente senza sminuire la forza delle testimonianze ascoltate – su tutte per il direttore quella del nunzio apostolico in Siria, il cardinal Mario Zenari – o le esperienze vissute come la visita oltre confine a Nova Gorica.
«Le discussioni e gli interventi – continua Rossano Breda – hanno ruotato attorno al tema del confine non solo in un’accezione politica e geografica, ma anche culturale e umana. A tutti noi l’invito a riflettere non solo sui confini esterni, ma anche su quelli che sono dentro di noi, sui limiti che ci impediscono di uscire da noi per incontrare l’altro».

Il giorno dell’assemblea con l’intervento di mons. Zenari, nunzio apostolico in Siria

I quattro giorni di convegno sono letteralmente volati tra incontri, celebrazioni, forum tematici e tavoli di confronto.
In conclusione è arrivato l’intervento del direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello, che ha illustrato gli “orientamenti” che attendono le Caritas diocesane.
Richiamandosi al primo presidente di Caritas Italiana, mons. Giovanni Nervo, don Pagniello ha ricordato l’importanza di capire dove “poniamo i confini”, che per Caritas non sono dei limiti, ma delle “zone di contatto”, «… luoghi in cui fare l’esperienza della presenza di Dio perché ci permettono di aprirci agli altri e di capire che c’è Qualcuno che può fare prima, durante e dopo il nostro servizio. Confini come luoghi che permettono di custodire la nostra identità Caritas come l’impegno per la pace e a difesa della legge 185/90 per il controllo del commercio delle armi, il servizio civile come luogo per educarsi alla pace e alla nonviolenza, la dignità umana, il diritto alla salute e l’attenzione alle aree metropolitane e aree interne».

«È stato importante – conclude Rossano Breda – vedere come molti di questi temi siano gli stessi su cui come Caritas diocesana di Como ci stiamo impegnando: penso all’attenzione ai giovani e al servizio civile, che come Caritas stiamo riattivando, al tema degli armamenti e delle periferie. Segno di un cammino condiviso di Chiesa».

Report e documenti sul sito di Caritas Italiana

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