Pubblicato il: 03/10/2025Categorie: Editoriali, NewsTag: ,

3 ottobre 2025 – La Caritas diocesana di Como ricorda che oltre 28.000 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo centrale tra il 2014 e il 2024;
il Mediterraneo centrale è la rotta migratoria più letale al mondo;
oltre 3.500 minori sono morti o scomparsi nel Mediterraneo centrale negli ultimi 10 anni, secondo l’Unicef.

Il 3 ottobre di dodici anni fa 368 migranti persero la vita al largo di Lampedusa.
Erano le 3.15 di notte quando, a poche miglia dalla costa dell’Isola dei Conigli, un’imbarcazione partita dalla Libia con 500 persone a bordo prese fuoco e si capovolse, inabissandosi con bambini, donne, uomini, mettendo la parola fine alla traversata nel Mediterraneo e alla loro speranza di una vita migliore.
Le persone sopravvissute al naufragio sono 155, delle quali 41 minori, quasi tutti non accompagnati, una ventina circa i presunti dispersi.
Le cronache dei giorni successivi riportarono le immagini dell’hangar con 111 bare, tra le quali quattro, piccole, bianche, con le spoglie dei bambini morti nel naufragio. (…) (Vaticannews.va)

«Il contesto mondiale attuale», scrive papa Leone nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, «è tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d’origine per cercare rifugio altrove. La generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunità circoscritte costituisce una seria minaccia alla condivisione di responsabilità, alla cooperazione multilaterale, alla realizzazione del bene comune e alla solidarietà globale a vantaggio di tutta la famiglia umana».
«Di fronte alle teorie di devastazioni globali e scenari spaventosi, è importante che cresca nel cuore dei più il desiderio di sperare in un futuro di dignità e pace per tutti gli esseri umani».

Continua così l’impegno da parte nostra ad Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare, come ci invitò a suo tempo Papa Francesco.
Fare memoria dei morti di Lampedusa e di tutti i morti a causa delle migrazioni forzate che contraddistinguono questo tempo ma ogni tempo della storia, dall’Esodo biblico agli esodi moderni, impone di scegliere da che parte stare.

Solidali con tutte le donne e gli uomini in fuga dalla miseria e dalle guerre, collaboratori di tutti coloro che perseguono al giustizia e la dignità per ogni persona, compagni di strada di chi si fa prossimo degli esclusi, continuiamo a credere e ad impegnarci perché il Regno della giustizia e della misericordia venga, nella misura in cui ogni credente viva la carità come criterio per costruire il bene comune per tutti senza esclusioni.
Da Nord a Sud, da Est a Ovest.

Sì, fare memoria è scegliere di non dimenticare.
È scegliere da che parte stare. È decidere, adesso, come impegnarci nel nostro quotidiano con piccoli e grandi gesti che possono davvero fare la differenza.

Rossano Breda, direttore della Caritas diocesana di Como

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