
12 gennaio 2025 – Vicariato di Monte Olimpino: ecco la testimonianza del diacono e volontario Alfonso Librale, che racconta il servizio al Punto di Ascolto vicariale: «Un cammino di ascolto e fraternità».
Anche nel numero di dicembre 2025 della rivista cartacea “Storie di Caritas” della Caritas diocesana di Como è possibile leggere l’interessante testimonianza di Alfonso e di alcune volontarie, che qui riportiamo in forma integrale.
Il Punto di Ascolto vicariale, nato nel 2022, è frutto della collaborazione tra le parrocchie dell’Unità Pastorale Santi Giacomo e Filippo e quella di Tavernola.
È sorto dal desiderio di offrire un luogo di accoglienza e sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà, ma anche di costruire un’esperienza di Chiesa che ascolta e accompagna, riconoscendo nei poveri il volto di Cristo.
Da subito abbiamo compreso che mettersi in ascolto significa mettersi in gioco. È così che si è formato un gruppo di circa quindici volontari – uomini e donne, lavoratori e pensionati – uniti dal desiderio di condividere tempo, energie e cuore.
Attraverso strumenti semplici, come qualche locandina, un telefono e un’agenda digitale, abbiamo creato una rete di vicinanza con le persone più fragili del territorio.
Gli incontri formativi promossi dalla Caritas diocesana ci hanno aiutato a leggere le diverse forme di povertà e a riconoscere che, dietro le difficoltà materiali, c’è spesso un bisogno più profondo: essere ascoltati.
Ogni sabato due volontari accolgono chi chiede aiuto. Le richieste riguardano lavoro, casa, spese, ma spesso la domanda più vera è: “C’è qualcuno disposto ad ascoltarmi?”.
Anche un piccolo gesto – la compilazione di una domanda, l’accompagnamento dal medico, un aiuto per il curriculum – diventa segno di fraternità concreta. Molte persone che incontriamo vengono da lontano, portando storie di migrazione e speranza.
L’ascolto, il supporto materiale e la consegna dei pacchi viveri, realizzata anche grazie al Banco Alimentare, uniscono carità e speranza.
Tra le iniziative più belle c’è “Adotta una famiglia”, che invita i parrocchiani a farsi prossimi con un aiuto concreto. Grazie alla generosità di molti, diverse famiglie hanno potuto affrontare con più serenità le loro fatiche quotidiane.
Questo cammino è stato sostenuto dalla presenza preziosa di don Roberto Bartesaghi, vicario foraneo, e di don Emanuele Corti, coordinatore della Comunità Pastorale. Con la loro guida spirituale ci hanno accompagnato nel discernimento, ricordandoci che l’ascolto e la fraternità nascono da un cuore che si lascia toccare.
Oggi posso dire che il Punto di Ascolto è una piccola scuola di umanità e di Vangelo. Qui impariamo che la povertà più grande è la solitudine e che il dono più bello è un orecchio attento e un cuore aperto.

Diamo voce a tre volontarie
La testimonianza che segue nasce dal servizio settimanale svolto dai volontari del Punto di ascolto vicariale nella parrocchia “Beata Vergine Immacolata” di Ponte Chiasso. Con semplicità e dedizione, queste parole raccontano l’impegno concreto di chi si mette a disposizione per ascoltare, accogliere e condividere.
Ogni mercoledì pomeriggio, nella parrocchia “Beata Vergine Immacolata” di Ponte Chiasso, noi volontarie ci ritroviamo per preparare e distribuire pacchi viveri a circa quaranta famiglie.
L’impegno del Punto di ascolto vicariale nasce dalle parole del Vangelo di Matteo: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare…».
Non si tratta solo di offrire aiuti materiali, ma di accogliere e ascoltare chi porta con sé difficoltà e speranze.
Un saluto, un sorriso, un gesto concreto possono trasformare la vita di chi riceve e di chi dona. Questo servizio diventa così testimonianza di fede e fraternità, promuovendo la dignità di ogni persona.
Un ringraziamento speciale al parroco di Ponte Chiasso, don Angelo Pavesi, per la sua generosa disponibilità nell’offrire e gestire i locali che ospitano la distribuzione dei pacchi viveri.
Lidia, Antonia e Antonietta
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