
15 ottobre 2026 – In Nepal la situazione nelle aree colpite dalle devastanti alluvioni del 26 agosto 2026 rimane estremamente critica, soprattutto a causa delle difficoltà del terreno, dei danni estesi alle infrastrutture e delle limitazioni logistiche che continuano a ostacolare l’accesso alle comunità più isolate. I numeri raccontano una crisi umanitaria di vasta scala: 32.963 persone colpite, 1.369 vittime confermate, 5.285 persone disperse, 7.474 feriti e migliaia di famiglie evacuate o costrette a vivere in centri di accoglienza.
Le abitazioni danneggiate sono 7.570, 33 i ponti distrutti, 68 quelli sospesi perché danneggiati e 55 i chilometri di strade completamente impraticabili, rendendo complesso il raggiungimento dei villaggi e la distribuzione degli aiuti. Sono stati colpiti anche 18 scuole e 7 strutture sanitarie, aggravando ulteriormente la vulnerabilità delle comunità.
Una crisi che molti hanno ricondotto alle conseguenze dei cambiamenti climatici in un Paese che ha basse emissioni di gas climalternanti ma che paga un prezzo salato per la delicatezza degli equilibri naturali.

«Gli scienziati – scrive Unicef – sono giustamente prudenti nell’attribuire un singolo disastro al cambiamento climatico. Ma le condizioni che favoriscono eventi di questo tipo sono ben conosciute», si legge in un documento diffuso dalla stessa organizzazione. «L’Himalaya si sta riscaldando a una velocità circa doppia rispetto alla media globale. I ghiacciai si stanno ritirando, il permafrost si sta scongelando e il ghiaccio e il terreno gelato che tengono insieme questi versanti montuosi si stanno indebolendo. Le conseguenze vanno ben oltre i confini del Nepal».
La rete Caritas è attiva fin dal giorno della catastrofe al fianco di Caritas Nepal che ha intensificato la propria presenza lungo i corridoi fluviali del Bhotekoshi e del Trishuli, nei distretti di Rasuwa, Nuwakot e Dhading, tra le aree più gravemente colpite.
Le équipe stanno ampliando la distribuzione di aiuti e rafforzando il supporto nei centri di accoglienza, dove attualmente si trovano 3.395 persone.
Caritas italiana sta monitorando la situazione e offrendo un sostegno a Caritas Nepal.
Anche la Caritas diocesana di Como, all’interno della delegazione lombarda, si è attivata con una prima donazione di 5 mila euro.
Contestualmente è stata lanciata una colletta a livello diocesano.

Si può contribuire con donazioni intestate alla Diocesi di Com. IBAN:
IT71Q0501810800000017211707
Causale: Emergenza Nepal
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