Pubblicato il: 24/09/2025Categorie: La Caritas si racconta, StorieTag: ,

24 settembre 2025 – Dal 6 al 20 agosto un gruppo di dieci giovani della nostra diocesi hanno vissuto un’intensa esperienza in Egitto all’interno delle proposte dalla Caritas diocesana di Como. Accompagnati dal seminarista SMA Anselmo Fabiano e accolti dal vescovo Claudio Lurati, vicario apostolico di Alessandria, hanno vissuto le prime giornate al Cairo incontrando le comunità cristiane locali e i loro missionari.
A Borg el Arab i giovani hanno partecipato al Giubileo con coetanei sudanesi, eritrei ed egiziani, mentre ad Alessandria hanno condiviso momenti di fraternità con il vescovo Claudio. Tornati al Cairo hanno conosciuto la città islamica e copta, prima di partire per l’Alto Egitto dove hanno incontrato piccole comunità copte, testimoni autentiche ed entusiaste del Vangelo.

Il viaggio è proseguito attraverso il deserto fino al monastero di Sant’Antonio, oasi spirituale e luogo di profonda preghiera. L’esperienza si è conclusa con una giornata “turistica” al Cairo con la visita alle piramidi, al museo egizio, alla moschea di Al Azhar e al famoso mercato di Khan el-Khalili.

La testimonianza dei giovani

Chiesa d’Egitto, cosa dirti se non grazie! Ti scriviamo queste righe per esprimere la nostra gratitudine per l’esperienza vissuta tra la tua gente. Questo incontro ha lasciato in noi un segno indelebile e portiamo nel cuore questi giorni.

Chiesa d’Egitto, ci hai stupito! Piccola nei numeri, minoranza in un Paese a maggioranza musulmana, eppure viva, vivace, intensa, ma soprattutto accogliente. Custodisci quella freschezza delle prime comunità cristiane: semplici, essenziali, ma profondamente radicate nella fede e animate da un calore umano che non lascia indifferenti e quasi disarma.

La ricchezza della tua tradizione si riflette anche nella pluralità dei riti, ad alcuni dei quali abbiamo avuto la fortuna di partecipare. Nella diversità delle lingue, delle liturgie, delle tradizioni, la tua unità si fonda nella professione comune: Gesù Cristo è il Signore, Cristo è risorto. È questa la testimonianza che ti rende voce credibile nel cuore della società.

Abbiamo avuto modo di incontrare e conoscere alcuni dei tuoi giovani, pieni di desiderio e di futuro, di speranza, capaci di dare una testimonianza autentica. Sono segno importante e prospettiva di crescita e fecondità.

Tra i molti profumi e odori sentiti in questi giorni, uno lo portiamo nel cuore più di altri e lo ricordiamo con affetto: è il profumo del pane appena sfornato, preparato dai tuoi piccoli nella comunità di Kom Ghareeb, simbolo di quel profumo che ogni cristiano deve portare, il profumo di Cristo. Le tue comunità si sono rivelate vere e proprie oasi nel deserto! Luoghi di culto, luoghi di incontro, ma anche spazi di concreto servizio agli ultimi. I giardini verdi e ben curati che spesso fanno da contorno alle tue strutture sono immagine forte del lavoro quotidiano che viene svolto con i bambini, gli anziani, i malati, gli emarginati, i rifugiati. In queste oasi abbiamo potuto vedere con i nostri occhi l’opera di una fede che non rimane qualcosa di strettamente interiore, personale, quasi astratta, ma che si concretizza nel servizio ai fratelli.

Ci è parso di capire che la tua gente, specie i tuoi giovani, guardino a noi con ammirazione quanto a fede. Con tutta sincerità ti diciamo: siamo noi che dovremmo avere un occhio di riguardo su di voi! Dalla vostra capacità di testimoniare il Vangelo e di vivere la fede in modo autentico, ma soprattutto comunitario, c’è solo da imparare…

In questi giorni, quasi scherzando, dicevamo tra noi: “il Cristianesimo è faro di civiltà”. In realtà, più che una battuta, era la constatazione di ciò che abbiamo avuto modo di vedere: dove il Vangelo è vissuto, la realtà cambia, si illumina, diventa più umana. Senza giudizi o pretese di superiorità, ma davvero, la luce di Cristo, quando trova spazio, porta con sé segni di pace e solidarietà.

A te, Chiesa d’Egitto, va ancora la nostra riconoscenza! Siamo grati per la tua testimonianza, per la cordialità espressa in ogni saluto, in ogni stretta di mano, in ogni parola di benvenuto.

Rendiamo grazie a Dio per quanto abbiamo ricevuto e con cuore sincero diciamo: alhamdulillah. Chiesa d’Egitto, ti conserviamo nel ricordo e nella preghiera.

Lorenzo, Giacomo, Chiara, Pierangelo, Anna, Vania, Anna, Emilio, Pietro, Francesco, Anselmo

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