
18 febbraio 2026 – «Noi diciamo sempre che diamo poco e riceviamo tanto. È difficile da spiegare. Conosci tante persone, instauri rapporti, relazioni, confidenze. Ascolti le loro pene, le difficoltà. Ti porti nel cuore tante gioie, tanti dolori e le preoccupazioni che ti confidano. Ciò che proviamo è tanto. Riuscire ad accompagnare le persone, aiutarle quando non sanno più cosa fare e tentare di risollevarle è qualcosa di prezioso».
Con queste parole Daniela Redaelli, coordinatrice della Caritas di Mandello, Abbadia e Lierna, riassume il senso profondo di un impegno che dura da trent’anni. Un anniversario importante per la realtà attiva sul territorio della comunità pastorale guidata da don Giuliano Zanotta, celebrato con la partecipazione dei rappresentanti della Caritas diocesana di Como: il direttore Rossano Breda, il vice Beppe Menafra, il direttore di Caritas Solidarietà e Servizio Onlus Simone Digregorio e il coordinatore diocesano dei Centri di Ascolto Loris Guzzi. Tutti uniti dallo stesso obiettivo: essere ogni giorno accanto alle storie e alle fragilità di persone e famiglie.
Il Centro di Ascolto di Mandello del Lario nasce negli anni Novanta all’interno della Zona pastorale delle Grigne, grazie all’intuizione di monsignor Gianni Gatti, allora referente Caritas zonale. Fu lui a promuovere la creazione di un luogo dedicato all’ascolto e all’accompagnamento. Dopo un periodo di formazione e preparazione dei volontari, nel 1996 il Centro iniziò ufficialmente la propria attività.

In trent’anni di servizio, i numeri raccontano la concretezza dell’impegno: al 31 dicembre 2025 sono state incontrate almeno 1.165 persone e svolti 5.494 colloqui, grazie alla disponibilità di numerosi volontari che hanno dedicato tempo ed energie agli altri. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, reso possibile da chi ha scelto di mettersi a disposizione della comunità.
Le celebrazioni per il trentennale, organizzate dalla coordinatrice Redaelli, hanno avuto uno dei momenti più significativi venerdì 13 febbraio al teatro comunale De André. Al mattino circa trecento studenti delle scuole medie di Mandello, Abbadia, Lierna e dell’istituto Maria Ausiliatrice di Lecco hanno assistito al recital “Stupefatto”, tratto dal racconto autobiografico di Enrico Comi e portato in scena dall’attore e narratore Fabrizio De Giovanni. Lo spettacolo, riproposto anche in serata per il pubblico adulto, affronta il tema delle dipendenze con intensità e realismo ed è giunto alla sua 615ª replica. L’opera ha ricevuto anche la medaglia dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Il teatro è una grande occasione per parlare alla gente – ha sottolineato Fabrizio De Giovanni –. Se chiedi alle persone di uscire di casa per ascoltarti, devi dire qualcosa che serva a migliorare il mondo. È questo il motivo per cui affrontiamo temi civili». E sul legame con la Caritas ha aggiunto: «C’è una piena identità di intenti, perché ci occupiamo degli ultimi, delle fragilità, di quelle realtà che spesso vengono trascurate».
Le celebrazioni si sono concluse domenica 15 con la Santa Messa delle ore 18 nella chiesa del Sacro Cuore, presieduta da don Giuliano Zanotta e concelebrata da don Paolo Ancilotto, padre spirituale del Centro di ascolto. Al termine, in oratorio, un momento conviviale ha riunito volontari e partecipanti, nel segno della condivisione e dell’amicizia.
Trent’anni di servizio che confermano il valore di uno scambio reciproco: chi riceve aiuto trova sostegno e speranza, mentre chi dona tempo e ascolto scopre una profonda crescita umana e interiore. Un cammino che continua, con lo stesso spirito delle origini.
Alberto Bottani
(Tratto da “il Settimanale della Diocesi di Como”)


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